IL SUO AMORE È PER SEMPRE *
Omelia nella Messa vigliare della festa
Basilica-Santuario Regionale di Canneto, 21 agosto 2026
Cari fedeli, devoti e pellegrini,
la presenza delle istituzioni civili e militari mostra come l’evento della festa della Vergine Bruna di Canneto riunisce il popolo di Dio che vive nel territorio diocesano in tutte le sue espressioni istituzionali. Saluto in particolare le Compagnie di pellegrini. Per tutti vale la preghiera del Salmo responsoriale: “Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre”, perché raccoglie in un’unica voce il senso della nostra partecipazione a questa Eucaristia. Siamo qui per rendere grazie al Signore, deponendo su questo altare tutte le nostre fatiche, speranze, gioie e dolori; affidiamo al Signore il cammino compiuto, le vicende che abbiamo vissuto durante il cammino, ma soprattutto riconosciamo l’infinito e gratuito amore che il Signore rivela attraverso il cuore immacolato della madre, Maria.
Il profeta Ezechiele, che in questi giorni ci sta accompagnando come una guida spirituale forte, saggia e coraggiosa, ci introduce nel dramma religioso e sociale del suo tempo (Ez 37,1-14): siamo nel periodo babilonese del potere di Nabucodonosor, il suo imponente esercito invade la terra d’Israele, distrugge Gerusalemme, si impadronisce di ogni ricchezza del Tempio, deporta in esilio a Babilonia le classi sociali più importanti del popolo. Restano escluse dalla deportazione soltanto alcune fasce della popolazione appartenenti alle classi sociali meno abbienti, poveri sopravvissuti senza velleità né speranze. In questo scenario, anche il profeta Ezechiele si trova esiliato insieme al suo popolo, un popolo che ha ormai perso fiducia nel Dio delle promesse fatte ai padri. Un popolo offeso, abbandonato e umiliato. Il profeta riceve da Dio la visione di una grande valle, pienissima di ossa aride, appartenute a persone morte da tempo, una quantità di ossa impossibile da calcolare. Quelle ossa rappresentano, secondo il profeta, la condizione di un popolo umiliato, inaridito, quasi estinto; un popolo che si lamenta davanti a Dio e che ha ormai perduto ogni speranza. La scena è drammatica, scenario di morte e desolazione, mentre Dio chiede al profeta se quelle ossa potranno mai rivivere. Ezechiele non sa rispondere: non sarebbe possibile ridare vita a quelle ossa ormai inaridite e disperse. In questa visione della valle possiamo riconoscere anche noi stessi e i tanti momenti della nostra vita in cui ci sentiamo perduti, sfiduciati, inariditi. Ezechiele annuncia una promessa di rinascita, di “risurrezione”. Dio assicura che su quelle ossa manderà il suo Spirito, soffio vitale: “Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere? Io risposi: Signore Dio, tu lo sai. 4Egli mi replicò: “Profetizza su queste ossa e annuncia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete”. Mentre Dio pronuncia queste parole, nella valle si ode un rumore: le ossa iniziano a muoversi, a ricomporsi e a rivestirsi di carne. Il Signore comanda: “Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano!”. Ezechiele profetizza come gli è stato comandato, e lo Spirito entra in essi: “Lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.” E’ l’amore che può far rinascere la nostra vita. Sappiamo che il suo amore rimane per sempre. È solo il suo amore che ci mantiene in vita.
Gesù consegna il comandamento “nuovo” dell’amore: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” e “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. I due comandamenti sono inseparabili, perché l’amore che riceviamo da Dio ci rende capaci di rispondere al suo amore e di amare anche il prossimo. Ma sappiamo anche che il peccato ha ferito la nostra volontà e crea in noi quella contraddizione di cui parla san Paolo: desideriamo il bene, ma ci ritroviamo spesso a compiere ciò che non vorremmo (Rm 7,14-25). Lo Spirito annunciato dal profeta entra nel cuore dell’uomo, lo rianima e lo rende nuovamente capace di amare secondo Dio. Lasciandoci abitare dallo Spirito e impregnare dall’amore di Cristo, la nostra volontà viene risanata e impariamo ad amare sempre di più, fino ad arrivare, con la grazia di Dio, ad amare anche i nostri nemici. Non per la nostra bravura, ma perché è l’amore di Dio che ci salva, ci redime e ci rende capaci di amare con tutto il cuore È questo il compimento della Legge: “Fa’ questo e vivrai” (Lc 10,28). Come fare esperienza di questa Parola di Dio qui, a Canneto? Approdiamo a questo Santuario portando in questa valle di Canneto con la morte nel cuore: le proprie difficoltà, le proprie ferite e le proprie fatiche. Siamo come morti anche noi. Gente senza speranza, che tuttavia custodisce la forza di riprendere il cammino e approdare ai piedi di Maria.
Cari amici,
Maria è la dimostrazione di ciò che può compiere in una creatura l’amore di Dio. Anche noi possiamo ricevere lo stesso amore che ricrea, rigenera la nostra vita, ci fa rinascere e ci rimette in piedi davvero risorti! L’amore di Dio restituisce la nostra dignità, umana e cristiana. Dove manca l’amore avanza il non-senso. E’ come perdere la vita. I nostri egoismi, i nostri possedimenti, le nostre bramosie e le nostre gelosie finiscono per inaridire il nostro cuore e impedirci di stare in piedi con dignità. L’amore di Dio è “grazia” che rende bella la vita. Chiediamo questo dono al Signore attraverso la Vergine Bruna, la donna del bell’amore, dell’amore genuino, puro e trasparente. Anche noi, nonostante le ferite del peccato, possiamo rinascere continuamente in questo cammino verso un amore sempre più grande. Entriamo, allora, nel circuito virtuoso dell’amore: un amore che ci porta all’altare, riparte dall’altare e ci introduce nella vita quotidiana. Così questa valle di Canneto ci accoglie sfiniti e sfiancati, come ossa aride, può tornare a essere una valle di vita, di amore, di speranza e di fraternità. Affidiamo questo desiderio alla Vergine bruna: ci aiuti a vivere un amore autentico, capace di trasformare la nostra vita e quella di coloro che incontriamo. E il Signore ci accompagni, perché davvero il suo amore è per sempre… e per tutti.
+ Gerardo Antonazzo
* Trascrizione libera da file audio
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