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Figlie di quel Voto

Convegno a Cassino per gli 80 anni dal voto delle donne in Italia

Sull’onda delle celebrazioni in tutta Italia sugli 80 anni della Repubblica Italiana e sul voto alle donne, che allora per la prima volta poterono esprimere attivamente la loro opinione, il Comune di Cassino ha proposto un convegno particolarmente interessante, che si è svolto giovedì 4 giugno presso la Sala Restagno del Comune. Già il titolo faceva presumere il taglio del dibattito: “Figlie di quel voto”, cioè tendeva a misurare quanto di quella “conquista” è ancora sentito dalle donne di oggi. Il manifesto del convegno riportava una foto in cui le donne del 1946, sorridenti, fiere e con l’abito “buono”, erano in fila per votare; sopra era riportato, dalla Gazzetta Ufficiale, il Decreto legislativo del 10 marzo 1946, n.23 “Ammissione delle donne ai diritti elettorali”, con l’Art. 1: “Le donne sono ammesse a votare ed a essere elette negli stessi casi e con gli stessi requisiti degli uomini”. L’emozione e l’importanza di quello storico giorno, in cui gli Italiani (per la prima volta donne e uomini) scelsero la Repubblica, sono state ampiamente ricordate dai giornali e soprattutto dalla serata voluta dal Presidente Mattarella in piazza del Quirinale, trasmessa dalla Rai. Ma in questo convegno non si è voluto solo celebrare e ricordare, si è fatto di più, si è voluto ripercorrere il cammino di questi 80 anni, grazie anche ai relatori di prim’ordine. A moderare il dibattito è stata la giornalista Maria Cristina Tubaro che, introducendo i lavori, ha fornito alcuni dati e statistiche sulla presenza oggi delle donne nelle strutture pubbliche, poi ha dato spazio ai saluti istituzionali da parte del Sindaco Enzo Salera, che ha ricordato i “treni dei bambini di Cassino” e dell’Assessora alla Cultura, prof.ssa Gabriella Vacca, che ha ricordato sua nonna che raccontava come indossava il vestito migliore per andare a votare.

A tracciare con precisione ed ampio sguardo un quadro storico del periodo, è stato il prof. Giuseppe Iglieri, Ricercatore UNIMOL di Storia Contemporanea. Osservato che ottanta anni per la storia di un paese non è un periodo tanto lungo, ha poi dimostrato che il passaggio fondamentale per arrivare al voto del 2 giugno, è stato il 25 aprile della Resistenza. I CLN sono stati un’esperienza plurale, in cui sono convenuti tutti, comprese le donne della Resistenza. Si evitò il rischio di nuove divisioni, si decise di mettere dentro l’Assemblea Costituente tutti. Così le regole del gioco sono state cambiate da tutti insieme, comprese le donne, ma non per concessione, bensì per conquista. In effetti, già la prima guerra mondiale aiutò in questo senso, perché le donne avevano lavorato al posto degli uomini andati in guerra, dimostrando il loro valore. Le elette nell’Assemblea Costituzionale, poi, hanno portato un punto di vista nuovo, dato una nuova prospettiva. Ad es. l’eletta Teresa Mattei, intellettuale, con un discorso lungimirante, propose e ottenne di aggiungere la parola “di fatto” nell’art. 3 comma 2.

La prof.ssa Fiorenza Taricone, docente UNICAS di Pensiero Politico e Questione Femminile, ha esordito dicendo: figlie di quel voto, con gratitudine. Quello che oggi abbiamo, lo dobbiamo a loro. Ha osservato che, al tempo, nel dare notizia dei lavori della Costituente, se riguardava donne, ci si limitava a questioni di costume, a dire come erano vestite, se le loro mani erano curate… Così le donne furono a lungo ignorate, la storia venne raccontata molto più tardi. Con la sua grande competenza, la Taricone ha tracciato la storia della relazione donne – politica, ricordando le difficoltà incontrate nel tempo e i nodi che si sono formati per vari motivi. Ci sono donne che si ritirano dalla politica e questo è un nodo, spesso i partiti non le hanno sostenute. Ma anche se poche, le donne in politica hanno fatto molto. Il Femminismo ha mosso le acque. Noi ringraziamo, ma mettendo in evidenza i nodi. Bisogna perciò parlarne, oltre la celebrazione, la politica deve prendere un altro modo di agire, ricordare i volti di quelle donne che sono, ha detto, “la mia guida”.

La moderatrice ha espresso la necessità di riavvicinarci tutti alla politica ed ha poi dato la parola a Marta Bonafoni, Consigliera regionale, che ha avuto parole di speranza, indicando che nel mondo, anche in altri paesi, come l’Iran, ci sono persone giovani che stanno raccogliendo il testimone da “figlie” e cercano di portare le loro idee in modo molto più veloce. Qualcosa può accadere e sta accadendo, ha detto. Siamo figlie ma anche madri. Niente è venuto facilmente in questi 80 anni, ci sono stati passi avanti e indietro. Ha citato la scrittrice Valeria Parrella, che nel suo libretto, “La ragazzina”,  dice che in ogni parte del mondo c’è una ragazzina che è decisa a fare una cosa e la fa.

È stata poi la volta della prof.ssa Maria Concetta Tamburrini, Assessora a Pubblica Istruzione, Turismo, Sport e Pari Opportunità, che ha ricordato la scelta fatta da lei ragazza, col sostegno dei genitori e l’opposizione del nonno, di proseguire gli studi. Desiderava incidere nella società e cominciò con il volontariato, poi la scuola, poi la politica, convinta che ognuno di noi deve contribuire al bene di tutti, essere “un tassellino” là dove si trova e aiutare anche perché ciò che dice la legge non sempre corrisponde alla realtà, mirando ad uno sviluppo di una società più consapevole. Così sta facendo con il Consiglio comunale dei ragazzi, in cui gli studenti si impegnano per il bene della loro città. Alle parole devono seguire i fatti, bisogna andare avanti. Questi anniversari servono e debbono servire non a mettere coccarde, ma a riflettere e ad andare avanti.

Infine la consigliera comunale Ornella Rodi, organizzatrice del convegno, ha spiegato come ha pensato a questa iniziativa e come ha lavorato alla preparazione. Ha sentito il bisogno di ringraziare sentitamente il pubblico per il silenzio e l’attenzione con cui ha seguito il dibattito, perché davvero, c’era una partecipazione straordinaria. Il Convegno è stato molto utile, perché non celebrativo di facciata, ma ha ricordato e riflettuto non su un giorno, ma su un lungo percorso della nostra storia, costellato di luci e di ombre, che deve spingere tutti a darsi da fare, per il bene comune.

Adriana Letta