La città onora la sua Protettrice e si prepara alla visita del Card. Pizzaballa
Ebbene sì, il rito del 9 luglio a Cassino si è ripetuto anche quest’anno. Nessuno dubitava, ma certo vedere e toccare con mano con quanta fedeltà un’intera comunità trova naturale e anzi irrinunciabile alzarsi per essere in chiesa alle 5 del mattino, fa certamente bene al cuore. Arrivare nella chiesa Concattedrale per tempo e vedere che è già tutta piena, perché moltissimi dei devoti della Vergine Assunta hanno trascorso in chiesa l’intera notte vegliando in preghiera, conferma al cuore che sì, è una cosa importante e allora si è contenti di esserci e di ritrovarvi persone di ogni tipo, conosciute o meno. Ed è altrettanto bello che, muovendosi in una città creduta deserta alle 4,30 del mattino, sono numerose le persone che si incontrano, in macchina o a piedi, tutte verso un’unica direzione, con passo svelto e deciso. Sono le tradizioni che fanno crescere e stampano nel cuore la bellezza di sentirsi comunità e di compiere tutti insieme un “dovere” sacro. Vieni a sapere che non solo i portatori sono sempre quelli (ahimé, quest’anno è venuto a mancare il caro Cesare, che era sempre tra i primi, che dispiacere!), che alcuni sono diventati anziani e fanno fatica, ma ugualmente e orgogliosamente continuano. Per alcuni è una tradizione familiare, il nonno faceva il portatore della statua dell’Assunta e ha tramandato passione e devozione al figlio, al nipote… C’è un giovane cassinate, che abita al nord, che ogni anno viene apposta per fare questo servizio alla Madonna Assunta che protegge Cassino e i Cassinati. Tali particolari commuovono e fanno capire che queste appartengono alle cose belle della vita.
Nella chiesa Concattedrale è venuto a presiedere la celebrazione il Vescovo diocesano Gerardo Antonazzo ed erano con lui a concelebrare i parroci di Cassino ed anche qualcun altro. Chiesa gremita, la statua dell’Assunta era stata tolta dalla sua abituale cappellina ed esposta davanti alla cappella del SS.mo, senza addobbi, fiori e luci, perché quella del 9 luglio è una celebrazione seguita dalla processione non di festa ma di carattere penitenziale. Nei secoli scorsi più volte la Madonna, supplicata dai cassinati assaliti da vari eventi e malattie, era intervenuta in loro favore e li aveva aiutati e guariti, come dopo la guerra che devastò Cassino e Montecassino il secolo scorso. La popolazione di Cassino non dimentica, sa mantenere il ricordo e la riconoscenza, lo ha dimostrato tante volte.
Nell’omelia il Vescovo Gerardo ha fatto notare quanto fossero pertinenti le letture del giorno: le parole del Profeta Osea parlano a nome di Dio, che dichiara un amore immenso: “Il mio cuore si commuove dentro di me”; nonostante il suo amore, i suoi figli si allontanavano da lui e si volgevano a idoli falsi, perché non comprendevano il suo amore, la cura che aveva per loro, con “vincoli d’amore”, “come chi solleva un bimbo alla sua guancia” o per dargli da mangiare: quello di Dio è un amore materno e paterno, assoluto. Il Vangelo del giorno, poi, che racconta le istruzioni che Gesù dà ai suoi discepoli, si riassume nella frase “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Proprio come Maria, la Vergine Assunta in cielo a cui oggi in particolare dedichiamo la nostra preghiera, il nostro pensiero, le nostre invocazioni.
Al termine della celebrazione, si è snodata la Processione: i bravissimi portatori hanno issato sulle spalle la storica, amatissima statua dell’Assunta, tra canti e preghiere a Lei indirizzati. A parte le soste “tecniche”, ci sono state due pause commoventi: presso la Casa di Riposo “S. Maria Assunta” per anziani vicino alla Chiesa Concattedrale, con un momento speciale di preghiera, ed un altro presso l’Istituto San Raffaele: anche qui il Vescovo ha speso parole di conforto e vicinanza ai malati e di ringraziamento ed incoraggiamento al personale medico e sanitario che si prende cura degli ospiti.
Infine si è giunti alla chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: è lì che ci si è resi conto di quanta gente avesse seguito la processione, una vera fiumana umana a perdita d’occhio. Prima di entrare in chiesa, lungo le scale c’è stato un momento di preghiera, il ringraziamento a tutti gli intervenuti, a cominciare dalle autorità cittadine presenti come sempre a cominciare dal Sindaco Enzo Salera, poi la statua ha fatto il suo ingresso in chiesa, accolta da una folla di parrocchiani e dove, poco dopo, è iniziata la Messa. Poi la statua continuerà il suo pellegrinaggio presso le altre parrocchie della città, ma domani sera ci sarà la visita di Sua Beatitudine il Card. Pierbattista Pizzaballa, già Custode della Terra Santa, che in mattinata riceverà a Montecassino il Premio “Pacis Nuntius”. Dalla chiesa di S. Pietro, processionalmente giungerà presso la chiesa di S. Antonio per celebrare la Messa e guidare la Preghiera per la Pace. Un vero onore per il nostro territorio.
Adriana Letta




























































