Il 25 maggio, nella Sala degli Abati presso la Curia di Cassino, l’IIS Carducci, con i suoi due indirizzi liceali, Classico e Artistico, ha presentato i risultati di questa terza edizione del Progetto iniziato nel 2024, grazie alla geniale idea del Prof. Consales, docente di Religione, supportato da Don Nello Crescenzi, docente di Latino e Greco, e grazie alla collaborazione entusiastica di docenti e alunni e all’apertura accogliente del Monastero di Montecassino. Il primo anno il frutto visibile di tutto il lavoro fu una magnifica riproduzione dell’Exultet, prezioso rotolo liturgico conservato in abbazia. L’anno seguente fu la riproduzione delle artistiche vetrate policrome, a cui lavorarono numerosi studenti sotto la guida dei docenti di riferimento.
Quest’anno il percorso di studio e conoscenza ha avuto come titolo: “Montecassino: un viaggio tra storia, arte e spiritualità benedettina” ed ha visto un rinnovato impegno da parte dei docenti, Don Nello Crescenzi, Rosanna Margiotta, Annarita Ciferri, Pina Baldassarra, della Dirigente scolastica Licia Pietroluongo e dei ragazzi. Fondamentali sono state le visite al monastero, l’osservazione, il confronto, la riflessione, l’incontro con il Padre Abate Dom Luca Fallica. Per poter seguire meglio, sono stati definiti tre diversi laboratori a cui gli studenti hanno potuto accedere. E sono andati più a fondo quest’anno, per capire le motivazioni di una scelta, quella di farsi monaco, non facile né scontata, ma che continua, pur dopo tanti secoli, ad attirare. I risultati delle loro considerazioni e riflessioni sono confluiti in opere, scritte o artistiche.
Questi risultati sono stati presentati, come sempre verso la fine dell’anno scolastico, come conclusione di un ciclo che certamente non sarà dichiarato concluso, ma continuerà con nuove idee e nuovi spunti. Entrando nella Curia, già salendo le scale, si aveva il piacere di vedere, disteso sul largo corrimano, l’Exultet opera dei ragazzi del 2024; entrando poi nella sala degli Abati, si potevano ammirare alcune delle opere dello scorso anno, sia le vetrate policrome, sia i manoscritti decorati con le famose miniature, realizzati lo scorso anno.
Dopo il saluto istituzionale del Comune portato dalla prof.ssa Gabriella Vacca, assessora alla Cultura, che ha portato anche il saluto del Sindaco, i lavori di questo anno sono stati illustrati dagli stessi studenti, che hanno dimostrato una serietà di impegno e una partecipazione personale e profonda al lavoro di ricerca svolto. Il primo ragazzo ha raccontato la ricerca fatta dal suo gruppo per capire la vita cenobitica; dopo l’incontro con l’Abate, hanno compreso che essa è davvero una palestra di relazioni e che il Monastero non è solo un luogo di preghiera e di silenzio, ma soprattutto un luogo in cui si impara a vivere insieme in modo autentico, è uno spazio di relazioni autentiche, grazie al fatto che nel monastero c’è una grande varietà di persone: infatti una comunità autentica non è basata sull’uniformità, ma sulla diversità delle persone, che è una vera e propria ricchezza. La pace non è assenza di conflitti, ma una relazione riuscita con gli altri, con sé stessi, con il creato e con Dio.
Un altro gruppo ha indagato, attraverso il Codex Barbergensis, la vita e le attività dello scriptorium monastico, dove i monaci amanuensi copiavano e salvavano dall’oblio i codici antichi.
Un momento alto è venuto dall’intervento della Prof.ssa Giulia Orofino, studiosa appassionata dei manoscritti dell’abbazia di Montecassino, che da Firenze si trasferì presso l’università di Cassino dove ha insegnato per anni. Con la sua competenza straordinaria, ha illustrato la bellezza e l’importanza dei manoscritti decorati, che vanno dai libri liturgici a quelli liturgico-musicali, ai codici giuridici, scientifici di astronomia, all’enciclopedia di Rabano Mauro. Ha annunciato che si sta compiendo un grande lavoro per riuscire a digitalizzare tutti i codici manoscritti e decorati dell’Abbazia, per poter arrivare a fare un museo digitale di tutto il patrimonio.
I ragazzi del laboratorio del progetto “Montecassino: patrimonio artistico e culla del pensiero occidentale”, si sono chiesti se le regole della vita monastica hanno ancora qualcosa da dire ai giovani di oggi. Grazie ad un braingstorming allargato a tutte le classi, sono giunte le risposte: la povertà dà sobrietà, essenzialità, libertà dal consumismo; la castità è “purezza dei legami”, autenticità di relazioni, sincerità e rispetto nell’incontrare gli altri, cura dei sentimenti, capacità di relazioni profonde, fedeltà e responsabilità affettiva, riconoscere e custodire la dignità di ognuno. Così l’obbedienza è l’ascolto autentico e il rispetto dell’altro, la stabilità vuol dire avere, nel tempo dell’incertezza, radici, perseveranza, coerenza e pace interiore.
Queste riflessioni e i concetti che ne sono derivati sono stati tradotti nel linguaggio dell’arte. Gli studenti hanno realizzato una installazione artistica che li contiene. L’opera racchiude i quattro “pilastri” della Regola benedettina e offre una testimonianza visibile di un percorso collettivo di riflessione, ascolto e crescita condivisa. L’opera, esposta, consta di una sfera di legno con su scritti i quattro termini Povertà, Castità, Obbedienza e Stabilità con le parole e i concetti ad essi collegati, è frutto di una attenta ricerca dei materiali, dei colori e delle forme, come hanno ben spiegato gli ultimi ragazzi a parlare.
Al termine, i ragazzi hanno donato all’Abate Luca una tavoletta artistica che riproduce l’opera. Un ringraziamento e un elogio è giunto dalla Dirigente scolastica che si è complimentata con docenti e studenti. Lusinghiere anche le parole dell’Abate Luca, che ha lodato e apprezzato tutto il lavoro svolto per il progetto che ha messo al centro l’Abbazia di Montecassino. Una foto di gruppo ha siglato la bellissima mattinata offerta dall’IIS “Carducci”.
Adriana Letta



































