Da 4 anni alla guida della Concattedrale di Cassino
Sabato 31 maggio nella Messa serale prefestiva nella chiesa Concattedrale di Cassino, la comunità parrocchiale ha preparato una bella sorpresa al suo Parroco Don Emanuele Secondi: ha voluto organizzare per lui una vera e propria festa per ringraziarlo tutti insieme per il lavoro e la cura che ha avuto nei quattro anni da quando è diventato il loro parroco, lasciando la parrocchia di Pico. Nella processione di ingresso c’era in apertura un delizioso gruppo di bambini e bambine che portavano un fiore che hanno poi deposto ai piedi di Maria. Nell’omelia, relativa all’ascensione in cielo di Gesù Risorto, Don Emanuele si è soffermato sulle parole di Gesù prima di lasciare gli apostoli: “Restate in città”. Vuol dire che anche noi non dobbiamo cercare Dio solo nelle chiese o nel deserto, ma anche e soprattutto nella vita, perché questo è “il tempo della chiesa, del popolo di Dio che deve portare la Sua Parola ovunque”. Siamo tutti chiamati ad alzare la testa e ad essere testimoni dello Spirito, anche se imperfetti. Questo è il paradosso del Vangelo ma anche la sua bellezza. Maria nostra Madre, ci dà questo segno, ci ha permesso di ascoltare, comprendere e fare nostro il suo Sì, che dobbiamo imitare. Maria va da Elisabetta per aiutarla, simbolo di una chiesa “in uscita”, in cammino.
Verso la fine della celebrazione eucaristica, la signora M. Rosaria Salvucci è andata al microfono e, rivolta a Don Emanuele, ha letto la bella lettera scritta a nome di tutti i parrocchiani. Sorpresa, emozione, ringraziamenti. Don Emanuele ha detto che d’ora in poi i suoi parrocchiani dovranno aggiungere un’altra Ave Maria per lui, perché c’è una novità e ha dato lettura della nomina che il Vescovo Antonazzo gli ha consegnato affidandogli il delicato incarico di “Cappellano della Casa Circondariale di Cassino”. Ha anche annunciato la prossima novità: il 27 giugno verrà inaugurata e posta in chiesa sulla mensola che è stata predisposta, la statua di Cristo Santissimo Salvatore, a cui la parrocchia è intitolata.
Poi è proseguito il programma stabilito per l’ultimo giorno di maggio: una breve processione con la piccola statua della Madonna di Fatima che nel mese di maggio ha visitato tutte le zone periferiche della parrocchia, per radunare fedeli e pregare. Dunque, i portatori hanno preso in spalla la sacra immagine di Maria e portata in processione come programmato, un breve percorso per le vie vicine recitando il Rosario, per poi ritornare in chiesa. E dopo che Don Emanuele ha impartito la benedizione finale e la statua, salutata festosamente a quel momento anche da fuochi d’artificio, è stata ricollocata al suo posto, è stato annunciato che si sarebbe andati tutti nel salone parrocchiale “la rotonda”, per festeggiare Don Emanuele.
I parrocchiani stavolta si sono comportati davvero come una comunità coesa, con la volontà di stare uniti e concordi e mettere da parte anche ogni minima incomprensione o dissapore o difficoltà a condividere, e si sono dati da fare. Entrando nella sala, c’erano tavoli già pronti o in via di allestimento per esporre le tante cose buone che in molti avevano preparato con buona volontà e generosità. Molte signore, soprattutto loro, si sono dedicate alla preparazione e al servizio. Don Emanuele nell’entrare era meravigliato, quasi incredulo che tutto quell’apparato fosse per lui. Il bello è che all’inizio della Messa aveva detto che si compivano i quattro anni della sua permanenza a Cassino come Parroco della Concattedrale e aveva anche chiesto scusa se talvolta le cose non erano andate bene e voleva comunque ringraziare tutti per averlo “sopportato” tutto questo tempo. Ma poi aveva spiritosamente aggiunto: ma di questo, in fondo, mi dovete ringraziare perché vi ha reso migliori!… Quando gli hanno consegnato un regalo, era commosso ed emozionato e questo non faceva altro che aumentare gli applausi. Alla fine non potevano mancare la torta e lo spumante ed è stato davvero un momento di festa, un momento di comunità che è piaciuto a tutti e ha fatto tutti contenti perché unirsi in una iniziativa per il bene di una persona significa sentirsi bene, essere soddisfatti e in pace con sé stessi e con il mondo. È proprio questo che Gesù ci ha insegnato.
Adriana Letta
































