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La famiglia ad-domestica il mondo

Settimana di Studi sulla spiritualità coniugale e familiare:
la famiglia come casa dell’umano nell’era digitale

 

Da giovedì 30 aprile a domenica 3 maggio presso il Centro Mons. Carraro di Verona si è svolta la XXVI Settimana di Studi sulla spiritualità coniugale e familiare organizzata dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia della Conferenza Episcopale Italiana a  cui ha partecipato anche una piccola delegazione della Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo.

Oltre 500 i partecipanti, provenienti da tante diocesi italiane. Al centro l’educare all’affettività nell’era digitale, con la complessità con cui devono fare i conti gli adulti (anche da quanto emerso dalle parole della Commissione famiglia del Triveneto) e le esigenze dei ragazzi, talvolta contraddittorie.

Tra gli interventi anche quello del card. Matteo Zuppi, presidente Cei che nel primo giorno ha sottolineato come nell’epoca del digitale, la vita affettiva dei ragazzi rischia di smarrirsi. Davanti a questo «non ci sono istruzioni per l’uso che tengano, i ragazzi ne hanno piena la testa in una sorta di medicalizzazione delle loro emozioni che rischia di togliere il gusto e la bellezza di quello che vivono». Quello che può coinvolgerli è, per il Cardinale, la bellezza dei legami e delle relazioni vere, la scoperta di essere unici «perché figli, parte di una casa e di una famiglia».

«Il titolo addomesticare il mondo evidenzia come dove si vive uno stile familiare qualsiasi posto nel mondo diventa casa. Tanti sono stati i momenti coinvolgenti ma ciò che ha commosso tutti i partecipanti è stata la lettera che un gruppo di giovani di Modena ha scritto alle famiglie, letta da due di loro».
Questa è stata il punto di arrivo di un dialogo e un confronto continuo tra le famiglie e questi giovani che hanno presentato nel corso dei giorni alcuni dati sulla situazione italiana e “provocato” i presenti,  a partire anche da un lavoro che la loro Diocesi porta avanti da anni con una particolare collaborazione tra pastorale familiare e giovanile, soprattutto su corpo, emozioni, sessualità, relazione, affetti. Agli adulti presenti hanno chiesto in particolare: “La distanza che percepiamo può essere colmata solo se avete il coraggio di essere trasparenti anche sui temi più delicati, come sessualità e corporeità”. Quindi, hanno aggiunto: “Vogliamo vedere la vostra umanità, non solo le vostre certezze. Vorremmo costruire con voi spazi di incontro reali, dove la fede non sia solo una dottrina, ma una apertura del cuore che tiene sempre il dialogo. […] Siamo pronti ad ascoltarvi, ma chiediamo anche a voi di essere pronti ad ascoltare noi, con la voglia di scoprire insieme cosa significa amare”.

Il convegno si è concluso con la Messa presieduta dal vescovo di Verona Domenico Pompili che, nell’omelia, ha affermato:

«Alla scuola del Vangelo comprendiamo come la famiglia sia alla fine la migliore approssimazione al mistero stesso di Dio e la “casa” rappresenta il tempo più che lo spazio in cui maturare questa reciproca forma di amore che fa crescere in umanità. Per questo nella grande “transumanza” della storia la famiglia resta indispensabile perché “ad-domestica” il mondo e, stando dietro al Maestro, “prepara” pure il mondo nuovo che verrà. Così la famiglia diventa essa stessa “la via, la verità e la vita” in questa incredibile avventura che è l’esistenza umana».

 Un’esperienza intensa e arricchente che ci ha invitati a guardare alla famiglia come luogo privilegiato di educazione degli affetti e autentica scuola di relazioni, capaci di affrontare le sfide del nostro tempo.  Portiamo con noi tanta gratitudine, desideri e nuove idee da condividere e far crescere nelle nostre comunità.