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Omelie

Omelia per la celebrazione del Mandato ai ministri straordinari dell’Eucaristia

MINISTERO E MISSIONE*
Omelia per il Mandato ai Ministri straordinari dell’Eucarestia
Festa del Battesimo di Gesù
Cattedrale di Sora, 9 gennaio 2022

 

Carissimi amici,
in quanto Ministri straordinari dell’eucaristia siete particolarmente coinvolti e partecipi a questa celebrazione liturgica nella festa del Battesimo del Signore Gesù, intorno al Pastore diocesano, con i presbiteri e i diaconi. È un evento di grazia che nutre ulteriormente il vostro cammino spirituale, sempre bisognoso di essere ri-orientato nella direzione giusta, per non perdere mai di vista né l’origine di questo ministero che la Chiesa vi affida, né la sua finalità, non di prestigio ma di servizio alla fragilità umana segnata dalla malattia corroborata dalla grazia sacramentale di Cristo con il sacramento eucaristico. Il Vangelo proclamato nella festa del Battesimo di Gesù illumina grandemente su questo ministero che la Chiesa vi affida e vi rinnova in questo tempo segnato drammaticamente dall’emergenza sanitaria persistente, dalla precarietà, dalla paura, dalle restrizioni.

In tale difficile contesto, lo svolgimento del vostro apostolato eucaristico assume un significato e un valore ancora più necessari. Il battesimo di Gesù segna per lui l’inizio della sua missione nel mondo secondo l’invio che il Padre gli consegna ma il momento del battesimo al fiume Giordano è anche epifania-rivelazione di Cristo.

            La tradizione orientale lega esplicitamente i tre eventi che riguardano l’Epifania di Gesù: la visita dei Magi, il battesimo di Gesù nel fiume Giordano e le nozze di Cana. Nel battesimo Gesù è esplicitamente presentato dalla voce del Padre quale Figlio amato: è l’epifania della divinità di Gesù e della sua filiazione. Nel Vangelo di Luca ritroveremo nuovamente la medesima dichiarazione durante la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor. La voce del Padre dichiarerà ai presenti: “Tu sei il Figlio prediletto, l’amato, ascoltatelo”. Gesù Cristo è il consacrato dallo Spirito, l’eletto che Dio invia per la missione nel mondo, Colui che porta a pienezza e compimento le promesse profetiche. La figura del Servo di Dio è ripetutamente descritta del Profeta Isaia nei “Canti del Servo sofferente (Is 42; 49; 50; 53); la prefigurazione profetica si rivela nell’evento riportato dal vangelo odierno. Gesù il Messia, è il servo sofferente che porta a termine la missione che Dio gli affida; è il Figlio di Dio nella condizione di servo umile e umiliato (cf Fil 2, 5-11).

            Cari amici, noi siamo tutti partecipi della medesima missione di Cristo per mezzo dell’evento battesimale. Il battesimo ricevuto da Giovanni nel fiume Giordano segna per Gesù l’inizio della missione: è la sua investitura messianica. Siamo resi partecipi dell’unica grande missione di Cristo; questa nostra aggregazione alla sua missione assume forme storiche diverse, secondo gli stati di vita di ogni battezzato: nella vita laicale della coppia e della famiglia, nella vita religiosa secondo i voti di povertà, castità e obbedienza, nel ministero ordinato, nei diversi servizi ecclesiali quali il ministero straordinario dell’Eucaristia grazie al quale in una forma del tutto particolare siete partecipi dell’unica missione salvifica di Cristo. Non tassisti dell’Eucarestia, come se il ministero non vi riguardasse intimamente. La vostra è una missione attraverso la quale Gesù continua l’annuncio del Regno di Dio per i più poveri: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio (Lc 4, 18). A Giovanni Battista Gesù manda a dire: “Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo” (Mt 11,4-5).

            Ogni forma di partecipazione alla missione di Cristo consegna sempre una missione evangelizzatrice. Voi ministri straordinari dell’Eucarestia siete evangelizzatori! E se questo non lo viviamo, il nostro essere ministri straordinari si sgonfia, si umilia, viene snaturato e svuotato della sua dimensione più propria, quella missionaria.

            Prima dimensione missionaria: i ministri straordinari dell’eucarestia sono evangelizzatori della Chiesa domestica, la famiglia. La prima vostra forma di missione è entrare ed essere accolti nelle Chiese domestiche, nelle famiglie! Portare l’Eucarestia per un malato o per un anziano è un evento di grazia per tutta la famiglia che lì vive o si riunisce in preghiera. Diventa un incontro domestico, non un servizio sbrigativo: avete l’opportunità di proclamare la Parola di Dio, svolgendo una breve catechesi kerigmatica. Secondo aspetto della missione evangelizzatrice: siete la testimonianza della maternità e della tenerezza della Chiesa, come quella di Cristo per le sue pecore (prima lettura di oggi, Is 40,1-5.9-11). Attraverso di voi la Chiesa, madre e mamma come dice Papa Francesco, entra nelle famiglie e porta un messaggio di consolazione e prossimità. Una Chiesa che non può e non deve dimenticare né abbandonare i suoi figli più fragili: non sono lo scarto, ma pietre preziose, di diaspro cristallino (Ap 21,11) per la costruzione della Gerusalemme del cielo. La maternità della Chiesa attraverso il vostro ministero prende volto, carne, carezza, concretezza, sguardo, parola, presenza, consolazione e prossimità, perché cresca un rapporto di amicizia e di fraternità.

            Terza dimensione missionaria del vostro ministero straordinario: la santificazione della debolezza umana. L’eucarestia è sacramento pasquale: chi lo riceve nella fede è reso partecipe della Pasqua di Cristo. Significa che il sacramento pasquale dell’eucarestia ricevuto con fede santifica la croce di ogni sofferenza umana, di ogni dolore, di ogni malattia. La consapevolezza della partecipazione alla Pasqua di Cristo dona pace e consolazione, perché riesce a dare un senso ad ogni prova umanamente sempre triste, a dare un senso ad ogni limite fisico, per non sprofondare nella disperazione dell’assurdo. San Paolo è stato ben consapevole di questa grazia spirituale, vivendola in prima persona: “Io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1, 24). In questa tempo di pandemia ascoltiamo tanti dubbi e domande non solo riguardo alla scienza, ma anche riguardo alla fede. Molti “perché?” e molti “fino a quando?” che possono gettare nello sconforto, nella delusione, nella prostrazione, soprattutto quando una emergenza sembra non avere fine. Grazie al sacramento eucaristico si impara a fare Pasqua: aiutate chi soffre, avendo voi la grazia e la possibilità di entrare in tante famiglie con la bellezza e la luce di questo annuncio.

            Un ulteriore aspetto di questa missione evangelizzatrice: a questi nostri fratelli infermi porgete un annuncio di speranza nella vita eterna. L’eucaristia è il sacramento della speranza, è il sacramento della vita “altra”, è il farmaco dell’immortalità! Ricevendo l’eucaristia noi partecipiamo dell’immortalità di Cristo, rivestiamo la vita immortale. Chi parlerà di vita eterna, se non lo facciamo noi? Vedete come il vostro ministro è pieno di tanta grazia divina e di grande responsabilità missionaria. Il Signore vi conceda di poterlo vivere con serenità, confidando nella potenza di quel sacramento che senza alcun merito viene affidato alla nostra fragilità.

*Testo da registrazione

 

                                                                                            ✠ Gerardo Antonazzo

 

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