Con “Notte di Luce” la comunità di Santa Maria Assunta ha rivissuto il Mistero del Natale tra canti, meditazione e partecipazione corale
Il Presepe vivente, nella sua XII edizione, ha illuminato ancora una volta tutta la comunità Santa Maria Assunta di Atina che la sera del 4 Gennaio ha vissuto un momento di grande emozione e spiritualità: la rappresentazione della Natività per rileggere e ri-vivere il significato vero del Natale appena celebrato.
Quando parliamo di Presepe non possiamo pensare semplicemente a qualcosa da poter fare o da organizzare, affidando ruoli e dividendo compiti; quando parliamo di Presepe dobbiamo essere consapevoli che prima di ogni altra cosa è un “luogo” dove sostare, per la bellezza che lo caratterizza, per i sentimenti che suscita, per la fede condivisa che unisce.
Con queste convinzioni abbiamo voluto raccontare il Natale nella forma di Oratorio “luogo di preghiera”, appunto, dove musica e canto, solisti, coro e pubblico, sul canovaccio dei testi sacri, sulle riflessioni di Papa Francesco e di Papa Leone, si sono intrecciati in comunione di intenti e sentimenti: “notte santa, notte d’amore, notte di luce!”. E allora ci siamo sentiti un po’ “pastori” perché testimoni dell’essenziale, della salvezza che viene donata; un po’ “angeli” che esultano di gioia perché la speranza cristiana si esprime nella lode; un po’ “magi” che assetati di verità alzano gli occhi al cielo e inquieti attendono le sorprese di Dio.
Le avverse condizioni atmosferiche non ci hanno permesso di vivere il Presepe nel suggestivo centro storico di Atina, ma ci hanno dato l’opportunità di celebrare il Mistero del Natale nel luogo che lo custodisce, perché Betlemme è “casa del pane” (in ebraico), “casa della carne” (in arabo). “Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi” (Gv 1,14).
Antonella Ferrera
Foto: Giacomo Carlini, Andrea Orlandi




















