Immacolata 2021

Immacolata 2021

Omaggio floreale di Cassino alla Vergine Maria per la 35ª volta

 

All’interno dell’Avvento c’è sempre un atteso e dolcissimo appuntamento l’8 dicembre: la solennità della Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. E’ il preludio del Natale, perché se la Vergine non avesse pronunciato il suo “Eccomi”, Gesù non sarebbe nato e Dio non avrebbe compiuto le meraviglie che hanno fatto di Maria di Nazaret la Regina del cielo e la Madre di noi tutti. In ogni parrocchia si è celebrata questa festa tanto cara al popolo cristiano. In particolare a Cassino la Parrocchia di S. Antonio da Padova ha sempre dato il massimo rilievo a questa giornata speciale e così è stato anche quest’anno. La Celebrazione eucaristica vespertina dell’8 dicembre è stata presieduta dal Vescovo diocesano Gerardo Antonazzo ed ha visto anche il rinnovo dell’Adesione all’Azione Cattolica parrocchiale di tutti i suoi membri di ogni età. E’ stato, come sempre, un momento toccante di presa o ri-presa di coscienza e di impegno per ognuno di loro che, a ricordo di questo momento, ha ricevuto la tessera per l’anno 2021-2022. La liturgia, l’animazione del Coro, la cura della celebrazione in ogni suo momento e affidata alla comunità tutta, l’omelia del vescovo, la presenza dei Vigili del Fuoco, tutto ha contribuito a rendere solenne, intensa e profonda la celebrazione.

Ma anche quest’anno, come lo scorso 2020, non si è ritenuto opportuno di realizzare il programmato corteo dalla chiesa fino alla “Madonnina” in piazza Diaz per la tradizionale Incoronazione. Si sarebbe rischiato certamente un eccessivo assembramento, dato che la tradizione è nel cuore di tanti e allora si è optato per un’altra soluzione, a salvaguardia della sicurezza della salute.

Il giorno dopo, alle 10,30, i Vigili del Fuoco si sono trovati davanti alla statua della “Madonnina”, pronti per la cerimonia; sono giunti puntualmente anche il Vescovo Gerardo, il Parroco Don Benedetto Minchella, il Diacono Don Francesco, alcuni collaboratori, le Suore Stimmatine (davanti al cui Istituto si trova la “Madonnina”) ed i passanti che si sono fermati a guardare e partecipare. Quest’anno è il 35° anno che la Parrocchia organizza l’Incoronazione dell’Immacolata, un traguardo davvero notevole: c’erano infatti alcuni dei primi promotori e ideatori di questa che è diventata una vera tradizione, a cominciare da Tonino, Luigi… e i ricordi si sono risvegliati. Una volta che tutto era pronto, i Vigili con la scala montata, il Sindaco presente con la fascia tricolore e il piccolo drappello di persone schierato, il Vescovo Gerardo ha parlato brevemente affermando che in questi tempi in cui da più parti, purtroppo, si lanciano parole, idee e immagini che contengono offese e dileggio verso la religione cristiana, ci sono anche tante persone che vogliono bene alla Madonna e la onorano. E dunque, la preghiera odierna in pubblico di questo gruppo forzatamente piccolo, vuole essere anche di riparazione e di impetrazione della misericordia da parte di Colei che è Madre di Misericordia. Ha così guidato la preghiera dei presenti, benedetto la bella corona floreale preparata e l’ha consegnata ai Vigili del Fuoco, uno dei quali, assistito da altri tre, ha portato su su fino alla cima della colonna su cui si trova la statua di Maria e l’ha posta sulle sue mani giunte in preghiera. Poi – momento emozionante – è rimasto immobile facendo il saluto militare, mentre le sirene dei Vigili suonavano in segno di saluto e di omaggio. Solo dopo è ridisceso e, ricompostosi l’intero gruppo, raggiunto ai piedi della statua dalle autorità presenti, hanno posato tutti insieme per la foto-ricordo. Così, anche quest’anno in pieno centro città, per la trentacinquesima volta, Cassino ha reso il suo omaggio floreale all’Immacolata. Con semplicità la riunione si è sciolta, ognuno è tornato ai propri impegni; il Vescovo si è recato nella chiesa di S. Antonio e da solo si è fermato a pregare per tutti nella da poco rinnovata cappella di Nostra Signora di Lourdes.

