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Sora accoglie la reliquia di San Carlo Acutis

Il dono di Romolo Tamburrini, accolto da don Mario Santoro, trasforma la chiesa di Santo Spirito in un luogo di viva memoria e ispirazione per i giovani e l’intera comunità

 

La comunità di Sora ha vissuto un momento di intensa solennità nel pomeriggio di lunedì 8 settembre: nella chiesa di Santo Spirito, “la chiesa dei giovani”, è stata accolta e collocata stabilmente una reliquia di San Carlo Acutis, canonizzato il giorno precedente, 7 settembre, da papa Leone XIV in Piazza San Pietro.

Nell’omelia, il Pontefice ha paragonato i due nuovi santi – Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati – a “innamorati di Gesù”, offrendo un forte invito ai fedeli, soprattutto ai giovani «non sciupare la vita, ma orientarla verso l’alto e farne un capolavoro».

La reliquia – un frammento corporeo – è stata donata da Romolo Tamburrini, devoto della città, e concessa dalla madre del santo, Antonia Salzano. Fa parte di una rete di diffusione ben strutturata: si stimano oltre 2500 reliquie di san Carlo Acutis presenti nel mondo tra chiese, istituti, scuole e luoghi di cura, rivolte alla venerazione e all’ispirazione spirituale dei fedeli.

Durante la cerimonia, don Mario Santoro, parroco della chiesa, ha definito questo dono “un segno di grazia e di protezione spirituale” per l’intera comunità. Ha poi condotto la benedizione e collocazione della reliquia sull’altare.

Al fianco del parroco, il Sindaco di Sora, Luca Di Stefano, ha espresso gratitudine, auspicando che la presenza di Carlo Acutis ispiri i giovani a vivere con autenticità, fede e responsabilità personale. Un richiamo alla santità nel quotidiano, lontano da gesti eclatanti, ma radicata nei gesti semplici e solidali.

Le reliquie non sono oggetti magici, ma tracce fisiche di vite sante che ci rinviano a Cristo e alla concretezza della santità. La reliquia, dunque, diventa strumento di memoria attiva, capace di richiamare alla conversione e alla testimonianza cristiana quotidiana.

Il gesto di Tamburrini – nato dall’aver ricevuto un piccolo lino benedetto dalla madre di Acutis – si è concluso in un segno tangibile di presenza spirituale, affidata a generazioni presenti e future. Da oggi, la Chiesa di Santo Spirito non è solo “la chiesa dei giovani”, ma anche custode di una storia di santità contemporanea, incarnata nella figura di Carlo Acutis. Un richiamo attuale a vivere con coerenza il Vangelo, lasciarsi plasmare dall’Eucaristia, e aprirsi alla comunione nella comunità. In questo luogo, il giovane santo diventa presenza viva, invito autentico a guardare “verso l’alto” – come raccomandato da Papa Leone XIV – facendo della propria esistenza un capolavoro di fede, speranza e amore.

Andrea Pantone