Nella Parrocchia di S. Antonio in Cassino, primo digiuno comunitario a pane e acqua
Ormai da anni è consuetudine per la Parrocchia di S. Antonio da Padova in Cassino, dare inizio alla Quaresima, tempo sacro di digiuno, preghiera e carità, con un “pranzo” comunitario in chiesa a pane e acqua. E anche quest’anno si è ripetuto il rituale, a cui chi ha partecipato una volta, non vuol più mancare. Infatti si dimostra come un valido, giusto e adeguato modo di inaugurare il digiuno quaresimale.
I volontari della Caritas parrocchiale hanno allestito un tavolo per il pane, preparato in singole porzioni in ceste, e uno per l’acqua, disposta su un altro tavolo in pratiche bottigliette. Man mano che le persone entravano in chiesa, prendevano posto, silenziosamente e compostamente. Alle 13,30 il Parroco Don Benedetto Minchella è entrato in chiesa e ha dato inizio al rito col segno della Croce ed una preghiera. Poi ha invitato i presenti ad avvicinarsi ai tavoli e a prendere ordinatamente l’acqua e il pane e a tornare poi al proprio posto per mangiare e nel frattempo ascoltare il Messaggio di Papa Leone XIV per la Quaresima. La lettura fatta dalla voce chiara e squillante di Don Benedetto è stata ascoltata con grande attenzione, anche perché è il primo Messaggio quaresimale di questo Papa. Si intitola “Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione”. Ascoltare, cioè entrare in una “disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere il grido dei poveri…», scrive Papa Leone.
Quanto al digiuno, che definisce “esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione”, dice che esso: “costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, e “dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà”. E aggiunge un chiaro invito ad astenersi dalle parole che feriscono: “Cominciamo a disarmare il linguaggio... in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.
L’ascolto della Parola e la pratica del digiuno, raccomanda Papa Leone, particolarmente in Quaresima, debbono avere una dimensione comunitaria.
Finita la lettura, si è rimasti ancora un po’ in silenzio per assorbire nel profondo le parole del Papa, così nette e veritiere e per applicare a sé stessi le indicazioni ricevute. Adesso tocca ad ognuno di noi e a tutti noi insieme vivere da cristiani il periodo della Quaresima, con l’aiuto del Signore.
Adriana Letta










