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Una giornata di formazione e spiritualità a Montecassino

La prima uscita della Scuola teologica diocesana
tra visita all’abbazia, arte sacra e preghiera con i monaci

Il 20 ottobre 2025, quando ha avuto inizio l’Anno formativo della Scuola teologica diocesana, il vescovo della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, mons. Gerardo Antonazzo, aveva anticipato che l’offerta formativa, oltre a prevedere lo svolgimento delle lezioni da remoto, sarebbe stata arricchita da tre uscite didattiche da tenersi nelle domeniche del 16 novembre 2025, 18 gennaio e 15 marzo 2026.

La prima delle tre uscite della Scuola teologica si è svolta a Montecassino il 16 novembre 2025, domenica XXXIII del Tempo Ordinario. Guidati dal vescovo Gerardo, dal direttore della Scuola d. Nello Crescenzi, dall’imprescindibile segretaria-tuttofare Jole Falese e accompagnati da vari docenti, un’ottantina di studenti della Scuola, con alcuni loro familiari, si sono recati presso l’abbazia benedettina per trascorrere un pomeriggio di spiritualità e di formazione e per pregare con i monaci cassinesi i Vespri.

Sono stati accolti dal padre abate d. Luca Fallica nel chiostro di S. Martino, dove campeggia la statua raffigurante San Benedetto morente, lì dove, secondo la tradizione, il santo morì il 21 marzo 547, sorretto da due discepoli mentre pregava. Il gruppo bronzeo, scolpito da Attilio Selva, pare ricordare, come ha avuto modo di sottolineare l’abate Luca, la visione biblica dell’Esodo, quando Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le mani di Mosè.

A questo punto i partecipanti sono stati divisi in due gruppi, guidati dal padre abate d. Luca e da d. Luigi Maria Di Bussolo (osb), che hanno effettuato una visita guidata dell’abbazia. Un giro in luoghi pregni di spiritualità e tra i più iconici della celeberrima abbazia: la Cella di S. Benedetto (lì dove si insediò S. Benedetto all’arrivo sul monte); lo scalone delle epigrafi (con la roccia muta, testimone di vari miracoli del santo di Norcia); la Biblioteca monumentale (con i tanti e preziosi volumi salvati dalla distruzione della guerra); la Basilica cattedrale (con l’affresco realizzato da Piero Annigoni nel 1978 nella controfacciata sovrastante la porta d’ingresso, lì dove, fino alla guerra, si trovava quello «mirabile per i colori» di Luca Giordano, che rappresentava la consacrazione della chiesa da parte di papa Alessandro II nel 1071).

L’affresco di Annigoni, che si sviluppa per più di 35 metri quadrati, è intitolato La gloria di S. Benedetto, ossia Il Paradiso benedettino. Ha al centro il santo fondatore dell’Ordine benedettino che avanza con la Regola, attorniato da pontefici, vescovi, monaci e monache: dalla sorella S. Scolastica a papa S. Gregorio Magno, dall’abate di Montecassino Desiderio poi papa Vittore III al card. benedettino Ildefonso Schuster, dall’abate cassinese mons. Martino Matronola a papa S. Paolo VI, l’unico non benedettino, che riconsacrò la Basilica il 24 ottobre 1964 e proclamò S. Benedetto patrono principale dell’Europa con la Lettera apostolica Pacis Nuntius.

Al termine del suo lavoro, Piero Annigoni non voleva firmare l’affresco e, poiché l’abate Matronola insisteva, l’artista vi dipinse, nell’angolo destro in basso, il suo autoritratto.

Infine, la visita più emozionante: quella del Santo Sepolcro di San Benedetto e Santa Scolastica, che si trova sotto l’altare maggiore, dove sono custoditi e venerati i resti dei due santi. Quando furono avviati i lavori di ricostruzione della Basilica, distrutta dai bombardamenti del 1944, la tomba dei due santi venne rinvenuta miracolosamente intatta, con a fianco una bomba d’aereo inesplosa. Nell’agosto del 1950 l’abate Ildefonso Rea coordinò i lavori di ricognizione dei sacri resti. Una perizia scientifica confermò pienamente l’attribuzione delle ossa ai due santi, che furono riposte in contenitori in argento, mentre l’originaria urna di alabastro — nella quale l’abate di Montecassino Angelo della Noce aveva fatto porre le reliquie nell’agosto 1659 — è stata collocata, con la relativa iscrizione, all’imbocco del sepolcro.

Alle ore 16.30 hanno avuto inizio i Vespri, la preghiera del tramonto, cantati in gregoriano dalla soavissima voce di d. Alessandro Tiespoli (osb), con l’accompagnamento musicale all’organo di d. Luigi D’Elia.

In definitiva, la Scuola teologica diocesana ha avuto modo di vivere e condividere momenti intensi di formazione, di preghiera e di comunione fraterna, che hanno reso questa prima uscita un’esperienza preziosa e profondamente arricchente per tutti i partecipanti.

Gaetano De Angelis Curtis,
docente della Scuola Teologica Diocesi Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo