Una Suora che amava i bambini e si faceva amare
È incredibile quello che una Suora, piccola, silenziosa, che parla sempre sottovoce, innamorata dei bambini, possa fare nella sua vita, che apparentemente potrebbe sembrare quasi trascurabile e invece può produrre risultati smisurati. Suor Giovanna Fantauzzi, al secolo Silvana, delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida, è stata impegnata sempre nell’asilo della Scuola San Benedetto, con i bambini più piccoli. La sua semplicità, la calma, il tono di voce, la pazienza avevano una tale attrattiva sui piccoli che la amavano moltissimo; anche il capriccio e il pianto più disperato si placavano se Suor Giovanna si avvicinava e prendeva per mano il bambino per andare a vedere qualcosa di interessante, come ad esempio, la tartaruga nel giardino. Il dolore disperato spariva, il bambino, qualunque bambino, tornava sereno e tranquillo, perché si sentiva accolto e protetto da questa Suora speciale, che voleva bene a tutti i bambini. E loro, con la sensibilità e il “fiuto” tipico dell’età, lo capivano benissimo e si fidavano di lei. Credo che nessuno l’abbia mai sentita rimproverare “arrabbiata” un bimbo, mai.
Ebbene, così Suor Giovanna, sempre mite e disponibile, ha guadagnato, oltre l’affetto dei bambini, anche la riconoscenza di genitori, parenti e vicini, entrando nel cuore di piccoli e grandi. Ha educato e portato avanti generazioni e generazioni di bambini. Alla fine conosceva tutte le famiglie, le vicende, le traversie e le gioie, i lutti e le nascite, le parentele, tutto. Tanti anni fa, si iniziò a lanciare a Cassino la “Maratona di Primavera” ogni 25 aprile, proprio per iniziativa delle Suore della Carità e in particolare di Suor Claudia Grenga: bene, Suor Giovanna ha sempre partecipato portando i bambini e preparandoli in tutto e per tutto. Lei c’era sempre, con i piccoli per mano, li faceva cantare, giocare, camminare. Al momento della premiazione lei c’era, e se avevano vinto una coppa, lei c’era, fiera dei suoi piccoli maratoneti, ma davanti alla macchina fotografica metteva avanti i piccoli e lei si metteva in posizione sempre defilata, un po’ nascosta, perché importanti erano i bambini, non lei. Così pure per il Corteo Storico “Terra Sancti Benedicti”, altra tradizione di Cassino, lei c’era sempre, pronta a dare una mano, qualunque cosa servisse.
Quando, il giorno di Natale, è uscita la notizia della sua morte, l’intera città si è mobilitata per quella suora che era davvero diventata un personaggio storico, quasi fosse parente di tutti. D’altronde, Suor Giovanna amava molto Cassino, diceva che da viva non l’avrebbe mai lasciata, casomai solo da morta. La Chiesa Concattedrale di Cassino, presente il Sindaco Salera con molti amministratori, si è letteralmente riempita di persone che non potevano fare a meno di porgerle l’ultimo saluto, pieno di affetto e gratitudine, di ammirazione e di dispiacere. I suoi familiari e parenti, intervenuti, hanno potuto constatare tutto questo. Vari sacerdoti, della Diocesi e di Montecassino hanno concelebrato le sue esequie, presiedute dall’Abate Dom Luca Fallica. C’era commozione, tanta, c’era dolore, preghiera, ma anche voglia di ricordare, rincontrare persone, di confrontarsi, di rievocare fatti e aneddoti. Si può dire che è stata un’occasione per ripercorrere la propria vita e quella della intera città. Grazie ad una piccola suora. Nell’omelia è stato sottolineato che è stato proprio nel giorno di Natale che lei, che aveva tante volte tenuto tra le braccia il Bambinello per farlo vedere e baciare ai bambini, stavolta era stata lei abbracciata dal Bambino Gesù. E proprio questo, infatti, è stato il pensiero rincuorante: gli ultimi tempi della sua vita sono stati difficili, era malata e sofferente, sapeva che la chiamata sarebbe arrivata: la delicatezza paterna di Dio le ha fatto questo regalo, a chiamarla è stato il Bambino Gesù, quasi a voler riconoscere e premiare il suo grande, perenne amore per i piccoli. Grazie, Suor Giovanna!
Adriana Letta
