Adriana Letta






























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Presentazione del libro di Andrea Gagliarducci

Presentazione del libro di Andrea Gagliarducci

Il 26 novembre sera c’è stata la presentazione del libro “Cristo speranza dell’Europa” scritto dal vaticanista Andrea Gagliarducci. Dopo il saluto introduttivo del parroco don Eric Di Camillo, ha preso la parola il Vescovo Mons. Gerardo Antonazzo, che ha presentato il libro e, prendendo spunto dal libro stesso, ha illustrato la situazione della Chiesa in Europa. A seguire, la moderatrice Maria Cristina Tubaro, nota giornalista, ha dato la parola a Mons. Luigi Casatelli e poi all’autore del libro. La manifestazione è stata allietata da due intermezzi musicali eseguiti dal Maestro Michele D’Agostino. Tra il numeroso pubblico intervenuto c’erano anche le autorità civili con il Sindaco Anselmo Rotondo.

Giuseppe Gagliarducci










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Testimoni della verità

Testimoni della verità

Riconfermati nella fede con la forza dello Spirito Santo

 

Oggi, domenica 21 novembre, per la parrocchia di San Pietro Apostolo in Cassino, è stata una domenica speciale; oltre alla Solennità di Cristo Re dell’universo, ben 25 ragazzi della comunità hanno ricevuto il sacramento della Cresima dal Vescovo Mons. Gerardo Antonazzo.  Emozionati, i ragazzi sono stati presentati per nome dal parroco don Nello Crescenzi e la catechista Aurora Capuano ha confermato, con la lettura di una lettera, il cammino dei ragazzi e delle loro famiglie; percorso impegnativo e con non pochi ostacoli, hanno vissuto ogni tempo forte e ogni proposta con entusiasmo, hanno affrontato l’intero percorso con serietà.  Ragazzi aperti alla novità e alla sfida che non si sono arresi nemmeno di fronte ai duri colpi che la vita ha riservato, soprattutto ad alcuni di loro. Le restrizioni dovute al covid non hanno raffreddato i rapporti che resistono nel tempo anche con le famiglie.

Attraverso gli incontri di catechesi e l’esperienza di una comunità viva, è cresciuta in loro la consapevolezza di quanta importanza avrebbe assunto la loro vita futura grazie al Sacramento che stavano per ricevere.

In questo giorno speciale è importante sottolineare come tutta la storia è segnata dall’evento di Cristo; tutta la liturgia ruota attorno ai misteri dell’incarnazione, passione, morte e risurrezione di Gesù, e pertanto è stato proclamato che Gesù è il Signore Re dell’Universo. La liturgia ci fa comprendere che il Signore, Re e Messia, non è solo il punto a cui converge tutto l’Anno liturgico, ma Cristo Re è la meta del nostro pellegrinaggio terreno. Quando si parla di Re viene da pensare, ad un uomo ricco e possente, Cristo invece ha conquistato il suo trono regale umiliandosi fino alla morte e alla morte di croce, e la conquista del crocifisso è la nostra redenzione. La regalità di Cristo è una regalità di servizio e di dono, il suo è un regno non di potere, ma di verità, non di ipocrisia ma di bontà e di giustizia. Il Vescovo nell’omelia in primis ha sottolineato quanto sia fondamentale il percorso cristiano dell’intera famiglia, poi ha evidenziato l’importanza di porsi domande alla scoperta della verità, così come fece Pilato. In riferimento al Vangelo, certamente colpisce la determinazione, il coraggio, la suprema libertà di Gesù; è stato arrestato, viene portato nel pretorio, è interrogato da chi può condannarlo a morte. In una circostanza del genere, avrebbe potuto lasciar prevalere un naturale diritto a difendersi, e invece non nasconde la propria identità, non camuffa le sue intenzioni, non approfitta di uno spiraglio di salvezza che pure Pilato lasciava aperto. Con il coraggio della verità risponde: “Io sono re”, si prende la responsabilità della sua vita.

Tutti sono chiamati ad interrogarsi e a trovare il loro posto nella comunità, nella vita, nel mondo;   l’augurio dei  catechisti e dell’intera comunità ai ragazzi e alle famiglie è che quel seme piantato in questi anni, possa continuare a crescere e portare frutto, ma ovviamente ha bisogno di essere amato, coltivato e certamente lo Spirito Santo, come le luci poste sull’altare  per ogni  ragazzo, sarà guida ferma e sicura per la loro vita.

