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San Giovanni Battista, il Precursore

A Cassino la Parrocchia a lui intitolata lo festeggia

La Parrocchia di San Giovanni Battista in Cassino, dopo un Triduo di preparazione, vissuto nei giorni 21, 22 e 23 giugno, attraverso momenti di preghiera e di socialità secondo le tradizioni delle feste patronali, è giunta al giorno culminante, il 24  (data molto antica: anche Sant’Agostino testimonia come questa data fosse già celebrata ai suoi tempi), in cui la Chiesa celebra la solennità della Natività di San Giovanni Battista. Già questo suona abbastanza singolare, perché generalmente viene dedicato ad un Santo il giorno del suo dies natalis cioè della sua morte sulla terra e nascita al cielo. Giovanni Battista è speciale: è l’unica persona, insieme alla Vergine Maria, di cui la Chiesa celebra con una festa solenne la nascita sulla terra. Questa è considerata il primo segno visibile dell’inizio dei tempi messianici. La sua nascita avvenne in modo miracoloso, perché sua madre Elisabetta era sterile, l’Angelo Gabriele la annunciò a suo padre Zaccaria, che inizialmente non credette alle sue parole. Il nome “Giovanni”, che significa “Dio ha avuto misericordia”, anticipa già la sua missione. Questo nome venne scelto per volontà divina e fu dato al bambino nel giorno della circoncisione, quando Zaccaria, riacquistando la parola, cantò il Benedictus. In questo canto, che si recita alle Lodi mattutine, dice: “E tu bambino sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai dinanzi al Signore a preparargli le strade…”. Così, per volontà di Dio, Giovanni venne preparato fin da prima della nascita per il ruolo di profeta dell’Altissimo. Infatti, fu lui, ripieno di Spirito Santo, a preparare il popolo alla venuta di Gesù, predicando la conversione e il perdono dei peccati. Dunque, un uomo mandato da Dio, Giovanni. Egli venne per dare testimonianza alla luce e preparare al Signore un popolo ben disposto. Il Profeta Isaia dice: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra».

Nella Messa solenne, presieduta dal Vescovo Gerardo Antonazzo, tutto questo è stato letto nei brani della liturgia del giorno e poi nell’omelia il Vescovo ha ribadito i ruoli che questo bambino, il cui nome stesso faceva intravedere un futuro importante, avrebbe ricoperto da grande: innanzitutto ha preceduto Gesù, è andato avanti a lui. Questo, ha detto, è in fondo il compito degli adulti che debbono accompagnare i piccoli nella loro crescita. Giovanni precede Gesù, così prepara e guida il cuore del popolo, rimuove gli ostacoli o gli ingombri, per far trovare la strada libera per accogliere il Messia. Giovanni proclama la nostra salvezza, l’annuncia, scuote le coscienze, prepara il cuore. Prepara la strada e annuncia: lo dice lo stesso Zaccaria quando ritrova la parola ed è ispirato da Dio.

La chiesa era gremita in tutte le sue parti, il clima particolarmente caldo, ma le parole erano davvero importanti ed interessanti: pur se conosciute da sempre, fermarsi a riflettere su di esse in modo più approfondito è stato gradito da tutti i presenti. Ad animare la liturgia era il bravissimo “Coro San Giovanni Battista”, diretto dal M° Fulvio Venditti, mentre all’esterno prima della Messa e poi durante la Processione, è stata la Banda Don Bosco del Maestro Marcello Bruni a regalare la sua musica. E la musica, si sa, aiuta l’anima a pensare e a “sentire”. Sul presbiterio, oltre ai celebranti e ministranti, c’erano anche tanti bambini, tutti molto attenti e bravi, abituati dal Parroco Don Giovanni De Ciantis a servire la Messa. Nelle prime file c’era una rappresentanza delle autorità cittadine con il Sindaco Enzo Salera e ancora una folta rappresentanza di Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme e di Cavalieri di Malta.

Al termine della Messa, dopo la Benedizione conclusiva impartita dal Vescovo e i ringraziamenti di Don Giovanni, ci si è preparati per la Processione: i fedeli sono usciti, come pure celebranti e ministranti, i portatori si sono caricati sulle spalle la statua del Santo, adornata di fiori, e sono usciti all’aperto. Da lì è partita la processione, che ha percorso alcune strade del quartiere in cui si trova la chiesa parrocchiale al ritmo di canti, preghiere e brani musicali della Banda Don Bosco. Tutto si è svolto con ordine e fede, fino a tornare alla chiesa, dove festosamente si è conclusa la festa. Più tardi, in piazza, c’è stato l’ultimo Spettacolo, “Queen Project” e in chiusura l’estrazione della lotteria. Il Comitato Festa ha voluto ringraziare tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito alla realizzazione della festa 2026 in onore di San Giovanni Battista, il Profeta dell’Altissimo e luce delle nazioni.

Adriana Letta