Convegno Missionario Diocesano

“Nel nome della misericordia: la tua presenza vita per tutti”

Servirà solo a chi è in procinto di partire per le missioni un Convegno Missionario diocesano? No, assolutamente! Serve a tutti, indistintamente, perché tutti i cristiani sono chiamati alla missione, che sia in luoghi lontani, ad gentes, o vicino casa o dentro di sé. Serve soprattutto se il cuore si è appesantito, l’animo un po’ scoraggiato e lo slancio sbiadito, cosa purtroppo molto comune oggi. Serve se a parlare c’è un missionario come Padre Ciro Biondi, Segretario del CUM, Centro Unitario per la cooperazione Missionaria tra le chiese, che ha alle spalle molte esperienze missionarie in Cina e Papua Nuova Guinea e nel cuore un fuoco contagioso, relatore principale del convegno, capace di ravvivare e scuotere l’uditorio in modo speciale.

Nel salone del Palazzo Ducale di Atina martedì 13 settembre, è stato Don Pasqualino Porretta, Direttore del Centro Missionario Diocesano, che ha introdotto il tema dell’incontro sottolineando il passo di S. Paolo sul corpo formato da molte membra (1Cor 12,12). Era attivo il servizio streaming della web tv grazie alla regia di Francesco Marra con il suo staff, per permettere a chi fosse lontano e non potesse intervenire di persona, di seguire ugualmente.

Dopo il saluto del “padrone di casa”, il sindaco di Atina Mancini, che opportunamente ha osservato la stessa linea tra la ricerca dell’unitarietà che sta facendo la Diocesi e che stanno tentando anche i Comuni, specialmente della Val Comino, e di Mons. Domenico Simeone, Responsabile di Zona e Parroco di Atina, la parola è andata al Vescovo Gerardo Antonazzo. Egli ha ricordato il primo progetto diocesano di collaborazione con la diocesi gemella di Rutana in Burundi e l’intenzione di passare al secondo progetto. Ha aggiunto di aver incontrato a Cracovia, in occasione della GMG, il Vescovo di Rutana Bonaventure Nahimana, parlando con il quale è venuta fuori una interessante proposta di fare nel mese di ottobre, mese missionario, uno scambio di sacerdoti tra le due diocesi. Poi, commentando il tema del convegno: “Nel nome della misericordia: la tua presenza vita per tutti“, si è riallacciato al Vangelo del giorno (Lc 7, 11-17), dove Gesù è “presenza di vita”. Infatti quando entra in Nain, seguito dalla folla, forma un corteo di festa e di vita e si incontra con un altro corteo, ma di morte e di lutto, il funerale del figlio unico della vedova. E’ lì che Gesù, profondamente commosso di fronte al dolore di quella madre, si avvicina, tocca la bara e dice: “Ragazzo, dico a te, àlzati! Risorgi!” e lo riporta in vita. Così è Gesù. Così è il cristiano, che si fa presenza di vita, se si fa compassionevole e misericordioso, se lo sguardo del suo cuore è capace di com-prendere, di prendere con sé.

Nel suo intervento P. Ciro Biondi, campano portatore di tutto il calore di terra partenopea, è partito dalla frase di Gesù in Gv 10,10: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza“.  Dio, ha detto, è Signore della vita, perciò i cristiani sono chiamati a portare la vita, cioè la salvezza, ad essere missionari, non ONG (Organizzazioni Non Governative)!

Ha ben sottolineato l’importanza dell’unione tra le chiese nella cooperazione missionaria, cosa che spesso non è molto conosciuta. E ancora ha ribadito, portando molti esempi di esperienze vissute e aneddoti, che i missionari debbono avere, come Gesù, una comprensione “viscerale” per gli altri e non debbono compiere semplicemente “opere buone”, ma “le opere di Dio”, debbono cioè annunciare l’amore di Dio, che dà la vita. Riallacciandosi al discorso del Vescovo, ha affermato: “Se voi volete fare qualcosa come Chiesa, allora voi fate quello che vuole Gesù. Ha poi chiesto: “Se qualcuno vi chiedesse di dare tutto, anche la vita, che rispondereste? forse qualcuno sarebbe anche disposto, ma se vi chiedessero: sareste disposti a dare la vita di vostro figlio?, probabilmente le madri e i padri non riuscirebbero a dire di sì. Ecco, Dio ci ha tanto amati da dare suo Figlio per noi!”.

E ancora: dovete vivere bene l’Anno Santo della Misericordia, è un fatto di cuore. Dovete essere dei “mistici”, tanto innamorati dell’Amore da arrivare fino al martirio. La Chiesa sta vivendo un bel momento, forte. Ricordiamo che siamo chiamati ad annunciare un Dio crocifisso e risorto, perché sappiamo che la vita che Gesù è venuto a darci, vita divina, non può esserci tolta. Dobbiamo annunciare la Buona Novella, cioè che siamo divini, ci è stata data una vita che non finisce più, come Maddalena di Coigny, la protagonista femminile dell’opera «Andrea Chénier», che canta: “Io sono diventata divina, l’amore è entrato in me!”.

La Chiesa, ha detto nel concludere, si propaga per generazione e si genera per amore, non per conquista o proselitismo e Gesù Cristo è un diritto per tutti e per noi che lo abbiamo ricevuto è un dovere, perché siamo chiamati ad essere cooperatori della salvezza.

Le conclusioni del convegno, tanto ricco di spunti e suggestioni, le ha espresse il Vescovo Gerardo, che ha ringraziato tutti ed ha insistito sulla necessità di uno sforzo unitario attraverso la cooperazione missionaria per sviluppare un progetto unitario che sia espressione di chiesa, il che ha un importante significato teologico e soteriologico. Il nostro agire, ha affermato, deve far passare l’opera di Dio, perciò occorre portare i progetti in una visione ecclesiale unitaria, non più tanti piccoli e singoli progetti sganciati tra di loro, e ricordare che la promozione umana, pur necessaria, non deve scavalcare la vera missione, quella evangelizzatrice, che deve essere al primo posto.

Infine è stato annunciato che la Veglia Missionaria diocesana di quest’anno si svolgerà venerdì 21 ottobre alle ore 20,30 nella chiesa di S. Domenico a Sora.

Video: https://www.diocesisora.it/pdigitale/video-convegno-missionario-diocesano/

Adriana Letta

Foto di Antonella Ferrera

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