Cassino, la Parrocchia di S. Pietro Apostolo onora il Santo dei giovani
Una volta entrato nel cuore, Don Bosco vi resta per sempre, basta risvegliarlo un po’ e tutto torna come prima. Questa la sensazione che hanno provato in molti, se non tutti, i partecipanti alla Messa per la festa di San Giovanni Bosco la sera del 31 gennaio nella chiesa di S. Pietro Apostolo a Cassino. Sono ormai circa venti anni da quando i Salesiani lasciarono la Parrocchia, eppure la sensibilità salesiana è rimasta, con i ricordi di quegli anni, ora che i ragazzi di allora sono diventati uomini e donne. E poi c’è da dire che la presenza della Banda Musicale Don Bosco Città di Cassino, che ha attirato e continua ad attirare moltissimi ragazzi e anche bambini ed è ormai famosa per l’alto livello artistico raggiunto, contribuisce fortemente a mantenere quel filo rosso che unisce e ricorda. Due giorni prima della festa, i ragazzi del vicino Istituto Comprensivo “San Giovanni Bosco”, hanno chiesto di poter venire in parrocchia per festeggiare il Santo dei giovani, su cui avevano fatto ricerche, disegni, cartelloni e lavori vari, molti dei quali sono stati esposti in chiesa e non è mancato un piccolo e simpatico spettacolo teatrale, “Farmacia spiritosa”.
Il giorno della festa ha visto non solo la presenza della Banda Don Bosco che, con il suo Maestro Marcello Bruni, ha suonato prima all’interno, davanti alla statua del Santo esposta in onore, poi sulla scalinata della chiesa richiamando l’attenzione dei passanti e del quartiere, e poi una chiesa stracolma di persone: ma la cosa più bella è che la maggioranza era di giovani e giovanissimi: non solo bambini e ragazzi della catechesi parrocchiale, ma anche numerosissimi adolescenti che si preparano per fare da aiuto-educatori nelle attività dei campi estivi.
Durante la processione di ingresso dei celebranti in chiesa, il Parroco Don Nello Crescenzi ha portato una preziosa Reliquia di Don Bosco, prestata dalla Parrocchia di Caira dove Don Cristian, che ha presieduto la celebrazione, si occupa della Pastorale parrocchiale. La reliquia, esposta sull’altare, ha dato l’impressione davvero di una presenza reale del Santo dei giovani, contento della loro allegria e della loro musica. Infatti Don Bosco nella sua vita si dedicò totalmente ai giovani, soprattutto quelli più abbandonati e lavorò per loro per nutrirli, istruirli, rallegrarli, insegnar loro un mestiere che li rendesse autonomi e responsabili, li comprese e li amò, per farli diventare “buoni cristiani e onesti cittadini”. Su questa scia i suoi seguaci, i Salesiani, hanno continuato e continuano ad adottare lo stesso sistema, basato sul fatto che “l’educazione è una cosa del cuore”. L’omelia tenuta da Don Nello ha evidenziato “la bellezza di questo sabato che ci introduce alla domenica con un mondo di giovani”. Si è poi soffermato sul tema della felicità. Essa non consiste solo nella salute e nel benessere materiale, infatti tante persone in salute e in benessere sono infelici. La felicità, secondo il Vangelo, non si compra, ma si riceve a caro prezzo in termini di impegno, sacrificio, umiltà. Gesù ha dato la sua vita e il suo sangue per noi e ci promette felicità anche in mezzo alla prova. Gesù Risorto è vicino a noi, ci abbraccia, ci promette la gioia vera. Con Lui siamo felici “già e non ancora”. Don Bosco si fidava dei giovani e faceva bene. Gli adulti debbono fare un passo indietro perché venga il nuovo. Già e non ancora. Tanto convincente tale presentazione che un grosso applauso ha siglato le parole del Parroco. Al momento dell’offertorio, sono giunti all’altare dei ragazzi con alcuni dei cartelloni realizzati per l’occasione, davvero eloquenti. Al termine, Don Cristian ha impartito la Benedizione conclusiva con la Reliquia del Santo, in ultimo offerta al bacio dei presenti, poi tutti i ragazzi, numerosissimi, sono saliti sul presbiterio disponendosi tutti intorno all’altare per cantare tutti insieme ed è stato davvero bellissimo e trascinante. Poteva mancare la distribuzione finale di caramelle ai bambini? Certo che no, i Salesiani Cooperatori hanno sollecitamente provveduto.
C’è da credere che Don Bosco, assistendo dall’alto, sia stato davvero contento della testimonianza di tutta la Parrocchia di S. Pietro che si è rivolta ancora una volta a lui con grande fiducia, e abbia distribuito tanta gioia vera a tutti i presenti.
Adriana Letta








































