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Un pomeriggio tra arte, spiritualità e storia: visita della Scuola Teologica diocesana al Castello dei d’Aquino

Un’occasione per riscoprire la figura di San Tommaso e il valore della ricerca della verità

 

Domenica pomeriggio 18 gennaio, insieme a Sua Eccellenza il Vescovo Gerardo Antonazzo, al Direttore della Scuola Teologica Diocesana don Nello Crescenzi e con la preziosa collaborazione organizzativa della sig.ra Jole Falese, segretaria della suddetta scuola, si è svolta la visita al Castello di Monte San Giovanni Campano, teatro anche della “prigionia” di San Tommaso d’Aquino tra il 1244 e il 1245.

La costruzione del Castello risale all’anno 1000 d.C. e, grazie alla sua posizione strategica, ha svolto per secoli la funzione di difesa dei confini meridionali dello Stato Pontificio. La struttura presenta un corpo centrale con due torri: una pentagonale, insolita nella forma e detta “Torre Femmina” poiché, in caso di attacchi, avrebbe offerto rifugio a donne e bambini; l’altra quadrangolare, posta in posizione opposta, nota come “Mastio”.

Proprietà dei Conti d’Aquino, importante casato del Regno di Napoli e vassalli di papa Adriano IV, il Castello fu luogo della “prigionia” di San Tommaso, che, pur di non rinunciare alla sua vocazione e alla ricerca della Verità, venne rinchiuso dai suoi familiari in una cella. Tale ambiente è oggi divenuto una cappella, le cui pareti affrescate richiamano la figura del Santo Dottore della Chiesa; sopra l’altare spicca il trittico raffigurante il sogno che Tommaso ebbe dopo aver resistito alla tentazione della meretrice inviata nella cella.

Dopo circa tre secoli, il Castello passò alla famiglia spagnola dei d’Avalos, in seguito al matrimonio tra il marchese d’Avalos e Antonella d’Aquino. Distrutto dalle truppe francesi di Carlo VIII, tornò successivamente proprietà pontificia. Il terremoto del 1703 causò gravi danni e, in seguito, il maniero passò ai Conti Lucernari. Con l’annessione al Regno d’Italia (1870) divenne sede della Pretura Mandamentale, fino a quando un nuovo terremoto, nel gennaio 1915, rese necessario eliminare due piani della struttura.

Nel 1943 fu acquistato dal dott. Mancini, che avviò importanti opere di ristrutturazione e restauro. Il Castello ha ospitato anche personalità illustri, tra cui Pietro Mascagni che, amico del Mancini, donò un fortepiano ancora oggi visibile e al quale è dedicata una stanza del ristorante presente nel Castello Ducale.

Al termine della visita, il gruppo si è recato nella chiesa della Collegiata (1632), dove sull’Altare Maggiore troneggia la statua lignea della Madonna del Suffragio, donata da papa Urbano VIII e risalente al 1732. Qui il parroco don Stefano ha accolto i presenti e, insieme al Vescovo e a don Nello, si sono recitati i Vespri. Il momento conclusivo del pomeriggio è stato lo spunto di riflessione offerto da San Tommaso e richiamato da S.E. il Vescovo: la fede che cerca la verità e la verità che perfeziona la fede.

Dulcis in fundo, don Stefano e i suoi collaboratori hanno accolto i partecipanti nella sala parrocchiale per un tè e alcuni pasticcini, offrendo un momento di piacevole convivialità.

Un sentito ringraziamento va a quanti hanno contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa e a tutti i partecipanti, la cui presenza e attenzione rendono possibili questi momenti di crescita culturale e spirituale.

Gianna Mollicone