Cassino è candidata a Capitale Italiana della Cultura 2029
Una data destinata a rimanere nella storia, l’8 luglio 2026: nella Sala “Restagno” del Comune di Cassino è stata ufficialmente presentata la candidatura di Cassino a Capitale Italiana della Cultura 2029. Sala strapiena, presenti le Istituzioni coinvolte in primis nell’iniziativa, dal Consiglio Comunale all’Abbazia di Montecassino, all’Università di Cassino e del Lazio meridionale, alle associazioni e ai singoli cittadini, tutti attratti e calamitati dal progetto che stava per essere presentato e disvelato: la candidatura della Città di Cassino a divenire, nel 2029 Capitale Italiana della Cultura.
A coordinare e moderare la presentazione la brava giornalista Rita Cacciami, che ha dato la parola al padrone di casa, il Sindaco Enzo Salera. Con emozione e gioia, ha comunicato che la richiesta è stata inoltrata e il progetto, già abbastanza corposo, si va completando e deve esserlo non solo dalle istituzioni, ma da associazioni, cittadini di tutto il territorio, dalla popolazione insomma, perché non deve essere un progetto calato dall’alto, bensì dalla base. Ha ricordato che l’anno 2029 segnerà i 1500 anni dalla fondazione dell’Abbazia di Montecassino da parte di San Benedetto, Patrono di Cassino e dell’intera Europa. E data l’enorme importanza dell’apporto culturale e spirituale portato e diffuso da allora e per secoli in tutta Europa e oltre, ha tutti i titoli giusti per sostenere la proposta. E la storia di Cassino, legata strettamente a tutte le vicende dell’abbazia attraverso i secoli, ha un valore immenso, dato che in città e dintorni hanno combattuto, nella seconda guerra mondiale, persone di tanti popoli diversi: cosa testimoniata dai vari cimiteri militari stranieri che custodiscono le spoglie di migliaia di giovani e tengono viva la memoria, tanto da fare di Cassino la “Città della Pace”.
È stato poi l’Abate Dom Antonio Luca Fallica che ha illustrato il ruolo e la storia di Montecassino, sottolineando la vicenda terrena di San Benedetto e dei suoi monaci. Ha anche osservato che Cassino già esisteva quando Benedetto fondò l’abbazia, ma certo poi le storie del monte e del piano si sono concatenate strettamente l’una all’altra. L’evento, ha aggiunto, sarà vissuto e ricordato anche da tutte le altre realtà monastiche sparse per il mondo.
Per l’Università, presenti anche i prorettori e diversi docenti, ha preso la parola il Magnifico Rettore Marco Dell’Isola, anche lui forte sostenitore del progetto, a cui tuto l’ateneo parteciperà.
Momento clou particolarmente emozionante è stato quando è stato svelato il logo del progetto, elegante e significativo, realizzato da Roberto Miele: una V che, con il virgulto di quercia ricorda il motto dell’abbazia “Succisa virescit”, che è il tema del progetto, e la scritta: CASSINO 2029 -1500 anni di luce. Capitale italiana della Cultura Città candidata.
La parola è poi andata al Prof. Paolo Verri, Direttore Scientifico del Comitato: di origine torinese, esperto di comunicazione e manager realizzatore di convegni ed eventi, come “Italia 150” o, ultimamente, del Comitato Matera 2019. Ha così spiegato come viene organizzato un evento di questa portata, entrando nei dettagli dell’organizzazione e delle cose da fare. Il lavoro è grande e impegnativo, tutti sono invitati a partecipare, presentando progetti adeguati.
Infine il Presidente della Banca Popolare del Cassinate, Prof. Vincenzo Formisano, ha garantito tutto l’appoggio da parte della sua Banca, riprendendo anche un vecchio importante progetto di dieci anni fa per completare gli affreschi della Basilica di Montecassino che nel soffitto ha ancora degli spazi vuoti.
Raramente si assiste ad una riunione così partecipata, appassionata e colma di un vero spirito di alleanza. Nel pubblico era palpabile un entusiasmo davvero fuori dell’ordinario. Sarà la volta buona, ce lo auguriamo tutti.
Adriana Letta