Aurora Capuano




















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AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO 22-28 novembre 2021

AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO

22-28 novembre 2021

 

“Ecco la parola che fa germogliare la speranza nel mondo e solleva il dolore dei poveri: la tenerezza. Sta a noi superare la chiusura, la tentazione di occuparci solo dei nostri problemi, per intenerirci dinanzi ai drammi del mondo, per compatire il dolore” (Papa Francesco, 14 novembre 2021).

 

 

22        L         ROMA-Assemblea generale dei Vescovi italiani

 

23        M        ROMA-Assemblea generale dei Vescovi italiani

 

24        Me       ROMA-Assemblea generale dei Vescovi italiani

 

25        G         ROMA-Assemblea generale dei Vescovi italiani

 

26        V         18.00   PONTECORVO-Chiesa Concattedrale: Presentazione del libro di Andrea Gagliarducci “Cristo speranza dell’Europa”

 

27        S          09.30   UDIENZE (Curia Sora)

17.00   AQUINO-Centro pastorale: Incontro con i referenti della Pastorale digitale diocesana

 

28        D         17.00   CASSINO-Chiesa Concattedrale: S. Messa per i gruppi del RnS




Se fa male, non è amore

Se fa male, non è amore

A Cassino per la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne, la parrocchia Sant’Antonio ha ospitato ieri l’iniziativa diocesana di sensibilizzazione.

Il vescovo: «L’unica cura di questo male è nell’educazione alla libertà dell’altro»

La parrocchia Sant’Antonio di Padova in Cassino ha proposto, ieri 17 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un convegno di prevenzione e sensibilizzazione per la protezione e l’accompagnamento delle situazioni di fragilità psicoaffettiva che ne derivano. Organizzato dalle responsabili dello Sportello antiviolenza da tre anni attivo nei locali della comunità, l’avvocato Roberta de Feo e la psicologa clinica Enrica Vignola, la manifestazione ha proseguito “l’itinerario di liberazione” – così lo ha definito il parroco di Sant’Antonio, don Benedetto Minchella – offerto alle vittime affinché trovino aiuto per risanare le ferite provocate dalla violenza psicologica o fisica subita. Il titolo del convegno, “L’amore non colpisce mai in faccia”, che cita l’omonima canzone di Nek, esprime l’esigenza fondamentale dell’iniziativa convegnistica: affidare alle vittime gli strumenti per riconoscere la “sintomatologia” della violenza; contribuire ad abbattere in loro l’errata interpretazione delle sue varie forme – subite a causa del senso di colpa, del timore dell’abbandono e della mancanza di sostegno esterno – come segni di attenzione o “messaggi educativi” del partner; condurre le vittime a prendere coscienza che non è amore quello che irrompe nel rapporto di coppia con atti di violenza. Il convegno è stato introdotto dai saluti del parroco Minchella e del vescovo diocesano Gerardo Antonazzo, il quale ha affermato che l’educazione al rispetto della dignità e della libertà dell’altro è la cura dell’amore: un passaggio imprescindibile, perché il “vero amore non violenta la libertà altrui”, ma la preserva e la dona; invece “l’amore malato di egoismo e di possesso, può arrivare all’estremo della follia di un delitto passionale”. Nella prima parte del convegno l’avvocato de Feo ha presentato le attività dello Sportello antiviolenza della parrocchia ed ha descritto la tipologia degli interventi messi in atto e la prassi da osservare per affrontare, nel caso di violenza di genere, la richiesta di aiuto presentata, mentre la dirigente del Commissariato di Cassino, Giovanna Salerno, ha illustrato le dinamiche della “spirale della violenza”. Emozionante la testimonianza che una vittima ospite del convegno ha dato della propria storia di violenza domestica, conclusa da un lieto fine grazie allo Sportello antiviolenza, raccontando come da essa abbia tratto insegnamenti utili ad altre donne imprigionate nelle stesse drammatiche situazioni per uscirne. Il dibattito con l’assemblea ha concluso il racconto e avviato un dialogo tra gli ascoltatori e la protagonista della storia di violenza che ha permesso di approfondire le problematiche che intervengono quando la violenza prende il posto dell’amore entro le mura domestiche. Alla manifestazione hanno partecipato le venticinque coppie del corso prematrimoniale parrocchiale che si apprestano a diventare famiglia, perché sia loro dato uno strumento preventivo per interpretare ogni gesto di violenza e contenere le tensioni che possono insinuarsi nel rapporto uomo-donna, nell’ambito delle dinamiche familiari, fino a manifestarsi addirittura negli ambienti della socialità. Il convegno ha visto anche la partecipazione delle famiglie coinvolte nella preparazione catechistica parrocchiale, alcune dimostratesi fin dalla segnalazione dell’evento particolarmente interessate, in quanto – riferisce don Minchella da alcune confidenze ricevute – testimoni impotenti di casi di violenza e della ritrosia delle vittime a ricorrere alla consulenza del Centro Antiviolenza per il timore che, con l’attivazione immediata dell’intervento della polizia, sia posta in pericolo l’incolumità propria e della famiglia, preferendovi una soggiacienza psicologica e fisica al carnefice, ritenuta erroneamente più “risolutiva” ed efficacie dell’aiuto del personale competente. Il Convegno si inserisce come unica iniziativa a livello ecclesiale della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo e vuole essere un ausilio a creare una cultura di prevenzione, accompagnamento e sensibilizzazione verso questo tema tanto delicato, quanto preoccupante.

