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Aquino, l’Assemblea sinodale diocesana col cardinale Grech

“Essere Chiesa è Sinodo”

Al centro dell’Assemblea la relazione del card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, la natura sinodale della Chiesa, le finalità del Cammino sinodale e il protagonismo attivo e appassionato del laicato. Alle famiglie, “palestre di sinodalità”, consegnata la lampada simbolo dell’impegno nella missione della Chiesa

 

Si è tenuta, il 21 giugno scorso, la tanto attesta Assemblea diocesana “Per una Chiesa sinodale”, che ha riunito ad Aquino, presso la “Sala Giovenale”, tutti i fedeli impegnati nella prima fase del Cammino sinodale, il vescovo Gerardo Antonazzo, i presbiteri, i diaconi, i consacrati e le consacrate attorno all’ospite relatore, il card. Mario Grech, Segretario generale del sinodo dei Vescovi. L’appuntamento è stato il momento culminante del Convegno pastorale diffuso, che tra maggio e giugno in ciascuna delle otto zone pastorali ha radunato i 175 gruppi sinodali per una “rilettura” dei contenuti delle relazioni frutto delle consultazioni svolte tra la fine di gennaio e il 13 marzo 2022, confluiti nella Relazione finale diocesana sinodale. Proprio a partire dalle sue pagine – dopo il saluto e l’intervento introduttivo del vescovo Gerardo Antonazzo e la presentazione del segretario diocesano del Sinodo, don Domenico Simeone – il cardinale Grech ha impostato il suo intervento riconoscendo esplicitamente quanto da esse emerga l’immagine di una Chiesa diocesana “già avviata” nel cammino di ascolto e discernimento ecclesiale. Con un discorso ampio e denso di tematiche, il cardinale ha illustrato all’assemblea il significato, le ragioni e le finalità del “Sinodo sulla Sinodalità” voluto da papa Francesco per tutte le Chiese del mondo fino al 2025, solo apparentemente in contrasto, stando all’espressione, con la necessità di entrare in uno “stato permanente di missione” (Evangelii Gaudium 25), cui il Pontefice, fin dall’inizio del suo ministero petrino, ha sensibilizzato le comunità ecclesiali, per aiutarle a superare la demarcazione tra pastorale (rivolta al battezzato) e missione (diretta a chi cristiano non lo è (mai stato)). Apparentemente in contrasto, perché – ha affermato il Cardinale – “il rinnovamento pastorale e la mentalità sinodale vanno di pari passo”. Quella offerta da papa Francesco è infatti una riflessione sulla “Chiesa in atto” che coinvolge tutti i credenti, chierici e laici – non solo una élite di specialisti – a pensare una “riforma missionaria” del processo di evangelizzazione della Chiesa nel terzo millennio, che almeno in occidente sta vistosamente arretrando rispetto al passato in cui era socialmente tanto determinante, il cui numero dei cristiani si assottiglia, quello delle vocazioni vertiginosamente cala, confermando la fine del “regime di cristianità”. In questa direzione si colloca il Sinodo che intende “valorizzare la consultazione del Popolo di Dio”, la quale non è una “preparazione per il Sinodo”, ma la sua stessa anima, perché “Chiesa e Sinodo sono sinonimi”, ricorda il Pontefice citando san Giovanni Crisostomo. Grech specifica che l’attuale processo di ascolto ecclesiale “è un fenomeno senza precedenti”. L’intervento del cardinale è stato tutto incentrato sulla natura sinodale della Chiesa, invitata a discernere, accogliere e implementare quella che Isaia chiama la “cosa nuova” (Is 43,19) preparata da Dio per il suo popolo, interpellato a “fare alleanza con il tempo”, col continuo dipanarsi di una storia sacra che avanza e rivela il “kairòs”, l’opportunità di immaginare – ha affermato il Papa – “non un’altra Chiesa ma una Chiesa diversa”, capace di attivare un dinamismo di inter ascolto aprendosi così disarmata allo Spirito. Perciò lo scopo del discernimento della prima fase del Sinodo è stato mettere al centro la dignità incomparabile dei battezzati, per formarli a diventare sempre più coscienti dei loro diritti nativi nella comunità cristiana, soggetti attivi, indiscussi, consapevoli e appassionati della missione e della vita ecclesiale: prima ancora che sulle strutture e sui programmi, pertanto, il vero rinnovamento pende sui laici, di cui Paolo VI e Giovanni Paolo II dicevano scoccata “l’ora”. Al termine della relazione del cardinale Grech, otto famiglie, in rappresentanza delle zone pastorali di provenienza, hanno ricevuto le lampade che il 23 giugno illumuneranno in otto comunità parrocchiali della Diocesi i momenti di preghiera che si svolgeranno contemporaneamente in vista del X incontro mondiale delle famiglie, “palestre di sinodalità”, che si concluderà domenica 26 giugno a Roma.

Andrea Pantone