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Giornata di Raccolta del Farmaco

Cassino, con i volontari Caritas anche tre detenuti

Anche quest’anno, dal 10 al 16 febbraio si è svolta in Italia la Giornata di Raccolta del Farmaco, grazie alla Fondazione Banco Farmaceutico ETS, organizzazione non-profit nata nel 2000 in Italia con l’obiettivo di rispondere al bisogno farmaceutico delle persone indigenti. La Fondazione svolge un’opera importante contro la povertà sanitaria attraverso una rete di oltre 2.000 realtà assistenziali convenzionate, alle quali distribuisce farmaci gratuitamente.

La Giornata in realtà si estende ad una intera settimana, in febbraio, in cui i cittadini possono acquistare farmaci di automedicazione (senza ricetta) nelle farmacie aderenti e donarli alle persone indigenti. È una risposta al bisogno farmaceutico delle persone fragili e bisognose, che promuove la collaborazione con le realtà assistenziali ed un cammino di educazione alla condivisione e alla gratuità. Così, tante sono le persone che portano il loro contributo per recuperare e distribuire gratuitamente farmaci necessari a chi non ha la possibilità di procurarseli altrimenti. Un gesto che si fa atto d’amore.

Anche la città di Cassino partecipa da sempre alla Giornata di Raccolta. Quest’anno, la Caritas diocesana sezione Cassino, nel suo cammino come “ospedale da campo” sempre presente nelle periferie, lì dove si ha più bisogno ed è più difficile inserirsi, ha partecipato, domenica 15 febbraio, con i suoi volontari e, grazie alla collaborazione della Direzione della Casa Circondariale, con loro hanno partecipato alla raccolta presso la Farmacia di Viale Europa “Dottor Max” anche tre detenuti, dalle ore 9,00 alle ore 16,00. Hanno mangiato insieme e insieme hanno accolto i donatori e sistemato i farmaci raccolti. Si sono sentiti “orgogliosissimi” di aver potuto fare qualcosa per gli altri. Questo è un dono nel dono, perché la rete virtuosa tra cittadini, farmacisti, aziende e realtà assistenziali si è arricchita anche di tre persone, che hanno sì commesso errori nella vita, ma ora stanno davvero entrando nella “giustizia riparativa”, sia a beneficio individuale per il detenuto sia anche della società che era stata danneggiata da queste persone. È un cammino che arricchisce tutti, amplia lo sguardo e allarga il cuore, grazie alla condivisione di un bisogno e di un soccorso.

Adriana Letta