Il 9 novembre a Cassino la celebrazione inaugurale presieduta dal vescovo Antonazzo
Il 21 novembre a Isola del Liri l’assemblea “Profezia di popolo” per presbiteri e laici
Con la celebrazione eucaristica del 9 novembre, nella Concattedrale Santissimo Salvatore, Santa Maria Assunta e San Germano Vescovo, la Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo inaugurerà il nuovo Anno pastorale, un appuntamento che quest’anno assume un particolare valore spirituale e comunitario: sarà infatti vissuto come Giubileo diocesano delle famiglie, segno di gratitudine per la loro presenza viva e generativa nel corpo ecclesiale. La liturgia, presieduta dal vescovo Gerardo Antonazzo e promossa con la collaborazione dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare, esprimerà – come scrive lo stesso presule nella sua ventesima Lettera sinodale – «la comunione, l’unità e la pace fraterna della Chiesa locale», riconoscendo nella famiglia la “forma domestica” della Chiesa, il suo grembo più autentico e la sua prima scuola di fede.
Il tema della famiglia torna così al centro del cammino ecclesiale, quasi a confermare quanto il Vescovo aveva già delineato nella Lettera pastorale del 2022 Famiglia, frontiera di essere Chiesa, in cui la “domus” veniva descritta come “spazio vitale della Ecclesia”, «frontiera da cui ripartire per continuare a celebrare in casa la Messa che non può finire in chiesa» (p. 34). Quella “frontiera” oggi si apre in prospettiva sinodale, chiamando ogni comunità a riscoprire la propria vocazione familiare e generativa, “epicentro” di relazioni, educazione e carità (cfr. p. 43).
L’invito del Vescovo, nella ventesima Lettera del Cammino sinodale Dal discernimento comunitario alle decisioni pastorali, è chiaro: il Cammino sinodale deve diventare un tempo di decisioni condivise, di scelte coraggiose, di “pastorale performante” capace di “fare i cristiani” attraverso esperienze concrete di vita evangelica. «Le nostre comunità» – scrive Antonazzo – «devono diventare generative: grembo che inizia alla fede e cuore che cerca coloro che l’hanno abbandonata».
In questo orizzonte si inserisce anche la seconda grande tappa diocesana del mese: l’Assemblea pastorale diocesana, che si terrà venerdì 21 novembre 2025, dalle 19 alle 20.45, nella chiesa di San Carlo a Isola del Liri, sul tema “Profezia di popolo. Per scelte coraggiose”. Interverranno il vescovo Gerardo Antonazzo e mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro di Presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale. L’assemblea, aperta a presbiteri, diaconi, operatori pastorali, organismi di partecipazione, aggregazioni laicali, insegnanti di religione cattolica e fedeli, rappresenterà il primo momento comunitario di confronto sulle decisioni pastorali che la Chiesa diocesana è chiamata ad assumere nel nuovo anno.
L’appuntamento si colloca inoltre nel contesto del Cammino sinodale nazionale, la cui terza Assemblea si è conclusa a Roma lo scorso 25 ottobre con l’approvazione del documento “Lievito di pace e di speranza” dall’Assemblea generale della CEI. Nel testo, i delegati hanno indicato alcune priorità pastorali per la Chiesa italiana: la formazione dei laici come corresponsabili della missione, l’attenzione alle nuove generazioni, la cura delle relazioni ecclesiali e sociali, la semplificazione delle strutture per una Chiesa più vicina alle persone. Temi che trovano immediata risonanza anche nella realtà diocesana, dove la “profezia di popolo” si traduce nel desiderio di una comunità capace di discernere e scegliere, di ascoltare e decidere insieme, «in una tensione tra disordine e armonia provocati dallo Spirito Santo», come scrive Antonazzo nella Lettera sinodale.
«Giubilare» – ricorda ancora il Vescovo – «è anche il Cammino sinodale, con il suo forte carico di speranza cristiana». Un giubileo che diventa stile di vita e di missione, cammino di popolo che, come Abramo, «prende le radici delle proprie tradizioni e sale sui monti» per guardare oltre la crisi e riconoscere il futuro che lo Spirito apre».
Nel segno di questa speranza, la Chiesa diocesana riparte dunque dalle sue due sorgenti più vitali: la famiglia, come “frontiera” dell’amore di Dio che si fa carne nella quotidianità, e la comunità sinodale, come popolo in ascolto e in cammino verso scelte nuove e coraggiose.
Andrea Pantone
In allegato il manifestino stampabile dell’Assemblea sinodale del 21 novembre: Convegno Diocesano 25-26 (2).

