Novena di Natale – VII Giorno

Lunedì 22 dicembre 2014

dal Vangelo secondo Luca 1,46-55

In quel tempo Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente, e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Riflettere

Maria, donna giovane e coraggiosa, ci insegna a rileggere la storia, tra passato, presente e futuro. Nella sua professione di fede parte dal presente, dove lo sguardo di Dio scopre l’«umiltà» di una giovane donna e lascia nel suo grembo la promessa di una vita nuova. Ci parla poi del suo futuro, di tutte le generazioni future che la riconosceranno «beata». E quando considera il passato, descrive la storia della salvezza, che è la sua storia e la nostra; è lo svolgersi del cammino dell’intera umanità secondo la volontà divina dell’Onnipotente: con radici antiche e slanci sovrumani di liberazione.

Dio vive con noi la nostra storia, ci chiede impegno continuo a scriverla secondo la sua volontà. In Maria ci offre un esempio di come dobbiamo guardare il nostro tempo dalla sua prospettiva, per raggiungere traguardi possibili e realizzare gioie condivise «per sempre». Le «grandi cose» che il Signore compie in Maria non sono favori personali; si possono invece leggere sulle pagine bibliche della storia. Disperdere i superbi nei loro stessi pensieri, rovesciare i potenti dai loro troni, rimandare i ricchi a mani vuote: la rivoluzione epocale che tutti lamentiamo è stata già compiuta da tempo. Ma non abbiamo occhi per vedere, anzi non siamo nella prospettiva giusta del cuore per poter scorgere la salvezza, già in atto, di una storia che sembra non favorire i nostri più profondi desideri. Per cogliere e gustare anche in noi la vera beatitudine dobbiamo imparare a leggere la storia con gli occhi di Dio. Dobbiamo imparare a capire i nostri veri desideri a partire dalla sua volontà di bene per noi. Dio disperde i superbi e può ancora liberare i nostri cuori dalle sabbie mobili del quotidiano senza speranza; Dio rovescia i potenti e può ristabilire in noi la capacità di servirlo in ogni fratello che ci fa incontrare; Dio può sempre innalzare la nostra mente e il nostro cuore fino a contemplare ogni giorno il bene che ci vuole; Dio può decisamente ricolmarci di quei beni che tanto cerchiamo, per realizzare in noi le scelte giuste.

Pregare

Compi per noi, Signore,

“grandi cose”. In segnaci

a leggere la storia ascoltando

la tua voce; guidaci a conquiste interiori

insperate; sorprendici ogni giorno

con le meraviglie del creato; ricordati della

tua misericordia e dona anche a noi la salvezza.

 

Tratto da

“Lampada ai miei passi” – Sussidio per la preghiera personale dei giovani, Avvento-Natale 2014-2015

Azione Cattolica Italiana-Settore Giovani

Editrice AVE

 © 2014, Fondazione Apostolicam Actuositatem, Roma

Per gentile concessione

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