La consegna del Padre Nostro

La comunità neocatecumenale di San Domenico Abate, in Sora, ha vissuto l’importante tappa dell’iniziazione cristiana, nella consegna del Padre nostro

Sabato 20 ottobre la Prima Comunità Neocatecumenale di San Domenico ha ricevuto, dai propri catechisti accompagnati dalla comunità di origine, quella di Latina, e dalla mani di Don Felice Calò, la consegna del Padre Nostro, una delle ultime tappe del Cammino di riscoperta del Battesimo, presente ormai da oltre trent’anni nella Parrocchia e voluto nel 1986 da padre Ugo Tagni.

Negli ultimi quattro anni i fratelli della Prima Comunità si sono preparati a questo momento – che nella Chiesa primitiva rappresentava la corona della iniziazione cristiana – scrutando la Parola sulle petizioni contenute nel Padre Nostro, celebrandola e guardando ai fatti della propria vita alla luce di tale preghiera.

Quello che il Cammino si propone è, infatti, formare cristiani attraverso un percorso catecumenale in piccole comunità in cui si ascolta la Parola e l’altro è Cristo: tutto, però, senza moralismi ma cercando di cambiare, con la Grazia di Dio, il cuore dell’uomo, senza esigere nulla. Questo alla luce delle parole di Karol Wojtila nel suo intervento in aula conciliare nel 1962, nella discussione sul testo della costituzione Sacrosanctum Concilium sulla liturgia: L’iniziazione cristiana non si fa solo con il battesimo, ma attraverso un catecumenato durante il quale la persona adulta si prepara a condurre la sua vita da cristiano“. 

Il 31 gennaio 1988, incontrando le comunità neocatecumenali della parrocchia di Santa Maria Goretti, Giovanni Paolo II formulò con precisione l’importanza per la Chiesa del neocatecumenato: “Attraverso il vostro cammino e le vostre esperienze si vede quale tesoro per la Chiesa sia stato proprio il catecumenato come metodo di preparazione al battesimo. Quando noi studiamo il battesimo, .. vediamo più chiaramente che la pratica al giorno di oggi è divenuta sempre più insufficiente, superficiale. …senza il catecumenato previo, questa pratica diventa insufficiente, inadeguata a quel grande mistero della fede e dell’amore di Dio che è il Sacramento del Battesimo: … Io vedo così la genesi del neocatecumenato: uno – non so se Kiko o altri – si è interrogato: da dove veniva la forza della Chiesa primitiva? e da dove viene la debolezza della Chiesa, molto più numerosa, di oggi? E io credo che abbia trovato la risposta nel catecumenato, in questo cammino… C’è un modo, io penso, di ricostruire la parrocchia basandosi sull’esperienza neocatecumenale.                                        

Scopo della tappa del Padre Nostro, rivissuta dai fratelli della Prima Comunità di San Domenico, è proprio quello di riscoprire Dio come Padre buono che provvede alla vita dei suoi figli. Anche quando sembra che l’aridità spirituale e la sofferenza abbiano il sopravvento, allora è il momento di alzare gli occhi al Padre e gridare: Abba Padre, sia fatta la tua volontà.

Il Cammino di riscoperta del battesimo della Prima Comunità prevede ancora la tappa finale della Chiamata alla Elezione in cui la Chiesa verificherà se – nei fatti – si sia incarnata, con l’aiuto della Grazia, l’attitudine dei neocatecumeni a riconoscere Dio come Padre che interviene nella storia della vita di ognuno e provvede con la Sua Grazia.

Bruno Forte

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