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Meditazione per Venerdì Santo (3 aprile 2026)

MEDITAZIONE PER IL VENERDI’ SANTO

3 aprile 2026

 

“Cristo patì per voi”! Cristo patì al nostro posto, e quindi a causa nostra!

Abbiamo alzato le nostre mani contro Dio, per crocifiggere le sue mani. E le sue mani non hanno più accarezzato.

Lo abbiamo sputato in faccia, disprezzando la bellezza del suo volto, e ci siamo abbruttiti, senza dignità.

Abbiamo eliminato Dio, per continuare a sterminare i fratelli.

Durante il nostro cammino forse abbiamo anche pregato. Ascoltiamo, perciò, la voce del Papa che nella Domenica delle Palme ha dichiarato: “Dio non ascolta le preghiere di chi ha le mani che grondano sangue”.

Il soldato get­ta il martello in terra e scappa, una goccia di sudore gli solca la fronte, e sulla mano rosseggia sangue innocente.

Guardiamo le nostre mani: sono insanguinate di odio, di rancore, di malizia, di vendetta! Dio non ascolta le preghiere delle nostre processioni e delle facili devozioni, se non ci educano a “guardare a Colui che abbiamo trafitto” (Gv 19,37). Non ci salva una sosta davanti ad una statua, né la genuflessione in chiesa, se dalle nostre mani gronda il sangue della maldicenza, dell’invidia, della cattiveria, dei vizi, dei coltelli, dei femminicidi, delle bravate goliardiche di allegre compagnie notturne, della corruzione, delle omissioni di responsabilità soprattutto quella educativa verso i minori, adolescenti e giovani che al passaggio del Vescovo, si divertono scaricando bestemmie, mentre noi adulti scarichiamo le colpe.

Abbiamo condannato Dio a stare fuori dalla Città degli uomini; lo abbiamo estromesso dalla nostra frenetica vita, perché abbiamo sempre altro da fare, senza di Lui; fuori dalle nostre famiglie che spesso sono fuori…; fuori dalle anime dei più piccoli, non più educati alla fede.

Siamo scappati anche noi con le mani insanguinate, dopo aver finalmente neutralizzato il Dio Innocente con le nostre corruzioni, immoralità, diffusa pornografia che devasta il sacrario della coscienza. Abbiamo insanguinato le nostre mani scagliando le pietre dell’insulto e del disprezzo, del rancore e della denigrazione. Abbiamo alzato le mani per deturpare la dignità dei più fragili, degli indesiderabili e degli inefficienti, considerati come problema, anzi scarto sociale da escludere. Abbiamo insanguinato le nostre mani con il lavoro non pagato, abbiamo compromesso migliaia di posti di lavoro. Queste mani grondano sangue.

Abbiamo punito Dio sulla Croce, Lui che non punisce nessuno. Non ci punisce Dio.

Ci punisce la storia che noi stiamo scrivendo con gli scarabocchi e gli schiribizzi folli di poteri idolatrici.

Solo il Dio crocifisso può guarirci, se noi lo vogliamo: “(Solo) Dalle sue piaghe siamo stati guariti!”.

Le piaghe di Cristo guariscono le nostre piaghe: guariti da quelle piaghe che gli abbiamo inflitto. Le sue piaghe raggiungono le pieghe degli anfratti più nascosti delle nostre malvagità e guariscono ogni ferita della coscienza. C’è salvezza per tutti!

Signore,
le tue braccia allargate da noi punite, restituiscono al mondo il tuo abbraccio universale che perdona.
Tu hai ferito a morte la morte dei nostri peccati.
Hai risvegliato una nuova aurora con la luce della tua Vita risorta.

Grazie, Gesù, per questa tua singolare vitto­ria, che può diventare, se lo crediamo, anche la nostra. Grazie, Signore, per il tuo infinito amore, per averci ridato la Vita morendo sulla croce da innocente, pur di fare di noi peccatori un popolo nuovo, capace di riscrivere sulle righe storte della nostra storia una fraternità riconciliata nel tuo Amore.

 

+ Gerardo Antonazzo

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