Due comunità parrocchiali unite per festeggiare l’importante compleanno
Per due comunità parrocchiali mettersi insieme per organizzare come in una sola famiglia il compleanno del proprio amato Parroco, non è tanto scontato, ma se riesce appieno, vuol dire che davvero sono diventate un’unica comunità, con gli stessi ideali e propositi, con lo stesso stile che non è più dell’una o dell’altra, ma è il risultato di un lavorio continuo e incessante, che alla fine fa decadere le antiche gelosie o invidie, le chiacchiere, il desiderio di primeggiare. E diventa una cosa bellissima, perché alla fine tutti si sentono arricchiti di esperienze, migliorati, più aperti e pronti alla collaborazione. È stato proprio così per la Parrocchia di S. Pietro Apostolo in Cassino e quella di S. Giovanni Battista in S. Angelo in Theodice, guidate ambedue dal Parroco Don Nello Crescenzi. E forse proprio per questo tutto è riuscito nel migliore dei modi, grazie alla collaborazione e alla fraternità che si sono stabilite. Nel pomeriggio del sabato 13 giugno, nella Parrocchia di Cassino sono convenuti tutti i fedeli. La Santa Messa, il punto più alto e importante della giornata, è stata celebrata nella chiesa di S. Pietro, che si è riempita fino all’ultimo centimetro di persone di tutte le età, perché tutti vogliono bene a Don Nello. Per questo il clima che si respirava era proprio quello di famiglia, una numerosa famiglia concorde. Tutti erano emozionati, dopo i giorni fervidi di preparativi per organizzare tutto al meglio. Emozionati il padre Antonio (ed era il giorno del suo onomastico) e la sorella Filomena, ma anche i parenti, i confratelli, i colleghi di scuola, i suoi compagni di liceo ed i suoi attuali alunni, gli amici e tutti, davvero, perché Don Nello è talmente dedito alla comunità, aperto a tutti e sempre pronto a dire la parola giusta, con amore ed empatia, che suscita intorno a sé fede ed entusiasmo.
Nella celebrazione, ad animare la liturgia c’erano i gruppi musicali riuniti per suonare e cantare; nei banchi, pieni all’inverosimile, sedevano insieme fedeli dell’una e dell’altra comunità senza problemi; i lettori erano dell’una e dell’altra parrocchia, come pure i fedeli che hanno portato doni all’offertorio. La rappresentante del Comune, la consigliera Jole Falese, che è di un’altra parrocchia, non solo era presente, ma non in prima fila, si è impegnata anche lei a lavorare nell’organizzazione. A concelebrare erano Don Cristian e Don Roberto, e all’altare i due diaconi Luigi Evangelista e Luca Consales. Al confessionale Don Carlo Di Sotto, sempre disponibile e generoso.
Nell’omelia Don Nello ha commentato le letture del giorno dichiarando che sentiva un grande senso di gratitudine, innanzitutto per aver ricevuto il dono della vita, incommensurabile. Poi ha osservato che per questo Dio si è lasciato aiutare dall’amore di una Mamma e di un Papà per dare la vita e che noi cristiani nasciamo due volte: al momento che veniamo alla luce e al momento del Battesimo, che ci fa figli di Dio e parte del corpo di Cristo. E questo ci fa nascere alla vita eterna. Perciò la gratitudine è grande. Il dono ricevuto è smisurato. La fede che ci è stata data è un tesoro enorme, ma custodito in vasi di creta, perché siamo esseri fragili, deboli peccatori. Ma, riprendendo la frase di San Paolo nella lettera ai Romani: “Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”. Perciò, ha affermato, dobbiamo avere fiducia in Lui, che viene continuamente. Stasera sono grato a voi tutti, ha detto, e ancor più al Signore. Non è che “ci sentiamo” fratelli, lo siamo veramente! Perciò nei momenti di debolezza appoggiamoci alla fede di qualcun altro perché nella debolezza questo ci aiuta. Nella vita, ha concluso, le cose più importanti non possiamo capirle, occorre abbracciarle. E ricordiamo sempre la frase che oggi troviamo nel Vangelo di Matteo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.
Al termine della celebrazione, prima della Benedizione conclusiva, è stato il diacono Luca Consales che, a nome dei confratelli e di tutti, ha ringraziato Don Nello per tutto quello che fa per il bene delle persone che incontra sul suo cammino. Il forte abbraccio che è seguito ha fatto ben intendere l’intensità dei sentimenti. Dopo una Messa tanto sentita e partecipata, ci voleva proprio un momento di relax e di “famiglia”. Tutti si sono recati fuori, all’aperto, dove i numerosi volontari avevano già sistemato lunghi tavoli e panche, piatti e posate, cibi vari, salati e dolci. Alcuni di loro ai tavoli servivano a chi voleva, altri portavano le pietanze, le bevande e tutto l’occorrente. Trionfalmente sono giunti grandi piatti di pasta che hanno dato il via alla cena, tutta preparata magistralmente dai parrocchiani. Tutto buono, condito dal piacere dello stare insieme concordemente. Don Nello si è soffermato con molte persone e molti gruppi ed era una gioia vederli. È stata letta una lettera in versi dedicata al festeggiato. Non poteva poi mancare il gran finale della torta: fatta in realtà di tre torte, tutte in stile Harry Potter, come gli altri oggetti che ornavano il tavolo della torta. Non poteva mancare neppure lo spumante, che ha siglato la fine di una serata indimenticabile, grazie a Don Nello Crescenzi, parroco ed educatore molto attivo e stimato da tutti coloro che lo conoscono.
Adriana Letta





















































