A Cassino, presso la chiesa di San Bartolomeo Apostolo
La mattina di venerdì 27 marzo, presso la chiesa di San Bartolomeo in Cassino, il Vescovo diocesano Gerardo Antonazzo è intervenuto a celebrare il Precetto pasquale con i militari del 3° Reggimento “Bondone” di stanza a Cassino. Il Reggimento, costituito a Cassino a fine 2023 subentrando all’80° RAV “Roma”, è oggi un’unità d’eccellenza dell’Esercito Italiano, specializzata nel settore dei droni e nel supporto al targeting.
Alle ore 10,00, i militari hanno riempito la chiesa con la loro presenza composta e raccolta, accompagnati dal loro cappellano Padre Giuseppe che ha concelebrato e all’inizio ha porto un saluto di ringraziamento al Vescovo Gerardo per aver accettato l’invito a celebrare. A sua volta, il Vescovo ha ringraziato il Comandante per l’iniziativa ed il parroco, Padre Aurelio, che ha accolto tutti e fatto gli onori di casa. La liturgia è stata animata dal Coro di Santa Cecilia di Aquino che, sebbene non al completo, ha prestato un ottimo servizio.
In tempi difficili come questi che stiamo vivendo, le letture previste dal messale sono capitate davvero a proposito: “Perdona, o Signore, le colpe del tuo popolo e, poiché la nostra debolezza ci ha resi schiavi del peccato, la tua misericordia converta a te i nostri cuori”. Alle parole della Bibbia e del Vangelo del giorno si è rifatto il Vescovo nell’omelia, osservando come il profeta Geremia, sentendo su di sé la calunnia dei suoi che aspettavano solo di poterlo trarre in inganno e farlo morire, confida in Dio e dice: “Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno. Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa! e non potranno prevalere”. Il profeta parla a nome di Dio, deve essere fedele alle parole di Dio. Ma il popolo non crede e mette a repentaglio la sua vita, è un popolo ribelle e la forza della verità trova impedimento per l’arroganza, l’ostracismo, la presunzione. Così capita anche a Gesù, il Profeta per eccellenza, che viene accusato dal popolo di blasfemia perché si è proclamato Figlio di Dio. Capiranno più tardi, per ora Gesù sfugge dalle loro mani. Si diventa codardi quando ci si oppone al vero bene. Non si può correre dietro ad una vita facile, Gesù propone una vita vera e afferma: Io sono il Figlio di Dio. La sua verità non ci umilia, ma ci salva. Chiediamo allora di raccogliere queste provocazioni come Geremia, sapendo che Dio permette tutte le cose che l’uomo autorizza. A volte pensiamo che il peccato sia una visione un po’ bigotta, ma esso è presente sempre, anche nella storia, e noi dobbiamo scegliere il bene: permettiamo a Dio di perdonarci. La preghiera del Padre Nostro che Gesù ci insegna non è un “prodotto finito”, ma un compito, un impegno a vivere come fratelli.
Momenti molto toccanti si sono avuti non solo per le parole lette e quelle dell’omelia, ma anche per la lettura, da parte di uno dei militari presenti, della bellissima “Preghiera dell’Artigliere” ”, e anche per quello scattare sull’attenti all’unisono dei militari nei momenti più importanti della celebrazione. Così, anche le parole di ringraziamento del Comandante hanno parlato al cuore ed il Vescovo ha ringraziato per questo momento così bello e partecipato vissuto in preparazione alla Pasqua.
Adriana Letta


























