Presentato nella chiesa di S. Antonio a Cassino
il libro che parla di rinascita
Il fiore indica sempre vita nuova e speranza, ancor di più lo è “Il Fiore di Angelina”, il libro di Maddalena Bentivoglio, presentato ieri sera nella chiesa di Sant’Antonio a Cassino. Non a caso è stata scelta questa location, perché in un certo senso è proprio in questo luogo che è nato il percorso di rinascita dell’autrice, un percorso che ha conosciuto il dolore più estremo. Un’esperienza di sofferenza non soltanto fisica, fatta di violenza e abusi, ma soprattutto spirituale, di dipendenza e sottomissione. La comunità di Sant’Antonio ha accolto ‘Maddalena’ con calore e spiritualità in una domenica qualunque, come il pronto soccorso di un ospedale, nella messa delle ore dodici, di cui ricorda con trasporto i canti del coro e il supporto di don Benedetto, a cui si è anche affidata in un cruciale pellegrinaggio a Medjugorje.
Lo pseudonimo, Maddalena Bentivoglio, come ha già indicato il parroco nell’introduzione, ha un valore altamente simbolico. La Maddalena, infatti, nel Vangelo, ha un ruolo estremamente significativo ed emblematico. Partita da una situazione di compromesso morale, grazie all’intervento di Gesù, comprende i suoi errori e inizia un itinerario di redenzione, lo stesso dell’autrice. Quest’ultima, pur non essendo colpevole, se non forse delle sue stesse scelte, ha raggiunto l’abisso dell’inferno per poi essere tirata su, piano piano, da quella che noi chiamiamo ‘forza della vita’. Tuttavia la spinta verso l’alto le è venuta proprio dalla fede, dall’incontro con quel Dio che, in un modo misterioso, è entrato nella sua vita e che, in forma dialogica, l’ha sorretta in un cammino che l’ha portata a diventare, come si definisce, una “evangelizzatrice di strada”. La sua acquisita coscienza “Cristica” le ha offerto una nuova visione, che le ha permesso di comprendere che non sarebbe mai stata veramente libera e felice se non avesse perdonato l’autore delle violenze subite. Gesù le ha insegnato a guardare con amore le debolezze e le fragilità altrui e a provare la Sua stessa compassione. Come ha ben sottolineato don Benedetto, le ferite sono state attraversate, vissute per poter rinascere, perché esse fanno parte perennemente della sua vita, come Gesù Risorto ha conservato i segni della Sua Passione. Sul tema del “per-dono” si è soffermata anche la psicologa e psicoterapeuta amica dell’autrice, Mariangela Fiorelli, volontaria dell’Associazione Mnemosine. In maniera anche tecnica ha evidenziato come il per-dono è dunque un dono per gli altri e quando si è capaci di praticarlo diventa un bene per tutta la collettività. Perché l’autrice ha avuto bisogno di scrivere questo libro? Innanzitutto per sé stessa, perché qualcosa le ribolliva dentro e se non l’avesse fatto non se ne sarebbe mai liberata. In secondo luogo la sua redazione ha avuto un valore catartico ed infine perché la storia di Angelina possa aiutare chiunque si trovi in un momento di buio assoluto e ha bisogno di una spinta per rinascere. Come è nata l’idea del fiore? Nel momento del suo pianto disperato risuonava una canzone, che è stata un po’ la colonna sonora del suo libro, che recita così: “E ogni vita lo sa che rinascerà / In un fiore che ancora vivrà”…rappresentato da una pianta di gelsomino che ha fatto da sfondo in tutta la presentazione.
Anche la professoressa Tomassoni, docente Unicas, ha voluto inviare un messaggio-recensione, letto dalla stessa figlia di Maddalena/Laura, che ha messo in risalto la validità terapeutica e spirituale del percorso descritto nel libro.
Parte del ricavato dalla sua vendita andrà a sostenere l’Associazione “Risorse Donna Aps”, nata per aiutare le donne ed i figli vittime di violenza di genere, la cui presidente, Serena Di Carlo, ha enumerato i loro molteplici obiettivi e i risultati raggiunti, grazie anche alle strutture da loro create. L’incontro è terminato con la proiezione di un video esemplificativo, che ha riassunto in modo suggestivo ed efficace l’intero percorso narrativo, in cui, come ha concluso don Benedetto, la tempesta non arriva mai senza motivo e il suo superamento, per quanto complesso, porta sicuramente benefici individuali e collettivi.
Biancamaria Di Meo







