L’Accademia Internazionale “Ora et Labora” augura pubblicamente al nuovo Amministratore Parrocchiale di Balsorano una feconda missione pastorale
Sabato 25 luglio 2026, vigilia d’inizio mandato per don Piergiorgio Aversano come Amministratore delle due Parrocchie presenti a Balsorano, al termine della S. Messa prefestiva, l’Accademia Internazionale “Ora et Labora”, ha voluto dargli l’augurio di un fecondo ministero pastorale, consegnandogli ufficialmente la Medaglia “Benemerenti Sancti Benedicti”, un’onorificenza con cui, fedele alla sua vocazione statutaria d’impronta benedettina, quest’associazione «mira a valorizzare chiunque, a vario titolo, incroci la sua vita con S. Benedetto, dando testimonianza di dedizione a Dio con la preghiera costante (ora) e di servizio al prossimo con un lavoro caritativo e generoso (labora)».
Nella Chiesa della SS. Trinità gremita per il coincidente rientro dei pellegrini locali dal celebre Santuario di Vallepietra dedicato allo stesso Mistero della fede e nobilitato mediaticamente per la recente visita privata di Papa Leone XIV, riassumendo pubblicamente il Verbale giustificativo dell’evento, il prof. Filippo Carcione ha notificato i motivi premiali riconosciuti a don Piergiorgio, «un giovane ma autorevole esempio di vita, nel cui processo educativo sono stati compresi anche i principi dell’Ora et Labora. Cresciuto ad Aquino, tra famiglia e Azione Cattolica, nella devozione congiunta dei Santi Patroni Costanzo e Tommaso, don Piergiorgio ebbe d’effetto sin da piccolo familiarità collaterale con la spiritualità benedettina. Fu, del resto, S. Costanzo, glorioso vescovo di Aquino, che nel VI secolo accolse S. Benedetto in fuga da Subiaco e, come Ordinario del luogo, gli permise di stabilirsi a Montecassino, che diventerà così la più prolifica agenzia del monachesimo occidentale. Nemmeno si dimentichi che lo stesso S. Tommaso, prima di votarsi all’Ordine Domenicano, aveva fatto fino all’adolescenza gli studi scolastici a Montecassino, ricevendo quella solida cultura di base che gli permetterà più tardi di affrontare efficacemente i corsi delle migliori università europee esistenti nel XIII secolo, fino a salire in Cattedra, meritando in tutta l’umanità il marchio del Dottore Angelico. E a quella stessa scuola ispirata da Montecassino, pur ristrutturata, ramificata e riadattata nel tempo secondo le lunghe e complesse evoluzioni della storia, ha fatto riferimento ai nostri giorni anche il giovane Piergiorgio, conseguendo la maturità classica a Cassino, proprio nella scuola cattolica paritaria che, in continuità ideale con il grande patrimonio culturale monastico, reca tutt’oggi il fulgido e antico nome di S. Benedetto da Norcia, sotto la gestione di una Fondazione legata strettamente all’Abbazia in felice convenzione con le Suore della Carità».
«Sempre all’ombra di Montecassino – ha proseguito poi lo stralcio del Verbale – don Piergiorgio Aversano ha continuato il percorso accademico, iscrivendosi all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, dalla cui sede del Campus Folcara, volgendosi in alto, si gode il panorama spettacolare offerto dalle mura sovrastanti della celebre Abbazia. Lì, nel 2017, egli conseguirà brillantemente la Laurea in Giurisprudenza con tesi avente titolo: “Bauman e il ruolo del Diritto nella Società Liquida” … E chissà quante volte lo studente Piergiorgio avrà sostato a pregare nella Cappella universitaria, dove al lato destro del Crocifisso, posto sulla parete d’altare, campeggia significativamente una piccola statua di S. Benedetto, come a ricordare la sua speciale protezione ai frequentatori dell’Ateneo … Tutto ciò, mentre il Signore lavorava per la vocazione di don Piergiorgio, che, sul finire degli studi civili, entrerà nel Pontificio Collegio Leoniano di Anagni per iniziare la sua lunga esperienza di Seminarista, in vista dell’ordinazione sacerdotale, che, dopo il conseguimento del Baccellierato in S. Teologia con un’interessante tesi riguardante “l’incidenza di S. Tommaso in materia di giustizia sulla Dottrina Sociale della Chiesa e sulla Costituzione Italiana”, atteso il periodo canonico del diaconato transeunte, riceverà il 25 marzo 2025 ad Aquino, nella Chiesa della Madonna della Libera, altro luogo di grande respiro benedettino, essendo un gioiello medievale ispirato all’Abbazia di Montecassino se non addirittura realizzato dalle stesse maestranze che avevano rimaneggiato artisticamente il glorioso cenobio al tempo del grande abate Desiderio».
«Considerata la sua acuta preparazione culturale fondata su una doppia laurea civile ed ecclesiastica, il tutto connesso a una grande capacità di dialogo con i giovani – ha chiosato infine l’epilogo del Verbale – l’Ufficio Scuola Diocesano ha conferito subito a don Piergiorgio, non essendo ancora prete, la Cattedra di Religione Cattolica nelle scuole secondarie, prima qui, nella Valle Roveto, poi all’Istituto Tecnico Industriale di Cassino, riportandolo così di nuovo alle falde della celebre Abbazia, quasi a sottolineare simbolicamente un suo provvidenziale legame mai rescisso con il mondo benedettino».
La parola è passata successivamente al Presidente dell’Accademia, dott. Antonio Pittiglio, il quale ha sottolineato come «l’umiltà, sulla cui scala fa magistrale lezione il capitolo VII della Regula Benedicti, sia la nota più caratteristica di don Piergiorgio, una nota che sicuramente Balsorano conosce, avendo egli già collaborato con il precedente Parroco, don Silvano Casciotti, cui va sicuramente la gratitudine generale per l’ottimo servizio fin qui reso con l’augurio di ogni bene per la nuova missione a Civitella Roveto».
«Ma da domani – ha concluso il Presidente nell’atto di consegnare a don Piergiorgio la Medaglia benedettina con pergamena esplicativa – le due parrocchie cittadine delle SS. Trinità e di S. Rocco, avranno modo di sperimentare più specificamente la guida pastorale di don Piergiorgio, trovandone ulteriore giovamento comunitario. Ispirato al modello della SS. Trinità, Una Natura in Tre Persone, egli saprà creare Comunione nel Popolo di Dio, affinché le persone, pur nelle distinzioni carismatiche, possano diventare “un cuor solo e un’anima sola”; ispirato a S. Rocco, viandante fiducioso verso la meta sicura e soccorritore compassionevole verso le fragilità umane, saprà valorizzare il significato del pellegrinaggio come cammino verso Nostro Signore e l’attenzione ai più bisognosi come motivo identitario dei cristiani. E che S. Giorgio, patrono di Balsorano, di cui egli porta la seconda parte del nome, gli sia di sostegno sicuro in tutte le prove che la vita gli riserverà».
Prima di sciogliere un’assemblea attenta e composta, tra cui si notava la presenza del sindaco, dott. Antonella Buffone, don Piergiorgio, visibilmente commosso, ha ringraziato l’Accademia e tutti i presenti, dando appuntamento generale alla S. Messa festiva del giorno dopo, quando, accompagnato dal Vescovo, mons. Gerardo Antonazzo, avrebbe fatto il suo ingresso solenne nella nuova veste pastorale.
















