Cari ragazzi, cari giovani,
Per un periodo durato solo otto decenni, indicato storicamente come il “Dopo-guerra”, è stato possibile godere di una straordinaria opera di ricostruzione dell’Europa sotto ogni profilo: dalle condizioni sociali a quelle culturali, tecnologiche, economiche. Quasi appisolati sul cuscino morbido della pace, eravamo convinti che il nostro vivere quotidiano fosse segnato definitivamente da relazioni creditrici di reciproco rispetto, garanti di dialogo, aperte all’incontro, regolate da ogni buona norma del diritto a
garanzia della dignità di tutti.
Dal “boom” al boato: lo sviluppo crescente, in cui abbiamo creduto a conquiste inviolabili, d’improvviso si è trasformato in un terribile, quanto inaspettato e assurdo giovo di odio e di violenze. Le guerre divampate su larga scala ci hanno risvegliato di soprassalto dalla ripetitività dei nostri ritmi e abitudini di vita tranquilla. Il nostro mondo “da sogno” veniva drammaticamente riportato alla cruda realtà della paura e dell’angoscia,
Cosicché le parole di Papa Francesco, che sembravano più un avvertimento che una minaccia reale, in breve tempo ci siamo ritrovati in una “terza guerra mondiale a pezzi” apparsa sullo schermo di una condizione internazionale barbaramente lacerata, umiliata da guerra insensate, vicoli ciechi senza ritorno. Oggi nel mondo sono in corso circa 56 conflitti armati e il SIPRI (Istituto internazionale di ricerche sulla pace) d Stoccolma, informa che le spese militari a livello mondiale nel 2024 sono state di 2718 miliardi di dollari, a fronte dei 1290 miliardi del 2001 … [ Continua a Leggere ]

