Nel giorno dedicato a don Angelo Moncelli, la comunità accoglie le nuove tele mariane e apostoliche benedette dal Vescovo Antonazzo, segni di fede e bellezza consegnati al futuro
La comunità di Terelle si è raccolta come un’unica famiglia spirituale attorno a don Angelo Moncelli, pastore fedele che da cinquant’anni custodisce con cuore mite, saggezza profonda e silenziosa dedizione il cammino di fede di generazioni. In questa domenica segnata dalla luce, la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Gerardo Antonazzo ha avvolto l’assemblea in un clima di intensa gratitudine: ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio sembrava restituire alla comunità la memoria del proprio cammino e la promessa di un futuro ancora da scrivere.
Nel cuore della liturgia sono state accolte le due tele dedicate a Maria Santissima Addolorata e San Giovanni Apostolo, opere benedette dal Vescovo e donate dal Dott. Antonio Pittiglio, Presidente dell’Accademia Internazionale Ora et Labora.
Il pittore Marco Ricci ha trasformato la devozione in una lingua di luce: nelle sue pennellate si avverte la tenerezza della Madre che custodisce il dolore del mondo, e la forza del discepolo amato che rimane ai piedi della Croce. Queste immagini non sono semplici opere d’arte: sono segni, sono presenze, sono luoghi interiori in cui la comunità potrà ritrovare consolazione, orientamento e bellezza.
Attorno alla comunità di Terelle si sono stretti i Sindaci di Terelle e Villa Santa Lucia, Fiorella Gazzellone e Orazio Capraro, i Cavalieri del Santo Sepolcro, i collaboratori parrocchiali e numerosi fedeli giunti anche dalle comunità vicine. Una coralità che testimonia come la fede, quando diventa gesto condiviso, sappia unire territori, generazioni e storie diverse in un’unica trama di fraternità.
Quella domenica del 9 agosto rimane oggi, mentre la comunità ne custodisce il ricordo, come una pagina luminosa della sua storia: un intreccio di fede, arte e fraternità che continua a generare speranza. Pubblicata il 16 agosto, questa memoria non è semplice cronaca, ma la testimonianza di un dono che Terelle porta con sé: la gratitudine per un cammino custodito e la promessa di una bellezza che ancora attende di essere narrata.










