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Come noi non c’è nessuno

Cassino, al Teatro Manzoni lo Spettacolo “Fragole, panna e champagne”

Darsi il nome “Come noi non c’è nessuno” è chiaramente un’affermazione scherzosa per una compagnia teatrale, ma al tempo stesso anche consapevole e responsabile. È infatti una Compagnia di territorio, sorta in ambito parrocchiale a S. Angelo in Theodice, frazione di Cassino, che abbraccia e coinvolge tutto il paese. Sono anni ormai che si è formata ed ha continuato a lavorare con lena per offrire svago e creatività non solo a coloro che ne fanno parte, sempre più numerosi e di tutte le età, ma anche ai potenziali spettatori. L’asso nella manica è una persona speciale, Ida Mignanelli, la “mente” che inventa personaggi, situazioni, storie, scrive i testi e fa da regista, vantando ormai un ben sostanzioso curriculum. La conoscenza profonda del territorio, delle usanze, dei modi di dire, dei personaggi che hanno abitato e abitano a S. Angelo le offre ispirazione, battute e spunti a non finire, e riesce così ad offrire delle commedie davvero gustose e brillanti. Tutte rigorosamente in dialetto santangelese.

Sabato 17 gennaio, presso il Teatro Manzoni di Cassino, la nuova commedia “Fragole, panna e champagne” ha riempito completamente il teatro, facendo l’ennesimo “tutto esaurito”. Si tratta propriamente di un sequel di una vera e propria saga familiare che prese il via nel 2018 col titolo “Matrimonio alla santangelese”, è continuata nel tempo ed ora presenta l’ultima evoluzione di questo desiderato matrimonio andato a monte. La famiglia è la stessa, formata dal marito Nduniuccio (Roberto De Filippis), persona inconcludente e perditempo nella vita, che ama dormire e incontrare amici davanti ad un fiasco di vino, ma interpretata così bene che diventa il fulcro della commedia, data la comicità che l’attore sa sprigionare già con la sola presenza e le mosse. Poi c’è la moglie Marietta (Patrizia Valente), che sempre si lamenta perché deve provvedere a tutto lei; zi’ Monaca è la zia suora che vive con loro, altro personaggio comico, interpretato da Loredana Fargnoli, tutta presa dalle sue preghiere ma anche curiosa, sempre in mezzo ad ogni discorso e decisione di famiglia. Infine c’è la figlia Marisella, interpretata da Daniela Palmerone, laureata ma desiderosa di un matrimonio di alto grado e siccome i precedenti tentativi sono andati tutti male, continua a cercare un marito, che sia ricco, naturalmente.

È lei che rivela ai genitori di essere stata così brava nel suo lavoro da aver ricevuto in premio un viaggio a Parigi a cui possono partecipare i suoi familiari. Da qui prendono il via le avventure, gli incontri, le figuracce, i fraintendimenti…, perché sono persone semplici e ingenue ma che si credono furbe ed esperte della vita, parlano solo il loro dialetto e danno luogo a situazioni davvero divertenti. Il pubblico ride spesso e volentieri guardando questi personaggi così simpatici e sprovveduti ma autentici. A prendere parte al viaggio, la famiglia di Nduniuccio invita anche il Parroco Don Nello (il vero Don Nello Crescenzi), che sale sul palco, interpretando sé stesso, ma non potendo lasciare il suo posto, propone di partire a Don Roberto Donatiello, sacerdote vero anche lui, attualmente in aiuto nella parrocchia, ed egli accetta, perché conoscendo la Francia potrà essere di aiuto. Il bello è che a parlare non è solo l’autrice o il personaggio di turno, perché si capisce che davvero è la vita vera del popolo, si sente la parlata, il sentire, il ragionare propri di un piccolo paese di una volta, dove ci si aiutava uno con l’altro, si sapevano i fatti di tutti ma con comprensione e saggezza, perché la vita era così per tutti e l’esperienza di vita era simile per tutti e condivisa. La bonaria ironia che condisce le varie scene traduce in sorriso la simpatia e quasi la nostalgia per quel mondo ormai lontano e al tempo stesso per quello odierno che lo riporta all’attenzione dello spettatore con delicatezza e arguzia.

E questo spiega l’accorrere così numeroso di pubblico, perché la vita che si racconta sul palcoscenico è la vita vera che tutti conoscono, pur sapendo che oggi è molto cambiata, ma nel fondo di ogni persona rimangono certe cose apprese nell’infanzia, attraverso genitori, nonni, vicini di casa. Si partecipa dunque alla rappresentazione della vita, tout court. Altro grande merito della Compagnia è che al lavoro teatrale è sempre unito un proposito sociale di aiuto a chi ha bisogno. Ogni spettacolo ha avuto un introito che è andato in buona parte donato a qualche organizzazione umanitaria. Quest’anno andrà al Reparto Pediatria dell’Ospedale “Santa Scolastica” di Cassino. Inoltre tutto ciò ha unito e compattato tutti gli abitanti, non solo coloro che frequentano la Parrocchia, ma tutto il paese e tutte le età.

Al termine dello spettacolo, meritatamente applauditissimo, la giornalista Elena Pittiglio ha chiamato sul palco l’autrice Ida Mignanelli, a cui sono andati lunghi applausi, poi Don Nello ha ringraziato la Compagnia per l’impegno, per la coesione e per il progetto umanitario, sottolineando che tutto risponde ai canoni della semplicità e verità, e per questo viene tanto apprezzato. Anche l’assessora M. Concetta Tamburrini ha mostrato grande apprezzamento e così pure il Sindaco Salera. I responsabili del Reparto di Pediatria hanno ringraziato di cuore per l’aiuto, in particolare per la fornitura di un bilirubinometro, strumento medico necessario per i piccoli del reparto.

Allora è proprio vero: come voi non c’è nessuno!

Adriana Letta