Lettere Cammino Sinodale / 20
DAL DISCERNIMENTO COMUNITARIO ALLE DECISIONI PASTORALI
Cari amici,
se il Cammino sinodale è impulso dello Spirito, nulla sarà come prima. Rifugiarsi nel passato intrappola nell’eterno ritorno, e il futuro rischia di evaporare. Quel che nasce dallo Spirito è vita sorgiva, come l’acqua che non t’aspetti. L’opera dello Spirito apre strade sempre nuove, percorsi di vita che fanno rinascere la speranza nelle notti dei nostri annebbiamenti e resistenze: “Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere? Rispose Gesù a Nicodemo: In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto”1. Attraverso il processo sinodale, lo Spirito ha suscitato “la speranza di un rinnovamento ecclesiale, in grado di rivitalizzare le comunità, così che crescano nello stile evangelico, nella vicinanza a Dio e nella presenza di servizio e testimonianza nel mondo”2. Si rinasce nell’imprevedibilità del futuro che lo Spirito rischiara, mentre la coazione a ripetere ci paralizza: “Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale” (Gen 19,26).
Tra disordine e armonia
Lo Spirito che ha guidato le fasi del processo di ascolto, di profezia e di discernimento saprà mettere “disordine” anche nel nostro essere Chiesa di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo: “È una dinamica alternativa e complementare, perché lo Spirito Santo provoca disordine con i carismi, ma in quel disordine crea armonia. Una tensione tra disordine e armonia: è questa la Chiesa che deve uscire dalla crisi. Dobbiamo imparare a vivere in una Chiesa in tensione tra il disordine e l’armonia provocati dallo Spirito Santo. Se mi chiede un libro di teologia che possa aiutarla a comprenderlo, sono gli Atti degli apostoli. Ci troverà il modo in cui lo Spirito Santo de-istituzionalizza quello che non serve più e istituzionalizza il futuro della Chiesa. Questa è la Chiesa che deve uscire dalla crisi”3. Come coltivare il senso della realtà senza oscuramenti e rimozioni, senza fantasie e fughe? Negli Atti degli apostoli i problemi risolti aprono orizzonti e mettono a disposizione nuovi strumenti. Come affrontiamo i nostri problemi e conflitti? Si oppone resistenza allo Spirito4 tutte le volte che in nome di una tradizione mal intesa e fossilizzata, e di schemi ripetitivi sclerotizzati e insignificanti rispetto alle istanze del tempo presente, si continua a difendere la propria irremovibile costruzione sacra.
“Fare” i cristiani
“Viviamo un’emergenza formativa e non dobbiamo illuderci che basti portare avanti qualche attività tradizionale per mantenere vitali le nostre comunità cristiane. Esse devono diventare generative: essere grembo che inizia alla fede e cuore che cerca coloro che l’hanno abbandonata. Nelle parrocchie c’è bisogno di formazione; laddove non ci fossero, sarebbe importante inserire percorsi biblici e liturgici, senza tralasciare le questioni che intercettano le passioni delle nuove generazioni ma che interessano tutti noi”[5]. Dunque, fare i cristiani richiede pratiche rigenerate, sapientemente ripensate, per generare discepoli di Gesù. L’annuncio della fede richiede di passare dall’ansia “anagrafica” dei numeri alla formazione del “piccolo gregge” alla vita cristiana. Serve un processo performante dell’esistenza per imparare a stare nel mondo da credenti. Se vogliamo bene alle nostre parrocchie e pensiamo di rivitalizzare in particolare la comunità dei battezzati non più praticanti, è necessario passare alle decisioni pastorali non più procrastinabili: “Iniziare alla vita cristiana è un processo che deve integrare l’esistenza nei suoi vari aspetti, abilitare gradualmente alla relazione con il Signore Gesù, rendere le persone confidenti nell’ascolto della Parola, desiderose di vivere la preghiera e di operare nella carità [ ] Si tratta – dobbiamo dirlo onestamente – di una pastorale che non ripete le cose di sempre, ma offre un nuovo apprendistato; una pastorale che diventa come una scuola capace di introdurre alla vita cristiana, di accompagnare le fasi della vita, di tessere relazioni umane significative e, così, di incidere anche nel tessuto sociale”6.
Comunità dell’esodo
Il Cammino sinodale è “esodale” se condiviso nella libertà dello Spirito. Non lasciamoci condizionare negativamente da considerazioni improprie e sprovvedute di chi vorrebbe mettere in forse il valore kairologico del Cammino e banalizzarlo come fosse una perdita di tempo, spreco di energie, sciupio di risorse! Ciò che viene dallo Spirito è di Dio: riconoscerlo è grazia, ben oltre la nostra finitezza e fragilità. Il popolo di Dio è in cammino quando sa condividere la logica esodale assumendo in modo fiducioso l’inquietudine della Pasqua del suo Signore: “Se siete inquieti non siete malati, siete vivi” (4 agosto 2025). È bellissima l’espressione di Atti 7 quando parla di “assemblea del deserto”: definisce una Chiesa spinta dallo Spirito, chiamata come Abramo ad uscire soprattutto da se stessa, da ogni forma subdola di autoreferenzialità, soprattutto quando questa tentazione è avallata dallo stesso presbitero. Una Chiesa amica dell’uomo, estroversa e missionaria, non una Chiesa installata e irrigidita con ruoli ossificati e in difensiva, quasi infastidita dalla mobilità della via cristiana8. “Mi viene in mente un verso di Virgilio, quando Enea, sconfitto a Troia, aveva perduto tutto e gli restavano due vie d’uscita: o rimanere là a piangere e porre fine alla sua vita o fare quello che aveva in cuore, andare oltre, andare verso i monti per allontanarsi dalla guerra. È un verso magnifico: Cessi, et sublato montem genitore petivi – Mi rassegnai e sollevato il padre mi diressi sui monti. È questo che tutti noi dobbiamo fare oggi: prendere le radici delle nostre tradizioni e salire sui monti” 9.
