Convocato l’incontro al 29 ottobre presso la chiesa di San Carlo
Le comunità si preparano all’evento con la lettera sul cammino sinodale diocesano
«La Chiesa non esiste per sé stessa, ma per condurre ogni persona all’incontro con il Signore». Con questa affermazione, citata dal Discorso di papa Leone XIV all’Assemblea della Diocesi di Roma del 18 settembre 2026, si apre il cammino che la diocesi di Sora‑Cassino‑Aquino‑Pontecorvo è chiamata a intraprendere nel nuovo anno pastorale. Si tratta di ritornare all’essenziale, liberarsi da ciò che appesantisce, verificare se le attività ecclesiali generano davvero fede adulta, responsabilità comunitarie e autentici discepoli missionari.
Così il vescovo Antonazzo traccia l’orizzonte della sua terza Lettera del Cammino sinodale diocesano firmata il 29 settembre 2026, nella Festa dei Santi Arcangeli. Il documento, articolato in modo progressivo e coerente, si apre con il richiamo alla natura missionaria della Chiesa e con le domande provocatorie del Papa sulla verifica delle attività pastorali. Segue un approfondimento teologico sul paradigma dell’annuncio, fondato su Gv 3,16 e sul tema dell’“abitare il mondo” come luogo della presenza di Dio: non contrapporsi al mondo, ma riconoscere che il Figlio lo ha già scelto come sua dimora. La lettera presenta poi la ricezione del Documento nazionale Lievito di pace e di speranza e illustra il lavoro svolto dal gruppo diocesano per i Lineamenti locali. Nella parte conclusiva, il Vescovo invita tutte le realtà ecclesiali a un discernimento sulle prassi pastorali “di sempre”, evitando rammendi superficiali e investendo su processi di evangelizzazione adeguati alle mutate condizioni culturali e sociali.
Il Papa invita a “fare verità”: fermarsi, rileggere ciò che è accaduto, riconoscere i frutti e comprendere ciò che non ha funzionato. È un appello a non misurare la pastorale sulla durata delle iniziative o sulla loro buona organizzazione, ma sulla capacità di condurre a Cristo e di far incontrare il Vangelo con la vita concreta delle persone. In un tempo segnato da secolarizzazione, iperconnessione e trasformazioni culturali accelerate anche dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, l’evangelizzazione non consiste nel portare Dio dove sarebbe assente, ma nel riconoscere la sua presenza già all’opera nella storia.
La conclusione del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, con la consegna del Documento Lievito di pace e di speranza, offre ora un riferimento autorevole per la fase diocesana. Il Vescovo Antonazzo ha costituito un gruppo di lavoro che, ampliatosi alla collaborazione di presbiteri, sposi e laici, ha avviato un discernimento sulle prassi pastorali della diocesi, seguendo la metodologia sinodale sperimentata a livello nazionale. Il testo dei Lineamenti, ormai pronto, offrirà criteri, priorità e obiettivi per un ascolto comunitario capace di interrogare le consuetudini e di aprire cammini nuovi.
Non si tratta di piccoli aggiustamenti né di rammendi superficiali. Le parole evangeliche sul vino nuovo e gli otri nuovi richiamano la necessità di un cambiamento reale, che non si limiti a conservare ciò che è noto, ma investa sui processi di evangelizzazione in grado di rispondere alle condizioni di vita attuali. Ogni comunità parrocchiale, le Aggregazioni ecclesiali, la Scuola diocesana di formazione, le Zone pastorali e i Consigli diocesani saranno chiamati a discernere insieme, riconoscendo ciò che va mantenuto, valorizzato, corretto, abbandonato o avviato.
Per questo il Vescovo invita fedeli laici, consacrati, presbiteri, diaconi, operatori pastorali, educatori alla fede, membri dei Consigli e delle Aggregazioni a partecipare al Convegno pastorale diocesano del 29 ottobre 2026, presso la Chiesa di San Carlo in Isola del Liri. Nella prima parte sarà presentato e consegnato il testo dei Lineamenti; nella seconda, la comunità celebrerà la Preghiera per l’inizio del nuovo anno pastorale, invocando con Maria nel Cenacolo il dono dello Spirito Santo.
«Da questo discernimento nascerà, lo spero, una fase di condivisione delle esperienze rinnovate e poi la costruzione di un cammino comune», come ha ricordato Papa Leone XIV. Da questo discernimento, la diocesi, radicandosi in Cristo, desidera generare una fede adulta, capace di scelte di vita e di servizio.
Andrea Pantone,
direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali

