Il ruolo delle donne e i bambini di Cassino nel dopoguerra
La storia di Cassino non finisce di stupire e di attirare l’attenzione, soprattutto in questi tempi difficili e sciagurati di nuove spietate guerre, in cui ci stiamo rendendo conto che il mondo va indietro, non è vero che abbiamo messo da parte le guerre, ma anzi tornano più crudeli che mai, come se la storia, e in particolare quella del XX secolo, non ci avesse insegnato niente. Il Convegno si è svolto giovedì 16 aprile p.v. nella Sala Rambaldi del Museo Historiale di Cassino, in Via San Marco. Un vero stimolo a riflettere sulla guerra che 82 anni fa distrusse Cassino oltre che Montecassino e le guerre oggi in corso, a guardare al presente e ancor più al futuro.
A moderare il convegno è stata l’avv. Marika Cervelli, Socia ANVCG, che dopo una breve introduzione ai lavori ha ceduto la parola, per i saluti istituzionali, alla nuova Direttrice del Museo Historiale, dott.ssa Tecla Genovesi, poi all’assessora alla Cultura prof.ssa Gabriella Vacca e al del Sindaco di Cassino Enzo Salera.
L’intervento che ha illustrato l’argomento è stato quello di Francesco Di Giorgio, storico del territorio e membro del CDSC, che ha ampiamente parlato su: “I treni della felicità, le donne madri di Cassino nel dopoguerra e Maria Maddalena Rossi”. Si è avvalso di una interessante serie di foto e documenti, frutto del suo lavoro di ricerca, per poter far “sentire” ai presenti quanto fu tragica la situazione nell’immediato dopoguerra. Cassino era stata rasa al suolo e ridotta ad un acquitrino inabitabile, dove regnava la malaria. Tragica era la situazione dei bambini, proprio come oggi quella dei bambini di Gaza, Iran, Ucraina e Paesi del Golfo, le vittime più fragili. A lanciare il primo grido di allarme, allora, fu una donna: Margaret Bourke White, giornalista e fotografa americana, che vedendo le condizioni disumane in cui si trovavano, non potendo soddisfare i bisogni più elementari della vita, lanciò il grido: “Deve intervenire il mondo intero!”. Cominciarono ad arrivare i primi aiuti, cominciarono a organizzarsi, con Teresa Noce che proponeva: “Salviamo i bambini, salviamo l’infanzia!”. Si capì che non bastava procurare cibo, bisognava allontanare i bambini dalle zone malariche. Si mobilitò Maria Maddalena Rossi, una politica, antifascista e giornalista italiana, una delle 21 donne elette all’Assemblea costituente italiana. Gli appelli lanciati ebbero i primi frutti e dettero vita ad una gara generale di solidarietà, anche da rappresentanti del mondo culturale e artistico: era “la risposta solidale dell’Italia e del mondo”, fino alla non facile organizzazione dei treni speciali. Questi treni portarono in sicurezza tanti bambini, che famiglie del nord accolsero amorevolmente e trattarono come figli. Si calcola che circa 20.000 bambini/e furono sottratti alla fame e alle malattie; 4.000 trasferiti temporaneamente al nord; 16.000 protetti in loco dalla Pontificia Opera Assistenza. In totale fu salvata l’infanzia di circa 70.000 bambini. Dal 1947 fu la volta di bambini di Napoli, poi di San Severo e poi del Polesine dopo l’alluvione.
È seguito l’intervento dell’Ecomuseo Argil, Ecomuseo di interesse regionale, “uomo e ambiente nella valle Latina”, dell’arch. Ivana Orsini e dell’Ing. Giovanni Martini, che hanno promosso, attraverso un apposito Comitato, la raccolta di informazioni e documenti sui treni dei bambini, ed hanno porto le testimonianze dei “bambini del 1946”, davvero toccanti.
Infine la relazione della sen. Maria Pia Garavaglia ha toccato con precisione e passione non solo il ruolo delle donne nell’Assemblea Costituente e il contributo delle prime elette; ma anche l’impegno delle donne ne “I Treni della felicità” partiti da Cassino. Ma soprattutto ha tratto e sottolineato il forte Messaggio che questo convegno lancia: va raccontato a tutti, il Diritto è stato calpestato ed è una tragedia insopportabile se le vittime sono tra le persone più indifese e i bambini sono, per definizione, le vittime più vulnerabili e nelle guerre quelle praticamente predestinate. Oggi nelle guerre muoiono più civili che belligeranti. La voce delle vittime di guerra non può essere fermata, il Diritto universale deve essere paritario. Anzi, ha aggiunto: “Le vittime civili di guerra saranno ora uno dei miei argomenti!”. Ricordiamo che la nostra Costituzione è stata fatta da “noi”, dal popolo, non dall’alto e dobbiamo esserne fieri.
Il Commissario straordinario Antonio Vizzaccaro, Consigliere nazionale dell’ANVCG ha dato il saluto e ringraziamento a nome dell’Associazione. A ricordo di questo convegno è stata donata agli ospiti la “Medaglia con lo stemma dei treni della felicità 1946-2026” ai Bambini di allora, oggi anziani, alla Sen. Garavaglia, alla quale è stata offerta anche una pergamena ed un mazzo di fiori. Al relatore Francesco Di Giorgio, oltre alla Medaglia, è stata offerta una pergamena ricordo, in considerazione del grande lavoro di ricerca storica compiuto.
Adriana Letta

























