La Parrocchia di San Pietro a Cassino, con molti giovani, ha circondato di affetto, ringraziamenti e auguri il suo viceparroco
Per Don Cristian Di Silvio, dopo la bella e profonda Veglia, intessuta di riflessioni e di preghiera, della sera precedente, è arrivato il sabato della festa, come programmato. Alle 18,30 ha fatto ingresso nella chiesa di S. Pietro Apostolo in Cassino, la processione dei celebranti e ministranti, in una chiesa ancora una volta colma di giovani e giovanissimi. Gioia ed emozione erano i sentimenti dominanti. Don Cristian ha presieduto la celebrazione, avendo accanto il Parroco Don Nello Crescenzi, Don Carlo Di Sotto e Don Roberto Donatiello, più una fila di ministranti. Accanto all’altare era posizionata la Banda Musicale Don Bosco che, essendo nata e cresciuta in questa parrocchia, è sempre presente in simili occasioni. Presenti, naturalmente, i familiari di Don Cristian, emozionati e sorridenti, i parrocchiani, i ragazzi della catechesi e quelli che sono gli animatori dell’Estate Ragazzi, avendo seguito il corso curato proprio da Don Cristian, loro maestro ed amico. Non mancavano rappresentanti della scuola dove Don Cristian presta servizio, a cominciare dalla Dirigente scolastica. Ad animare musicalmente la liturgia era il gruppo parrocchiale. La lettura dei testi biblici è stata curata da giovani, come pure l’offertorio, che ha visto impegnati anche i piccoli nipoti del festeggiato, felici di avere un ruolo così importante.
Al momento dell’omelia è stato Don Nello a parlare e ha esordito dicendo che c’erano due vantaggi, uno per Don Cristian, perché temeva che nel parlare l’emotività potesse giocargli qualche brutto scherzo; e uno per Don Nello, perché “è un’occasione in cui posso parlare senza essere interrotto da lui”… Prendendo spunto dal brano evangelico dei discepoli di Emmaus, ha osservato che certo, delusi come erano dalla morte di Gesù, avevano anche paura e si sentivano persi. Avevano un cuore di figli, bisognosi di essere protetti. Noi spesso, soprattutto se ci sentiamo forti, dimentichiamo che dipendiamo da Dio e dimentichiamo Dio. Lui, invece, non ci dimentica mai, anzi ci chiama per nome in ogni istante della nostra vita. Per noi è più facile andare incontro a Dio quando siamo nel bisogno. Gesù, nel brano del Vangelo, si accosta ai discepoli da fratello e loro, da fratelli, gli raccontano quanto è successo, anzi, in verità, quanto è successo a lui. Solo allo spezzar del pane lo riconoscono e Gesù scompare: è in quel momento che diventano “apostoli”. Ognuno vive queste tre dimensioni di essere figlio, fratello e padre. Così deve essere il Sacerdote. Se Gesù è lo Sposo e la Chiesa la Sposa, il Sacerdote è “l’amico dello sposo”. Auguriamo a Don Cristian di vivere bene queste tre dimensioni.
La celebrazione è proseguita sempre in modo sereno e familiare, tanto da toccare il cuore di tutti. Vedere tanti bambini, ragazzi e giovani così pronti e attenti a fare del proprio meglio perché tutto vada bene, era davvero una carezza all’anima, dava gioia, leggerezza e senso di gratitudine. Al termine della celebrazione, un giovane, a nome di tutti, ha parlato al festeggiato, ringraziandolo di quanto fa per i ragazzi, che con lui si trovano bene e si sentono sicuri. Un altro intervento, bello e profondo, per dire “Grazie” a Don Cristian, è stato quello del diacono Luca Consales. Naturalmente gli applausi sono stati pronti ed entusiastici, perché i presenti erano tutti d’accordo nel ringraziare sia Don Cristian sia coloro che lo seguono con entusiasmo. E anche il festeggiato ha voluto porgere i suoi ringraziamenti a quanti sono stati al suo fianco e lo hanno aiutato a integrarsi e a lavorare per il bene di tutti.
Infine la solenne Benedizione, davanti alla quale i fedeli si sono inchinati. Poi, terminata la celebrazione, tutti sono stati invitati al rinfresco che i parrocchiani con entusiasmo avevano preparato all’aperto: lunghi tavoli coperti di cibi salati, dolci, bevande e stoviglie, tutto l’occorrente per un pasto gioioso all’aperto. Su un tavolo troneggiava un gigantesco uovo di Pasqua, messo in palio in una lotteria per vedere a chi mai sarebbe stato assegnato dalla sorte. Volontari erano pronti a rispondere alle domande e alle richieste degli ospiti. Intanto, da una parte era partita la musica e un gruppo di giovani ballava divertito, guidato da un animatore.
Sull’ultimo e più lontano tavolo, troneggiava una magnifica torta, con vicini due palloncini dorati che segnavano il numero 10. È stato lo spegnimento delle fatidiche candeline a concludere la festa per Don Cristian Di Silvio, sacerdote da 10 anni, con l’augurio unanime e sentito che possa sempre andare avanti con serenità, fede e impegno, che l’aiuto di Dio moltiplicherà e farà fruttificare.
Adriana Letta














