Andrea Pantone

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Mostra fotografica a S. Antonio

Mostra fotografica a S. Antonio

La prima Chiesa ricostruita. Il segno della rinascita di una nuova vita

 

Una mostra fotografica non è soltanto ripetere come un disco rotto una canzone ormai nota per rivangare un passato doloroso e restare ancorati ai ricordi senza protendersi in avanti. Al contrario, la Mostra organizzata nella chiesa parrocchiale di S. Antonio in Cassino, “La prima Chiesa ricostruita. Il segno della rinascita di una nuova vita“, è stato un ricordare per capire e ragionare sul già stato e guardare al futuro. Non si può infatti costruire per il domani se non si conosce quello che è stato. La chiesa di S. Antonio, che i bombardamenti distrussero solo in parte, fu la prima ad essere ricostruita e riaperta al culto nel 1947 e, per volere dell’Abate Ildefonso Rea e del suo motto “dov’era e com’era”, nello stile barocco che aveva prima, tanto che è l’unica chiesa di Cassino che sa di antico, come “una vera e propria reliquia della Cassino che fu”, come ebbe a scrivere il Parroco Don Benedetto Minchella nel libro che fu pubblicato nel 2017, 70° anniversario della ricostruzione. La Mostra fotografica, inaugurata domenica 14 novembre alla presenza del Vescovo diocesano Gerardo Antonazzo, con materiale proveniente dall’archivio di Ivo Sambucci, mostrando le immagini dell’anteguerra, della distruzione e della ricostruzione di Cassino, non solo ha suscitato l’interesse di molti, ma ha fatto riflettere sulla brutalità della guerra e sulla forza d’animo dei superstiti che si impegnarono nella ricostruzione. Infatti nel suo intervento il Vescovo Gerardo ha parlato del sacrificio degli abitanti di Cassino ed ha osservato che siamo solo all’inizio della Ricostruzione: “Questa mostra ci fa riflettere sul perché della tragedia della guerra, ce la siamo davvero lasciata alle spalle? Oggi quelle ideologie, che sembrano avere dei rigurgiti, devono farci pensare e capire il perché di quella guerra, dandoci uno sguardo profetico che ci consenta di ricostruire”. Ecco, uno sguardo profetico per ricostruire. E non siamo forse oggi in un momento in cui non si deve replicare il passato ma costruire un programma nuovo di futuro?, basti pensare alle necessarie e urgenti transizioni ecologica, energetica, comunicativa, dei trasporti… E allora è bene ragionare anche sui criteri che allora furono seguiti e su quelli da preferire adesso.

Quando Don Benedetto Minchella, descrivendo nella sua presentazione la chiesa, ha osservato: “Sono stati buttati giù i resti delle chiese che sarebbero potuti essere parte della memoria storica di quella Cassino che oggi non conosciamo”, ha detto una cosa molto giusta. La ricostruita Cassino è completamente diversa dalla Cassino che fu, pietre di importanti e rappresentativi fabbricati sono andate disperse e solo vecchie e sbiadite foto testimoniano come era. Inoltre una chiesa come S. Antonio, centrale e nevralgica per la città, custodendo e diffondendo la Fede, rappresentò e rappresenta tuttora un importante centro di aggregazione sociale, stimolo ad agire e impegnarsi per il bene comune nel presente e per le future generazioni, davvero “segno della rinascita di una nuova vita”. E i Cassinesi, dopo la guerra, riuscirono a costruire una nuova vita.

