Diocesi Sora Cassino Aquino Pontecorvo
Cassino Tutte Le Notizie

Giornata della vita consacrata 2026

Nel monastero benedettino di S. Scolastica le religiose rinnovano i loro voti

Lunedì 2 febbraio, nella chiesa del Monastero delle Benedettine a Cassino, il Vescovo Gerardo Antonazzo, secondo tradizione, ha presieduto la S. Messa con le Religiose della Diocesi in occasione della “Giornata della vita consacrata”. Una data importante, che a tutti coloro, donne e uomini, che hanno consacrato la propria vita al Signore, ricorda e fa rivivere l’impegno che hanno preso in quel giorno indimenticabile e decisivo, di fedeltà assoluta. La piccola chiesa si è riempita di religiose giunte da varie parti (a parte le monache benedettine), appartenenti a varie congregazioni e quindi con vestiti e veli diversi per colore e che perciò rendevano bene la varietà e ricchezza dei vari carismi. C’era emozione, certamente, e il primo rito, la distribuzione e accensione delle candele ha contribuito a sottolinearla ed anche aumentarla. Il Vescovo, aiutato da Don Fortunato Tamburrini, ha acceso il Cero pasquale, già preparato ai piedi dell’altare e ad esso ogni suora è andata ad accendere il suo piccolo cero, come pure i pochi laici presenti. È un rito antico e significativo la Candelora, perché è simbolo della luce di Cristo che arriva a tutti e da tutti vuole essere mantenuta con impegno e fedeltà.

Toccante il momento in cui tutte le religiose hanno insieme pronunciato i voti, rinnovando le promesse fatte nel giorno della loro vestizione, emozionate come fosse la prima volta.

Questo è il giorno che, quaranta giorni dopo il Natale, ricorda la presentazione di Gesù al tempio compiuta da Maria e Giuseppe, obbedienti alle leggi che prescrivevano questo per ogni figlio maschio primogenito. Nel tempio, il piccolo Gesù viene accolto dal vecchio Simeone e dalla profetessa Anna che, illuminati dallo Spirito, lo riconoscono e con grande gioia gli rendono testimonianza e lodano Dio, stupendo i genitori di Gesù. È la pagina del Vangelo di Luca che lo racconta con ricchezza di particolari e durante la Messa è stato letto, essendo il Vangelo del giorno.

Nell’omelia, il Vescovo si è soffermato a commentare le parole della “promessa”, che parla del cammino di consacrazione: siamo invitati anche noi, ha detto, purificati dallo Spirito, ad una perenne consacrazione di noi stessi nella nostra parte più intima e importante. Il nostro è uno stato permanente di purificazione. Citando il capitolo 13 dell’Esodo e ricordando le parole di Dio a Mosè, ha raccomandato di fare memoria della propria consacrazione come del superamento della schiavitù e guardare avanti. Purificati nello spirito, ha detto, significa essere liberi e questo deve essere l’orientamento del cuore, non dipendenza dalle nostre passioni. Dopo questa prima “provocazione”, ha aggiunto di chiedersi se c’è qualcosa che risulta ancora non consacrato. La nostra appartenenza al Signore deve essere completa e noi dobbiamo sentirci liberi da tutto e tutti. Sono tre i voti che abbiamo fatto e sono tre cammini che racchiudono tutto quello che noi siamo con tutte le dinamiche. Abbiamo ancora tempo per camminare in questo processo di consacrazione permanente. Presentarsi vuol dire anche esporsi, il sole brucia ma guarisce. Il cammino è sempre in atto e l’artefice è lo Spirito santo, che aiuta a discernere e lo fa attraverso la nostra comunità e la Chiesa. Entriamo dunque in questo cammino permanente, che mette in ordine il disordine spirituale.

La celebrazione è proseguita in una corale e attenta partecipazione, animata dai canti e dalla musica di alcune giovani suore munite di chitarra e tastiera. Al termine, dopo la Benedizione finale, le monache benedettine hanno fatto gli onori di casa invitando gli ospiti ad un piccolo buffet per festeggiare un giorno importante di memoria e di nuovo impegno.

Adriana Letta