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Exodus ricorda Don Mazzi

Numerose le persone convenute per la Messa in sua memoria

 

Sabato 3 ottobre 2026, a più di due mesi dalla nascita al cielo di Don Antonio Mazzi, la Comunità Exodus di Cassino ha voluto ritrovarsi con le tante persone che le furono vicine fin dalla sua nascita e le altre che si sono aggiunte in seguito, per stringersi in preghiera in una Santa Messa in memoria di Don Mazzi, Fondatore di Exodus.

Alle ore 16:30, sono arrivati in tanti alla sede di Via Vertelle 23 di Cassino, per partecipare ad un momento particolarmente condiviso, capace di riportare alla mente e al cuore persone, situazioni, fatti… ricordi comuni alle persone intervenute, che infatti si salutavano e abbracciavano con lo stesso affetto e le stesse motivazioni di quando tutto nacque. Questo, grazie a Don Antonio Mazzi, che a Cassino ha portato un grande e magnifico insegnamento, i cui frutti continuano a maturare. L’autore dell’incontro iniziale e del progetto fu l’allora Abate di Montecassino Dom Bernardo D’Onorio: fu lui che trattò con Don Mazzi e mise a sua disposizione una casa con terreni intorno, di proprietà dell’Abbazia, come sede stabile per i giovani ospiti. Perciò è stato invitato a celebrare lui, Abate emerito e, insieme a lui, l’Abate in carica, Dom Luca Fallica.

Nel verde, davanti alla rustica chiesetta di legno, donata anni fa ad Exodus dal Vescovo Gerardo Antonazzo, erano preparate le sedie, subito riempite dagli ospiti e i partecipanti. Di lato, tra fronde e raggi del sole morente, era esposta, incorniciata, una bellissima famosa, parlante fotografia di Don Mazzi, ritratto con le mani al viso, la bocca atteggiata al sorriso e gli occhi che guardano in alto, ridenti e invitanti ad una gioia alta, superiore, magnifica, che fa dimenticare i capelli bianchi, le rughe delle mani e del viso, sciocchezze di nessun conto, perché il suo sguardo allude e invita al meraviglioso soprannaturale che ci aspetta. Questo il messaggio che ancora lancia a tutti e particolarmente ai presenti lì raccolti intorno a lui.

Nell’omelia, l’Abate Bernardo ha ricordato gli inizi, 37 anni fa, di Exodus a Cassino, difficili, accolti molto spesso con diffidenza da tante persone del territorio, che non volevano avere vicino “i drogati” e il possibile contagio… E invece le cose sono andate avanti molto bene, grazie al lavoro serio e fatto con amore, competenza e buona volontà da parte di professionisti, educatori e tanti volontari, sia adulti che giovani.

La comunità Exodus aveva preparato bene ogni cosa, alcuni degli ospiti hanno fatto le letture liturgiche, hanno curato l’offertorio, portando all’altare, oltre oggetti liturgici, anche oggetti significativi per loro, uno zaino, una chitarra. Al momento dello scambio della pace l’Abate Bernardo e l’Abate Luca sono andati tra i ragazzi per dare l’augurio di pace ad ognuno di loro. Al termine della celebrazione, svoltasi nella massima partecipazione e commozione, ha preso la parola Luigi Maccaro, che finora ha diretto personalmente la comunità (ora passerà la mano a Barbara Zagaroli, essendo chiamato ad un nuovo incarico nazionale), ha ringraziato tutti e poiché bisogna continuare ad andare avanti, nello stile di Don Mazzi, ha auspicato che ora si cominci a lavorare sui giovanissimi, i minorenni che vivendo in una società che non li ascolta e non apre loro le porte, troppo spesso si perdono: il sogno ora è aprire una casa per minorenni.

È stata davvero un’occasione speciale per numerose persone che si sono ritrovate nello stesso luogo con gli stessi sentimenti di riconoscenza e di condivisione di tanto tempo fa: è stato il modo di ringraziare chi ha aperto le porte a Exodus, custodire il grande insegnamento di Don Mazzi e affidare al Signore il suo cammino di luce e amore che continua a vivere in quanti proseguono nel suo insegnamento.

Adriana Letta