A sua volta l’Architetto Giacomo Bianchi, autore dell’interessante progetto di valorizzazione del centro urbano recentemente presentato ed esperto di storia locale, ha fatto una precisa descrizione da tecnico e urbanista della vecchia Cassino e della allora possibile ricostruzione. Al tempo stesso, guardando al futuro, ha prospettato come adesso un nuovo assetto della Città potrebbe attirare turisti e investimenti stranieri. A tal proposito il nuovo Rettore dell’Università di Cassino, Ing. Marco Dell’Isola, parrocchiano di S. Antonio, d’accordo con l’arch. Bianchi, ha lanciato l’idea di intensificare i rapporti con i Polacchi, tanto legati al nostro territorio a motivo della storia e della presenza del loro Cimitero militare a Montecassino, e prevedere convenzioni per studenti e magari investimenti che possano rilanciare l’economia locale. Una Mostra fotografica, dunque, per ricordare e soprattutto progettare.

Adriana Letta









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Eredi di un prezioso passato

Eredi di un prezioso passato

Viva e attenta la partecipazione, ieri, 10 novembre, alla presentazione del libro di don Luigi Casatelli sui legami plurisecolari tra Montecassino, Aquino, Sora e Pontecorvo

Una “Sala degli abati” gremita, quella che ha accolto ieri, 10 novembre, nella curia vescovile di Cassino, la presentazione ai fedeli e ai cittadini della Diocesi del volumetto Montecassino Aquino Sora e Pontecorvo. Quindici secoli di storia di mons. Luigi Casatelli. Alla manifestazione, moderata da don Nello Crescezi e affidata al professore Gaetano De Angelis-Curtis, sono intervenuti il vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, Gerardo Antonazzo, e l’abate di Montecassino, dom Donato Ogliari.

Il testo, dedicato ai due alti prelati che per primi si sono ritrovati alla guida delle due Diocesi unite dal 23 ottobre 2014, fornisce una sintetica ma completa digressione storica sui fattori di coesione tra l’Abbazia di Montecassino e le Chiese locali di Aquino, Sora e Pontecorvo. I primi quattro capitoli espongono per cenni le vicende delle origini di ciascuna delle quattro sedi ecclesiali, a cominciare dall’Abbazia di Montecassino, nel cui territorio, anticamente compreso nel gastaldato di Sora e appartenente al distretto di Aquino devastato dai Goti e privo dell’ufficio dei vescovi, san Benedetto ricostruì l’acropoli con l’autorizzazione, secondo il diritto civile ed ecclesiastico dell’epoca, del vescovo più vicino, a quei tempi Costanzo di Aquino, divenuto poi santo. Questi, ricorda Casatelli citando il benedettino Ildefonso Schuster, munito di un rescritto di Teodorico e di un preceptum del Papa salì con il suo clero a Montecassino per celebrare la dedicazione dell’oratorio di san Martino. Dall’incontro tra questi due uomini di Dio ebbe inizio il cammino millenario dell’Abbazia di Montecassino, centro di spiritualità, di civiltà e cultura per il territorio e le Chiese locali limitrofe, prima di tutto per l’antica diocesi di Aquino – urbs foederata, con Casinum e Sora, del Latium adiectum, il Basso Frusinate – che, spiega Casatelli, «da quando il vescovo Costanzo sostò con san Benedetto si è sempre sentita unita all’Abbazia». Nella diocesi di Sora, rammenta il terzo capitolo del testo, i benedettini cassinesi risiedevano nella prepositura di San Germano, di fronte all’attuale Cattedrale, e alcuni di loro furono vescovi di Aquino e di Sora. Il capitolo IV illustra i legami giurisdizionali e canonici esistiti tra l’Abbazia cassinese e le sedi di Pontecorvo e Aquino. L’ultimo capitolo del testo fa riferimento alla contesa, nel XVII secolo, fra il vescovo di Aquino Filonardi e l’abate Rastellini circa le Ordinazioni sacerdotali, spettanti per effetto di un Breve pontificio al pastore aquinate. Il volumetto non dimentica l’apporto sostanziale dato dalla cultura e dalla spiritualità benedettina alla fioritura del figlio più illustre dell’antica diocesi di Aquino, il Dottor Angelicus san Tommaso, avviato fanciullo alla vita monastica. Al contributo dei monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno si deve inoltre la diffusione dal 1288 nei territori di Aquino, Sora, Pontecorvo e Montecassino della devozione alla Madonna di Canneto.

La religiosità e la civiltà delle Chiese di Aquino, Sora e Pontecorvo affondano le proprie radici nella spiritualità benedettina penetrata lungo i secoli nel territorio, da Pescocanale, in provincia de l’Aquila, a San Pietro in Fine e a Rocca d’Evandro, in provincia di Caserta.

