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Agostino Iafano verso il diaconato: il 22 novembre l’ordinazione a Roccasecca

Nella chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire il nuovo passo del seminarista cassinate. In vista della celebrazione, le riflessioni affidate all’intervista pubblicata su Avvenire Lazio Sette il 27 settembre scorso raccontano il suo cammino vocazionale e gli anni della formazione al Leoniano
La Chiesa diocesana si prepara a vivere un momento di particolare gioia con l’ordinazione diaconale di Agostino Iafano, in programma domenica 22 novembre, alle ore 18.00, nella chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire di Roccasecca. L’intera comunità ecclesiale accompagnerà con la preghiera il cammino del giovane che, dopo anni di formazione e discernimento, si appresta a compiere un nuovo passo verso il ministero sacerdotale.

 

Classe 1990, originario di Cassino, dopo un’esperienza lavorativa nel settore automobilistico e la laurea triennale in ingegneria conseguita presso l’Università de L’Aquila, ha intrapreso il cammino formativo presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, completando gli studi teologici e la formazione spirituale. Attualmente presta servizio nelle parrocchie di Roccasecca e Colle san Magno. L’ordinando ha condiviso con noi alcuni passaggi del suo percorso vocazionale.

Quando hai riconosciuto con chiarezza la chiamata al sacerdozio? Chi o cosa ha sostenuto maggiormente il tuo discernimento?
Decisivo è stato l’incontro con il Signore durante una missione di strada nell’agosto 2012. Da quell’esperienza è nato un cammino più intenso di preghiera, partecipazione ai sacramenti e alla vita ecclesiale, che mi ha permesso di coltivare un’intimità nuova con Gesù e di riconoscere che potevo donarmi in questa via. Ritiri spirituali e tempi di silenzio hanno confermato questa intuizione. Fondamentale è stato l’accompagnamento di sacerdoti, il sostegno di movimenti ecclesiali e la guida del Vescovo diocesano, che mi ha aiutato a leggere con maggiore chiarezza ciò che stava maturando dentro di me.

Come descriveresti l’esperienza del Seminario? Quali elementi ritieni davvero fondativi per il tuo futuro?
Il Seminario è un tempo formativo, cammino per una maturazione integrale. Tra gli elementi più significativi metto il silenzio, necessario per coltivare la preghiera, l’accompagnamento spirituale, l’Eucaristia quotidiana e la Confessione frequente. Centrale è stata la vita fraterna, palestra relazionale quotidiana. Di certo anche la formazione accademica svolge la sua parte per riflettere sulla fede vissuta, comunicarla ed imparare a servire la Chiesa con competenza. Ritengo inoltre fondamentale l’atteggiamento di sana apertura verso chi il Signore dona come guide e fratelli nel cammino.

Quale messaggio desideri consegnare ai giovani che vivono incertezza o timore nel pensare alla propria vocazione? Direi di non avere paura. Di farsi domande vere sul senso della vita e sulla propria missione e di lasciarsi accompagnare da persone capaci di aiutare a leggere i propri sentimenti e desideri. La vocazione non è mai un salto nel vuoto, ma un cammino che si illumina passo dopo passo.

Andrea Pantone,
Direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali