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“Dall’ascolto al discernimento. Scegliere il meglio nella carità”: il IX Seminario teologico-pastorale diocesano

Il 12 gennaio, il consueto appuntamento annuale nella chiesa di San Carlo, ad Isola del Liri

 

Prosegue il processo di discernimento e si intensifica l’accompagnamento da parte del vescovo Gerardo Antonazzo con iniziative che uniscano le comunità della Diocesi all’interno un dinamismo omogeneo. Tra queste il consueto appuntamento annuale del Seminario teologico-pastorale in programma il 12 gennaio 2024 nella chiesa san Carlo di Isola del Liri, tra le 18.30 e le 20. “Dall’ascolto al discernimento. Scegliere il meglio nella carità” è il titolo della proposta pastorale dedicata a fedeli e sacerdoti che rimanda a quello dell’ultima lettera sul Cammino sinodale, la dodicesima, scritta dal vescovo Gerardo Antonazzo. Ospite relatore dal primo momento assembleare del nuovo anno sarà don Giuseppe De Virgilio, biblista e docente presso la Pontificia Università della Santa Croce in Roma.

L’evento convoglierà e rilancerà le intuizioni e le indicazioni per il “discernimento operativo” che preparerà il terreno alle decisioni del 2025; queste saranno precedute dalla formulazione di proposte necessarie ad orientare il rinnovamento ecclesiale, perché sia «più efficace l’incontro tra il Vangelo, energia vivificante e perenne, e l’umanità di oggi» (cfr. CEI, Linee guida 2023, p. 4).

«Il criterio fondamentale per il discernimento» – scrive Antonazzo – «è proprio il fatto che il Signore si affianca ai discepoli, avvia il dialogo, si inserisce nelle loro delusioni e nel loro lamento, li aiuta a comprendere tutto ciò che lo riguarda nelle Scritture e a guardare con speranza alla novità della loro storia, in modo radicalmente nuovo, senza rimpianti e senza nostalgie». Poi il Pastore diocesano tratteggia il profilo del discernimento, che dovrà permettere di riconoscere «qualche cosa come di valore, oppure qualcosa che non corrisponde alla volontà di Dio e quindi deve essere “convertita”, cambiata in meglio». «Non sarà mai possibile intuire quali siano gli appelli di Dio al rinnovamento di ogni prassi ecclesiale» – dichiara il Vescovo – «se non all’interno dell’unico corpo di Cristo che è la comunità cristiana».

Intanto in ogni parrocchia vengono costituiti sei gruppi sinodali, ciascuno dei quali farà discernimento sul proprio ambito pastorale con la guida della relativa scheda consegnata. Ogni gruppo parrocchiale dovrà redigere, secondo un cronoprogramma indicato, una relazione finale recepita dal consenso dei componenti. Le proposte elaborate confluiranno in una sola relazione finale parrocchiale, la quale dovrà essere approvata con il consenso di una maggioranza qualificata dei 2/3 dei presenti. La relazione zonale sintetizzerà quelle parrocchiali e sarà l’indispensabile presupposto per l’elaborazione della Bozza della Relazione diocesana sui sei ambiti pastorali.

Andrea Pantone