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Presepe permanente a S. Angelo in Theodice

La parrocchia di S. Giovanni B. inaugura il Presepe di Natale che si trasformerà in Presepe di Pasqua

Stupore e meraviglia

La mattina del 9 dicembre, la chiesa di S. Giovanni in S. Angelo in Theodice si è riempita di bambini della Scuola primaria di S. Angelo, di ragazzi dell’Istituto Comprensivo Cassino 3, e dei nonni dei Centri Anziani di S. Angelo e di Esperia, con i due Presidenti, Cesare Cece e Pasquale Deletto: tutti per condividere la gioia del Natale e assistere all’attesa inaugurazione del nuovo Presepe permanente, un unicum nel territorio. Già negli anni scorsi la comunità parrocchiale si era dedicata con passione e creatività all’allestimento del Presepe ed aveva vinto anche dei concorsi a livello nazionale, ma aveva avuto anche una geniale intuizione che quest’anno si è trasformata in serio e innovativo progetto, alla cui realizzazione si è lavorato fin da settembre. Un’intera stanza, che una volta era la sacrestia, è stata dedicata completamente a questo Presepe artistico  che resterà per tutto l’anno, con una novità: in prossimità della Pasqua si trasformerà nel “Presepe della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù”, perché al posto della grotta della natività e dei personaggi narrati dal vangelo e di quelli aggiunti dalla fantasia popolare, ci saranno le statuine che rappresenteranno gli ultimi giorni della vita di Gesù, l’Ultima Cena, la sua Passione e Crocifissione, la sua morte e la sua Resurrezione che lascia la tomba vuota. Questo vero e proprio “percorso teologico educativo”, unico nel suo genere, renderà più completa e agevole la conoscenza e la comprensione della nostra fede.

La mattinata è iniziata con il saluto di Marco D’Agostino dell’associazione Agorà Theodicea, che, dato il benvenuto ai presenti, ha lodato i numerosi lavori eseguiti dai bambini ed esposti in chiesa, davvero belli e ben fatti, ha poi ha illustrato il progetto, perché è proprio dinanzi al Presepe che “gli adulti tornano bambini e i bambini crescono nella fede”. Ha parlato anche della campagna “adozione delle statuine”, che ha fatto sì che ogni bambino adottasse uno o più personaggi, favorendo così l’amore e la condivisione.

È poi intervenuto il Parroco Don Nello Crescenzi che, rivolgendosi ai bambini con opportune domande, ha suscitato un dialogo con loro, che pensavano e rispondevano. Ha così potuto tracciare la storia del Presepe, dal primo disegno nelle catacombe di Priscilla a Roma al primo Presepe vivente risalente a San Francesco a Greccio, che aiutava a capire la vera umile realtà della nascita di Gesù. Ha percorso il trasformarsi e arricchirsi attraverso i secoli fino ai tempi odierni della tradizione del Presepe, diffusosi a tal punto da diventare un simbolo universale. Infine si è soffermato sul significato e il valore del Presepe, “Vangelo vivo”, come ha scritto Papa Francesco nella lettera apostolica “Admirabile signum”. Il Presepe, ha affermato, è “Stupore e Meraviglia”, è un atto di fede, un simbolo di accoglienza e inclusione, un invito a riscoprire la tradizione per contemplare il mistero di Dio fatto Bambino e quindi va incoraggiata la tradizione di allestire il presepe nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro.

Molto interessanti e positivi gli altri interventi, sempre in dialogo con i bambini, quello di Rosamaria Carbone sui “segni” del presepe: il bue e l’asinello, la mangiatoia, la cometa, i Magi, la Sacra Famiglia, gli altri personaggi. Man mano che spiegava, qualcuno andava a posizionare la statuina in un presepe estemporaneo davanti all’altare che così si andava componendo sotto gli occhi dei presenti. Le statuine in gesso più grandi, è stato spiegato da Maria Rita D’Agostino, sono antiche, ritrovate molto rovinate in un vecchio garage; la passione e la bravura di Maria Rita e altre tre volontarie, Emi, Angela e Simona, le ha restaurate fino a farle diventare come nuove e “vive”. Giorgio Bertossi, parrocchiano che si è molto impegnato in questo progetto, ha mostrato ai bambini come la bravura manuale e l’impegno dei suoi amici, nel fare e costruire, sono stati determinanti per la riuscita del progetto, perché tutti possono e debbono collaborare, ciascuno come può.

Due le testimonianze di vita, quella di Rosa Coppola sul fare in casa il presepe, e quella di Silvia Corsetti, che ha raccontato di essere nata anche lei in una specie di grotta, al tempo della guerra, e come i bambini che crescevano in un territorio distrutto e allagato, riuscivano a fare il presepe modellando con il fango le loro statuine.

Prima di accedere alla visita del Presepe, Don Nello ha dato la Benedizione finale, invitando poi i bambini e le maestre ad entrare una classe alla volta per ammirare il bel Presepe, aprendo la tenda che lo nascondeva. Non bello, ma bellissimo! Dominato dalla scritta “La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta”, il Presepe ha mostrato tutta la sua bellezza, costruito come un paese arroccato su un’altura che poi discende verso il basso, con case, strade, scene di vita quotidiane, fontane, carri, mestieri, balconi, finestre, scale, luci… vario e incredibilmente “vivo”, curato nei minimi particolari, da cui si percepisce il lungo tempo occorso, la passione, la bravura artigianale, la capacità artistica e anche ingegneristica. Insomma, stupefacente. Davvero la visita al Presepe permanente di S. Angelo in Theodice è “Stupore e Meraviglia”!

Adriana Letta