Gli speciali vincoli di carità e soggezione canonica che unirono un tempo i due uomini di Dio Costanzo e Benedetto costituiscono oggi un comune patrimonio di fede, che ognuno ha la responsabilità di riconoscere. «La fraterna amicizia tra san Costanzo vescovo di Aquino e san Benedetto – ha affermato Antonazzo – sia custodita per sempre nel segno dell’amicizia ecclesiale tra la preziosa eredità benedettina e l’azione pastorale della Chiesa diocesana».

In poche pagine e con uno sforzo documentaristico serio, Casatelli ha reso noti e accessibili a tutti i legami instauratisi in quindici secoli di storia tra l’Abbazia territoriale di Montecassino e le diocesi di Aquino, Sora e Pontecorvo, con l’auspicio che le fonti, la memoria storica e la perdurante tradizione di fede dovuta alla osmosi religiosa e spirituale delle Chiese particolari faccia appropriare più consapevolmente delle radici comuni.

Andrea Pantone

Foto: Alberto Ceccon

 

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Videomessaggio che il Santo Padre Francesco invia ai popoli sulla Campagna di vaccinazione contro il COVID-19

Pubblichiamo di seguito il Videomessaggio che il Santo Padre Francesco invia ai popoli sulla Campagna di vaccinazione contro il COVID-19.

Videomessaggio del Santo Padre

Con spirito fraterno, mi unisco a questo messaggio di speranza in un futuro più luminoso. Grazie a Dio e al lavoro di molti, oggi abbiamo vaccini per proteggerci dal Covid-19. Questi danno la speranza di porre fine alla pandemia, ma solo se sono disponibili per tutti e se collaboriamo gli uni con gli altri.
Vaccinarsi, con vaccini autorizzati dalle autorità competenti, è un atto di amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto di amore. Amore per sé stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli. L’amore è anche sociale e amore politico, c’è amore sociale e amore politico, è universale, sempre traboccante di piccoli gesti di carità personale capaci di migliorare la società (cfr. Laudato si’ , n. 231, cfr. Fratelli tutti, 184).
Vaccinarci è un modo semplice ma profondo di promuovere il bene comune e di prenderci cura gli uni degli altri specialmente, dei più vulnerabili. Chiedo a Dio che ognuno possa contribuire con il suo piccolo granello di sabbia, il suo piccolo gesto di amore. Per quanto piccolo sia, l’amore è sempre grande. Contribuire con questi piccoli gesti per un futuro migliore.
Che Dio vi benedica e Grazie!




Oasi Mariana Betania – Festa dei Passaggi

Stemma di Mons. Gerardo Antonazzo

TRA FEDELTÀ E TRASGRESSIONE
Oasi Mariana Betania – Festa dei Passaggi
Alvito, 12 giugno 2021

 

Scarica qui… Oasi Mariana Betania




Preghiera del Vescovo a San Giuseppe

Preghiera per l’anno speciale di San Giuseppe e della Famiglia Amoris Laetitia

Preghiera del Vescovo a San Giuseppe




Agenda Pastorale del Vescovo del 21 – 28 febbraio 2021

Agenda Pastorale del Vescovo del 21 – 28 febbraio 2021




Omelia del Mercoledì delle Ceneri 2021

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Omelia delle Ceneri




Omelia per l’inizio della Visita pastorale nella Zona di Atina

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Omelia Inizio Visita Zona Pastorale di ATINA




Agenda Pasrtorale del Vescovo del 14 – 21 febbraio 2021

Agenda Pastorale del Vescovo del 14 – 21 febbraio 2021




Agenda Pastorale del Vescovo del 7- 14 febbraio 2021

Agenda Pastorale del Vescovo del 7- 14 febbraio 2021




Agenda Pastorale del Vescovo del 31 gennaio – 7 febbraio 2021

Agenda Pastorale del Vescovo del 31 gennaio – 7 febbraio 2021




Agenda Pastorale del Vescovo del 24 – 31 gennaio 2021

Agenda Pastorale del Vescovo del 24 – 31 gennaio 2021




Meditazione Preghiera Ecumenica 2021

L’unità di tutti i popoli e con il creato

Presentiamo la Meditazione per la preghiera ecumenica organizzata il 19 gennaio, presso l’Abbazia di Casamari.

 




Omelia per l’inizio della Visita pastorale nella Zona di Cervaro

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Omelia Inizio Visita Zona Cervaro