Da Montecassino a Ventotene
Donne, pace e radici del progetto Europeo
A Cassino presso l’Università, nell’Aula Salerno del Campus Folcara, giovedì 16 aprile si è svolto un interessante convegno, organizzato dall’Istituto di Studi Superiore “San Benedetto” di Cassino e dall’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale, sul tema: «Un sentiero per l’Europa: da Montecassino a Ventotene» “Donne, pace e radici del progetto europeo”.
Referente del progetto è il Prof. Fabio Miele, autore di un recente libro “Un sentiero per l’Europa: da Montecassino a Ventotene. Dall’Europa dei Padri all’Unione Europea”, edito da Albatros. Da lui è partito il progetto, che ha coinvolto gli studenti delle quarte e quinte classi, per ricercare “identità, compito e destino” dell’Europa, a cui hanno lavorato gli studenti in questo anno scolastico. E perciò è stato lui a fare da moderatore del convegno, a cui erano presenti le classi che avevano affrontato la tematica e che avevano anche, sempre con la scuola, visitato Ventotene, l’isola in cui dal 1941 al 1943, furono confinati numerosi antifascisti e persone non gradite al regime fascista; tra questi vi furono Sandro Pertini, Luigi Longo, Umberto Terracini, Pietro Secchia, Eugenio Colorni, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi. Furono proprio questi ultimi a scrivere sull’isola, nella primavera del 1941, l’importante documento Per un’Europa libera e unita, noto come Manifesto di Ventotene.
Dopo i saluti istituzionali e l’esecuzione di un brano musicale dell’alunna Elisabetta, che col suo violino ha curato gli intermezzi musicali del convegno, la parola è andata a Dom Luigi Maria Di Bussolo, Monaco di Montecassino. Volendo rispondere al percorso ideato per il convegno, donne, pace e radici, ha parlato dei santi, che erano persone normali, con i loro difetti, ma che hanno camminato portando avanti ciò in cui credevano, la fede. Tra questi molte donne, che ha nominato, soffermandosi poi su Santa Scolastica, sorella di San Benedetto, raccontando l’episodio riportato dal biografo S. Gregorio Magno del colloquio tra i due: Benedetto dopo un po’ voleva troncarlo perché doveva rientrare in monastero, lei lo pregò di restare ancora insieme per parlare ancora di Dio, ma lui era inflessibile. Allora lei pregò fortemente Dio, che fece venire una pioggia così violenta che Benedetto non poté andare via e il biografo annota: poté di più chi amò di più. Allora Dom Luigi ha fatto notare come spesso l’uomo è più rigido nel rispetto delle regole, mentre la donna con la sua femminilità è più incline alla relazione, che è all’origine di tutto. Perdere la relazione vuol dire perdere l’umanità. Non bisogna mettere le norme davanti alle persone, uomini e donne. E furono le donne, ha aggiunto Fabio Miele, che per prime hanno visto Cristo Risorto e diffuso la notizia.
La Prof.ssa Fiorenza Taricone, Ordinaria di Pensiero politico e questione femminile, ha portato innanzitutto il saluto del Rettore Marco Dell’Isola. Poi, entrando in argomento, ha fatto notare che lei, Docente dell’Ateneo cassinate, è titolare di una disciplina unica in Italia con tale dicitura e di questo è orgogliosa. Non è giusto parlare de “i padri costituenti”, perché nell’Assemblea costituente a scrivere la nostra attuale Costituzione, c’erano anche 21 madri costituenti. Anche il Manifesto di Ventotene non ci sarebbe stato senza le donne: Ada Rossi, che amava la libertà di pensiero e aveva rifiutato di firmare per il fascismo, tanto da perdere il lavoro e dover vivere di lezioni private, durante il confino di Rossi a Ventotene, faceva da tramite per le comunicazioni con i compagni antifascisti, e riuscì anche, con Ursula Hirschmann, moglie di Eugenio Colorni confinato anche lui a Ventotene, a portare fuori dell’isola del materiale saggistico del marito e di altri confinati dell’isola e pubblicò poi clandestinamente parte dell’opuscolo scritto a Ventotene da Rossi e da Altiero Spinelli, “Per un’Europa libera e unita”. Ursula è stata motore dell’integrazione europea. Le donne in Italia entreranno in Parlamento solo nel 1979.
Dopo un altro intermezzo musicale del violino di Elisabetta dedicato alla Shoah, il microfono è passato alla Dirigente scolastica dell’IIS San Benedetto prof.ssa Maria Venturi, la quale ha detto di aver ricevuto tanti stimoli da aver voglia di mettersi in gioco. I pensatoi, come questo convegno, devono portarci ad una motivazione più alta. Ha apprezzato l’ordine delle parole del titolo “Donne, pace e radici”. È vero che la bellezza nasce dall’incontro, qualcosa di nuovo e migliore rispetto al precedente. Citando la Scuola di Francoforte e Hannah Arendt, ha detto che non bisogna etichettare le persone, perché i conflitti nascono quando non riusciamo a riconoscerci. La pace va costruita giorno per giorno e ha raccontato di sua nonna, di modeste condizioni, e con sei figli suoi più sette altri del fratello, coraggiosamente mise su una cooperativa per raccogliere la frutta caduta e rivenderla e riuscì ad andare avanti bene anche dopo la guerra, in cui passò ai tessuti e alla sartoria. Poi ha ricordato il valore delle radici, come diceva Pasolini: se non ci sono le radici non ci può essere innovazione. E quindi, rivolta ai ragazzi, ha detto loro: “Le radici sono la base della vostra crescita. Voi dovete recuperare il senso dell’Europa, sentirvi ragazzi d’Europa”.
IL progetto prevede anche, per il giorno 17 aprile alle ore 11,00, un “Concerto per l’Europa – Accordi per la Pace” con l’Orchestra della Scuola Media “Di Biasio” nell’Auditorium dell’IIS San Benedetto in Via Gari; e per il prossimo 22 aprile, una visita a Ventotene – Confino -Tomba di A. Spinelli e accensione della Fiaccola “PRO PACE ET EUROPA UNA”. Questa Fiaccola, esposta emblematicamente sul tavolo dei relatori, viene portata ogni anno in ogni parte d’Europa e nel 2019 fu portata ad Aushwitz con la allora ambasciatrice polacca Anders e si ottenne il permesso di accenderla, cosa unica ed emozionante.
Adriana Letta












