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Quando la scuola è Scuola

Una lettera di un Dirigente Scolastico che deve far riflettere

Nell’ultimo giorno di agosto, ultimo mese dell’anno scolastico, un Dirigente Scolastico scrive e diffonde una lettera per salutare la sua “comunità scolastica” in cui ha a lungo lavorato e che deve lasciare perché è scoccata l’ora di andare in pensione. È il Preside del Liceo Scientifico “Pellecchia” di Cassino, il Prof. Salvatore Salzillo. Una lettera esemplare, che rispecchia non solo un lavoro di anni e anni sempre svolto con coscienza, ma che testimonia quella “passione didattica”, comune grazie a Dio a moltissimi docenti e dirigenti, ma che passa sempre sotto silenzio, perché nella nostra società di oggi la scuola è considerata con la lettera minuscola: un problema, un obbligo necessario perché serve ai figli. La stima e la riverenza di cui una volta la scuola era circondata, oggi appare a innumerevoli genitori una grande seccatura, come se dicessero: non solo vi portiamo i nostri figli, ma pretendete anche la puntualità, i colloqui con i docenti, i compiti da fare a casa… addirittura vi credete in diritto di rimproverare e punire i nostri “principini”? (oggi i piccoli sono sempre chiamati “principi e principesse”, anche se i comportamenti acquisiti sono ben lontani dalla “buona educazione”: misteri della vita odierna).

Personalmente ho provato una grandissima gioia nel leggere la lettera, vi si trova tutto ciò che di bello, utile, interessante ed educativo serve ai ragazzi, compreso lo stimolo a guardare positivamente al futuro, a scoprire e sviluppare le proprie risorse e possibilità, la soddisfazione di sentirsi ascoltati e capiti e di entrare in un rapporto vivo in cui è possibile lo scambio e il confronto tra adulti e giovani. Alunni così sono davvero fortunati, diventeranno adulti formati e consapevoli, forti e temprati e dunque soddisfatti e anche pronti ad aiutare altri.

Letta la lettera, ho sentito il bisogno di esternare al Preside tutta la mia stima e approvazione, condividendo completamente tutto ciò che ha scritto e tutto il mio ringraziamento. È di questo che hanno bisogno i giovani e la società intera. Perciò dico GRAZIE a lui e a tutti quelli che nella Scuola (con la maiuscola!) lavorano in quel modo, e sono tanti!

Adriana Letta

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Ecco il testo della lettera:

“Cari studenti, docenti, personale ATA, famiglie, oggi dopo 44 anni e 23 giorni di servizio interamente dedicati alla scuola, si conclude il mio percorso professionale.

È un momento particolare in cui l’emozione del dirigente scolastico lascia spazio a quella più profonda e personale dell’uomo. Quando ho iniziato questo viaggio il mondo della scuola era diverso.

In questi anni ho visto cambiare la società, le tecnologie, i linguaggi e le sfide educative, ho attraversato riforme trasformazioni e momenti complessi. Ma una cosa è rimasta immutata, la straordinaria forza educativa della scuola e il valore delle persone che la abitano ogni giorno.

Se dovessi custodire un’immagine di questa lunga esperienza, non sceglierei un ufficio, una firma o un incarico, sceglierei i corridoi animati dagli studenti, le aule piene di domande, i sorrisi, le preoccupazioni, i successi conquistati con fatica e le emozioni condivise. Perché il cuore della scuola siete sempre stati voi.

Ai miei studenti che sono stati la ragione più autentica del mio lavoro, desidero rivolgere un pensiero speciale. Ho avuto il privilegio di vedervi crescere, maturare, sbagliare, rialzarvi e costruire giorno dopo giorno il vostro futuro. Da voi ho imparato che ogni generazione porta con sé energie nuove, idee nuove e nuove speranze; conservate sempre la curiosità, la libertà di pensiero, il coraggio delle vostre scelte e la capacità di guardare oltre gli ostacoli, non abbiate paura dell’errore, spesso è proprio attraverso gli errori che si costruiscono le conquiste più importanti.

Ai docenti e a tutto il personale della scuola rivolgo il mio più sincero ringraziamento, abbiamo condiviso responsabilità, fatiche, sfide e soddisfazioni, abbiamo lavorato insieme con professionalità, passione e senso del dovere sempre animati dall’obiettivo comune di offrire ai nostri ragazzi una scuola accogliente seria e capace di prepararli alla vita.

Alle famiglie va la mia profonda gratitudine per la fiducia accordata alla scuola e per la collaborazione che negli anni ha permesso di costruire una vera alleanza educativa. Indispensabili per la crescita dei nostri giovani.

Lascio questo incarico con serenità e con la consapevolezza di aver dedicato alla scuola le energie migliori della mia vita, porto con me ricordi preziosi incontri significativi e l’affetto di tante persone che hanno reso questo cammino straordinario.

Ho sempre pensato che una scuola non sia fatta soltanto di mura, regolamenti o programmi, ma soprattutto di relazioni, di valori condivisi e di esempio, se qualcosa resterà del mio passaggio mi auguro che sia il ricordo di una presenza costante di una porta aperta all’ascolto o e dell’impegno quotidiano per costruire una comunità fondata sul rispetto sulla responsabilità e sulla fiducia.

Oggi per me suona un’ultima campanella, non è un addio, ma il segno che un percorso si conclude e che un altro inizia, le campanelle della scuola continueranno a scandire il tempo delle nuove generazioni, dei loro sogni e delle loro conquiste. E ogni volta che le sentirò penserò con affetto a questa comunità che per tanti anni è stata la mia casa.

 Con immensa gratitudine e profondo affetto, il vostro Preside, Salvatore Salzillo”.

Nella foto il Dirigente Salzillo alla premiazione di un concorso nella sua Scuola