La comunità cassinate di “Comunione e Liberazione” ricorda e ringrazia il Fondatore Don Giussani
Il nutrito gruppo della comunità di “Comunione e Liberazione” che a Cassino vanta una lunga storia, ha voluto sabato 14 febbraio, nella chiesa di S. Pietro Apostolo, fare memoria del 21° anniversario della nascita al cielo del proprio Fondatore, Don Luigi Giussani e il 44° da quando la Chiesa ha ufficialmente riconosciuto la Fraternità di CL.
Le Messa vespertina prefestiva per questa occasione è stata presieduta dal vescovo Gerardo Antonazzo e concelebrata da Don Nello Crescenzi, Don Cristian Di Silvio e da Don Donato, il sacerdote che segue il gruppo cassinate di CL per la formazione. L’animazione della liturgia è stata curata dai ciellini, sempre attenti e unanimi, e all’inizio è stato uno di loro, Augusto Marra, che ha letto l’intenzione per la Messa: “Grati per il dono di don Giussani e per l’incontro che ha cambiato la nostra vita, chiediamo di poter vivere il carisma al servizio del Regno di Dio e della Chiesa, perché tutti possano conoscere Cristo. Invocando il dono della pace, affidiamo la Fraternità e i nostri responsabili all’intercessione della Madonna di Lourdes e di San Benedetto, affinché restino saldi nella fedeltà al carisma, proseguendo nella sequela al Papa e ai nostri pastori”.
Il Vescovo Gerardo, ben lieto di essere stato invitato per l’evento, ha messo in risalto la concordia che vive nei gruppi ciellini e nell’omelia ha commentato in particolare il brano evangelico (Mt 5, 17-37), quando Gesù dice: “Così fu detto agli antichi; ma io vi dico”, osservando che al tempo di Gesù il fariseismo imperante era in degrado, rimasto alla sola apparenza, senza contenuti, legato solo alle leggi. Ma la legge ha bisogno di compimento, cioè di completamento, perché le regole da sole non valgono. Il compimento significa giungere a Cristo, all’Amore. Dentro ogni regola bisogna trovare l’amore. Anche per noi, prima, quando si parlava del “precetto” della Messa domenicale, tutti ci andavano, mentre oggi molte meno persone vanno a Messa la domenica. Non è il precetto che ci deve spingere alla Messa, ma l’amore, il gusto del rapporto con Dio, che non ci rende schiavi, ma anzi è liberante. La libertà dell’amore ci insegna tutto, l’amore è rivoluzionario. È nel Vangelo che viene portata a pieno compimento la legge donata nei dieci comandamenti. Dobbiamo dunque ispirarci alla sapienza e all’equilibrio del vangelo per compiere scelte e azioni di pace e di amore, trovare la serenità del vivere insieme, il sostegno e la consolazione della speranza cristiana, la generosa carità, così come ci aiuta a stare lontani dalla tentazione del legalismo farisaico e a seguire la legge dell’amore.
La celebrazione, seguita con grande partecipazione da parte di tutti i presenti, i “fedeli del sabato sera”, giunta alla fine, ha visto il momento in cui Don Nello ha voluto ringraziare di cuore, a nome dell’intera comunità parrocchiale, il Vescovo e Comunione e Liberazione, per l’intensità e profondità della celebrazione e delle parole dette. Poi Il Vescovo ha impartito la Benedizione conclusiva e, per ricordare il bel momento vissuto, ci si è riuniti tutti ai piedi dell’altare per una foto-ricordo di questo giorno davvero memorabile e ricco di spiritualità.
Adriana Letta


























