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Quarant’anni del Cammino Neocatecumenale a San Domenico: la comunità celebra con il Vescovo Antonazzo

Con la ricorrenza è stata ripercorsa la storia di fede e servizio del Cammino
nella vita della parrocchia e della diocesi

La parrocchia di San Domenico Abate in Sora ha celebrato, lunedì 16 marzo 2026, il quarantennale della presenza del Cammino Neocatecumenale, un anniversario significativo per la vita pastorale della comunità e dell’intera diocesi. L’Eucaristia di ringraziamento, presieduta dal Vescovo Gerardo Antonazzo, si è svolta alle 19.30 nella chiesa parrocchiale, alla presenza delle quattro comunità oggi attive e dei fedeli che hanno condiviso questo lungo percorso di evangelizzazione.

Il Cammino fu avviato in parrocchia nella Quaresima del 1986, su iniziativa dell’allora parroco padre Ugo Tagni, abate emerito della comunità cistercense di Casamari, scomparso nel febbraio scorso. La prima comunità nacque il 16 marzo 1986, grazie all’opera dei catechisti provenienti dalla parrocchia di San Marco in Latina. Negli anni successivi il Cammino si è sviluppato fino a raggiungere, in alcuni periodi, sei comunità, contribuendo in modo stabile alla vita pastorale della parrocchia.

Oggi il percorso neocatecumenale a San Domenico comprende quattro comunità, per un totale di circa settanta fratelli. La prima ha concluso l’itinerario con il rinnovo delle promesse battesimali nella Veglia di Pasqua 2024; la seconda è impegnata nella tappa della Traditio; la terza ha ricevuto la catechesi del primo scrutinio battesimale; la quarta si trova nella fase iniziale del cammino. Ogni anno, all’inizio di ottobre, la parrocchia propone un nuovo ciclo di catechesi per giovani e adulti. A livello diocesano, il Cammino è presente anche a Roccasecca, con tre comunità.

Nel corso della celebrazione, è intervenuto Bruno Forte, responsabile della Prima Comunità neocatecumenale di San Domenico. A lui è stato affidato il compito di leggere il messaggio rivolto al Vescovo, un testo che ha raccolto e fissato i punti essenziali della ricorrenza: la memoria delle origini, la gratitudine verso i presbiteri e i catechisti che hanno accompagnato il cammino, l’impegno missionario delle comunità e la volontà di continuare a collaborare con la diocesi. Le sue parole hanno ricordato in particolare padre Ugo Tagni, don Felice Calò, don Sante Bianchi e i monaci della Congregazione cistercense di Casamari, che hanno sostenuto la crescita delle comunità in questi quarant’anni.

Il messaggio ha richiamato anche la sfida della secolarizzazione e della crisi di fede, che rende urgente proporre percorsi di iniziazione cristiana capaci di aiutare i battezzati a riscoprire il proprio Battesimo. In questo senso, il Cammino è stato presentato come uno strumento pastorale al servizio della Chiesa, in continuità con quanto affermato dal magistero: da Benedetto XVI, che definì il Cammino “dono dello Spirito Santo alla Sua Chiesa”, a Giovanni Paolo II, che ne intuì il valore catecumenale.

Le comunità hanno rinnovato la propria disponibilità a collaborare con la diocesi e con i parroci, secondo quanto indicato dalla Iuvenescit Ecclesia, nella reciproca integrazione tra doni gerarchici e doni carismatici. La celebrazione si è conclusa con un momento di agape fraterna, segno di comunione e gratitudine per il cammino percorso e per il servizio pastorale svolto in questi decenni.

Andrea Pantone