Diocesi Sora Cassino Aquino Pontecorvo
Cassino Tutte Le Notizie Vescovo

Incoronazione dell’Assunta 2025

Cassino rinnova il rito dell’Inchinata e dell’Incoronazione della Vergine Maria Assunta in cielo

 

Nel cuore del cammino giubilare della Speranza, il 14 agosto, vigilia della solennità dell’Assunzione al cielo della Vergine Maria, si è inserito naturalmente e opportunamente il “Cammino di Maria”, portatrice di gioia e di pace. A Cassino la città, particolarmente devota alla Vergine Assunta e fedele alla tradizione, ha partecipato ancora una volta in modo massiccio al rito tanto amato dell’Incoronazione della statua dell’Assunta, profondamente venerata e amata.

L’appuntamento, come sempre, era alle 11,30 all’inizio di Via del Foro, là dove le due processioni uscite dalla chiesa concattedrale, una portando la statua della Madonna e una quella del figlio Gesù, si incontrano provenendo da percorsi diversi. Folta la folla, nonostante il caldo torrido, presenti al completo le istituzioni cittadine, amministrative e di polizia, pronta la Banda Musicale Don Bosco Città di Cassino, pronto il palco ad accogliere la celebrazione offrendo a tutti la possibilità di vedere. La processione guidata dal Parroco con la statua dell’Assunta è giunta per prima e si è fermata in attesa; l’altra, che portava la statua di Gesù fanciullo, guidata dal Vescovo Gerardo Antonazzo, è giunta preceduta dalla Banda musicale, davanti al palco. A quel punto i portatori dell’Assunta hanno raggiunto il palco compiendo il tradizionale rito dell’“Inchinata”: per tre volte, sotto il peso della statua, hanno piegato le ginocchia per significare che la Madre si inchina davanti al figlio-Dio. Dal canto loro, i portatori della statua di Gesù, inizialmente posizionata davanti al palco, prontamente la spostano di lato, come avrebbe fatto Gesù, da bravo figlio, davanti a Maria cedendole il posto più importante. Incensate le statue, il Vescovo, insieme ai Sacerdoti della Zona pastorale o vicini ad essa, sono saliti sul palco per un momento di meditazione, liturgia della Parola e preghiera.

Particolarmente suggestive le riflessioni che ha offerto al folto pubblico, dato il momento difficile e spaventoso che il mondo intero sta vivendo tra guerre, sopraffazioni, violenze inaudite, distruzioni e morti, di cui un numero inaccettabile di bambini. Il cammino giubilare che stiamo percorrendo in questo 2025, nel segno della Speranza e della pace, ha detto, è aiutato dal cammino di Maria, che ci insegna a camminare sui suoi passi. Non solo dobbiamo pregare per la Pace, perché i responsabili delle nazioni giungano alla pace, ma dobbiamo cominciare da noi stessi, come Dio ha cominciato da Maria, umile fanciulla. Bisogna fare il primo passo, per fare pace e seminare pace anche nel nostro piccolo. Prendiamo per primi l’iniziativa di andare incontro all’altro per aprire ponti, dialogo, incontro, fraternità, per chiedere scusa e riconciliarsi. Il primo passo non è quello del piede, ma del cuore: se non si muove il cuore, cadiamo nell’ipocrisia, si resta paralizzati, vittime del proprio io. Il primo passo è la prova di aver incontrato Gesù e il suo Vangelo, le sue scelte di prossimità, come la lavanda dei piedi. Il primo passo dimostra la vera devozione a Maria, è un camminare sui suoi passi, camminare con Maria e come Maria. Il miracolo del primo passo lo vediamo quando l’altro è pronto a farne due: vuol dire che stiamo cambiando e migliorando insieme. “Il primo passo oggi lo chiediamo a Maria per tutti i governanti: passi verso la pace dei popoli e non verso i propri guadagni e interessi finanziari di gente senza scrupoli e disumana. Chi guadagna con le armi che uccidono è solo un mostro! I passi verso la Pace hanno bisogno dell’eliminazione di ogni arma offensiva: se la nostra Costituzione dichiara che l’Italia ripudia la guerra, tutti dobbiamo imparare a ripudiare le armi invece di costruirle per speculare sul sangue di migliaia di vittime innocenti. Dalla folla radunata è scrosciato un forte applauso.

Poi, terminate le preghiere di rito, presa la corona d’oro il Vescovo, con l’aiuto di Don Emanuele, l’ha posta sul capo di Maria: volo di due bianche colombe liberate al momento, sparo di mortaretti, applausi, suono di campane, emozione generale! Il cuore di Cassino batteva forte, e all’unisono.

In un’unica processione si è poi fatto ritorno in chiesa, dove le due statue sono state ricollocate al loro posto e incensate, con tutti i bravissimi portatori che facevano corona intorno. La Benedizione finale impartita dal Vescovo ha preceduto gli scambi di saluti e auguri fra tutti. A seguire, alle 12,30, si è celebrata la Messa per i cassinati che vivono all’estero. Appuntamento a domani per la solenne festa dell’Assunzione di Maria.

Adriana Letta