La Compagnia teatrale di Sant’Angelo in Theodice fa una donazione al Reparto Pediatria dell’Ospedale “Santa Scolastica” di Cassino
La Compagnia teatrale della Parrocchia di S. Giovanni Battista in Sant’ Angelo in Theodice “Come noi non c’è nessuno”, di cui i lettori certamente ricordano l’ultima performance “Fragole, panna e champagne” dello scorso 17 gennaio (https://www.diocesisora.it/diocesi/come-noi-non-ce-nessuno/ ), ha completato, appena 20 giorni dopo, il suo capolavoro. La brillante pièce teatrale aveva riempito il Teatro Manzoni fino all’inverosimile, divertendo e conquistando tutto il pubblico, a cui era stato detto che una parte del ricavato sarebbe andato in beneficenza. E così è stato. La mattina del 7 febbraio una delegazione della Compagnia, guidata dal Parroco Don Nello Crescenzi e dalla autrice e regista Ida Mignanelli, si è recata all’Ospedale. Nell’auto di una di loro era stato a fatica collocato un voluminoso scatolone più un pacchetto più piccolo (ma anche più prezioso). Con l’aiuto del personale ospedaliero il tutto è stato issato su un carrello, e portato al terzo piano, Reparto Pediatria. Lì è avvenuto l’incontro con medici e infermieri: il dott. Antonio Lombardi, Dirigente medico, la dott.ssa Giovanna Arcese, la Caposala Francesca Lanni (che avevano assistito allo spettacolo e lo ricordavano con grande simpatia), il cappellano Don Mario Colella: un incontro cordiale e amichevole. È stato aperto lo scatolone e montato il primo e più ingombrante pacco: un fasciatoio per i più piccoli pazienti e poi l’altro, di carattere medico, il bilirubinometro, strumento assolutamente importante e prezioso, perché permette di monitorare nei bambini ai primi giorni di vita, il tasso di bilirubina nel sangue, causa dell’ittero, senza dover loro fare una puntura. Perciò questo dono è stato particolarmente gradito, come ha sottolineato il Primario, che ne ha spiegato la motivazione.
È stato un momento davvero toccante e gioioso, ricco di umanità, da una parte e dall’altra: dottoresse e infermiere che tiravano fuori dal cartone il fasciatoio, il medico che con un cacciavite aiutava a fissare i pomelli dei cassetti, e poi spiegava con precisione, con passione e tenerezza, quanto il nuovo apparecchio poteva essere di aiuto e di vantaggio per i piccoli; e i donatori, felici di aver fatto un gesto così apprezzato. Ancora una volta la Compagnia teatrale ha dimostrato la sua vera autentica fisionomia, basata sul forte legame di amicizia e collaborazione all’interno, sull’apertura all’esterno, sulla saldezza della sua fede e della sua solidarietà. E tutto questo fa bene all’anima. Di tutti.
Adriana Letta