…in Cammino
La pedagogia del processo sinodale educa a pensare e a fare insieme. Nei prossimi tempi vivremo eventi graie ai quali siamo chiamati ad esprimere anche visibilmente la concordia e la concordanza nel condividere il cammino sinodale di Chiesa diocesana.
- Documento finale
La Presidenza nazionale del Cammino ha inviato ai delegati diocesani il Documento delle proposizioni sinodali “Lievito di pace e di speranza”, approvato dal Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana.
- Il Documentato sarà condiviso dalle équipes diocesane della Regione ecclesiastica del Lazio in un collegamento on-line il 6 ottobre p.v.
- Lo stesso Documento sarà votato dalla Terza assemblea sinodale nazionale composta dalle équipes sinodali di tutte le diocesi, che si svolgerà a Roma il 25 ottobre 2025.
- L’approvazione definitiva del Documento sarà votata dall’Assemblea generale dei Vescovi che si svolgerà ad Assisi dal 17 al 20 novembre 2025.
- In seguito all’approvazione, la Presidenza della CEI nominerà un gruppo di Vescovi che, coadiuvato dagli organi statutari, elaborerà, a partire dal Documento votato dall’Assemblea sinodale, priorità, delibere e note che saranno al centro dei lavori dell’Assemblea Generale di novembre 2025. Successivamente, alla luce del Documento di sintesie delle riflessioni dell’Assemblea Generale, questo stesso gruppo di Vescovi, supportato da esperti, preparerà le prospettive pastorali che accompagneranno le Chiese in Italia nei prossimi anni.
- Inizio del nuovo anno pastorale e Giubileo diocesano delle famiglie
La liturgia eucaristica esprime in sommo grado la comunione, l’unità e la pace fraterna della Chiesa locale
Invito tutti i presbiteri, diaconi, aggregazioni laicali, operatori pastorali e fedeli alla solenne celebrazione per l’inizio del nuovo anno pastorale il 9 novembre 2025 alle ore 18:00 nella chiesa concattedrale di Cassino.
La celebrazione sarà caratterizzata e arricchita dal Giubileo diocesano delle famiglie: la famiglia incarna ed esprime la genuina forma domestica della Chiesa.
- Assemblea pastorale diocesana
L’Assemblea pastorale diocesana
- Si svolgerà il 21 novembre 2025, dalle ore 19:00 alle 20:45 presso la chiesa di san Carlo in Isola del Liri, sul tema: “Profezia di popolo, per scelte coraggiose”.
- Il relatore sarà sua Ecc.za Claudio Giuliodori
Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana; Membro di Presidenza del Comitato del Cammino sinodale.
L’Assemblea diocesana è per tutti i presbiteri, diaconi, operatori pastorali, organismi di partecipazione, aggregazioni laicali, insegnanti di religione cattolica, fedeli laici.
- Consiglio presbiterale diocesano
Il Consiglio presbiterale diocesano si svolgerà martedì 25 novembre p.v. ad Arce, presso il nuovo Centro pastorale parrocchiale, dalle 10:00 alle 12:30. A pranzo saremo ospiti di don Arcangelo, che ringraziamo con affetto cordiale.
Cari amici,
camminiamo “lieti nella speranza, forti nella tribolazione” (Rm 12,12). Giubilare è anche il Cammino sinodale, con il suo forte carico di speranza cristiana. E’ giubilare ogni cammino di discernimento della volontà del Signore, accolta con la stessa sapienza del cuore elogiata da Gesù nel comportamento esemplare dello “scriba divenuto discepolo del regno dei cieli, che estrae dal suo tesoro cose antiche e cose nuove” 10 .
Vi ringrazio, con l’affetto pastorale di padre e fratello.
Sora, dalla Sede Vescovile, 29 settembre 2025
Festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele
XIII Anno del mio Episcopato.
† Gerardo Antonazzo
1 Gv 3,6-7.
2 PAPA LEONE, Discorso alla diocesi di Roma, 19 settembre 2025
3 A. Ivereigh, Intervista a Papa Francesco, in La Civiltà Cattolica, 8 aprile 2020.
4 At 7,51.
5 PAPA LEONE, Discorso alla diocesi di Roma, 19 settembre 2025.
6 Ivi.
7 “Radunati nel deserto” (At 7,38).
8 At 9,2.
9 A. Ivereigh, Intervista a Papa Francesco, in La Civiltà Cattolica, 8 aprile 2020.
10 Mt 13,51-52.
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