Un organo storico, un grande organista, un Comitato-feste efficiente
A Sant’Elia Fiumerapido un Comitato particolarmente attivo ha messo a punto un programma di tutto rispetto per ricordare, valorizzare, far conoscere e dare risalto alle bellezze e alla storia di un paese e di una chiesa speciale, S. Maria La Nova, fondata nel 1250, rifatta e ampliata nel ‘700, unendo agli antichi nuovi stili, dal romanico al rinascimentale al barocco e che al suo interno conserva pezzi davvero unici, opere d’arte e lo storico e prezioso organo ligneo a canne. Un organo storico, costruito nel 1692 da Giuseppe Catarinozzi che ad Affile aveva una bottega organaria, i cui prodotti artigianali si trovano a Montecassino, a Roma, a Napoli, in Abruzzo, nelle Marche. Inoltre la storia di Sant’Elia si è collegata a quella di Cassino quando, nella seconda guerra mondiale, furono bombardate e completamente rase a terra sia l’Abbazia di Montecassino che la città di Cassino, mentre la vicina Sant’Elia restò in piedi: perciò l’allora Abate di Montecassino Gregorio Diamare, già anziano, poté trovare rifugio proprio nella vicina S. Elia, che gli permetteva di non allontanarsi troppo e poter continuare a seguire gli eventi, prodigandosi per salvare e aiutare i suoi fedeli. E lì rimase fino alla morte, che lo colse il 6 settembre del 1945, esattamente 80 anni fa. E dunque, la comunità santeliana ha voluto dedicare questo concerto proprio all’Abate Diamare, perché la Storia, come l’Arte e la Bellezza, non va né dimenticata né cancellata. E ha scelto con cura gli artisti, innanzitutto l’organista, Michele D’Agostino, grande esperto e conoscitore di organi e di musiche per organo e da molti anni organista di Montecassino. Accanto a lui sono stati invitati anche dei solisti bravissimi.
Dopo i saluti e la presentazione della serata, è iniziato il programma musicale, presentato da Don Luigi D’Elia, responsabile diocesano della Musica sacra, con solo l’organo Catarinozzi, suonato dal M° Michele D’Agostino; uno schermo posto davanti all’altare mostrava da vicino l’organista che suonava, facendo planare dall’alto le note in un’atmosfera silenziosa e attenta a gustare ogni sfumatura.
Poi il M° Michele D’Agostino è sceso per poter suonare l’armonio (strumento del passato, particolarmente adatto a sostenere il canto del popolo) che era stato posto davanti all’altare. Era un armonio lasciato da parte per molto tempo, poi ripreso da chi ama questi strumenti, l’ing. Marco Tomassi, e restaurato a meraviglia e portato in chiesa (impresa non facile dato il suo peso). Così per la seconda parte del programma di musica sacra è stato usato questo strumento, ben lucidato e riportato al suo antico valore. Si è andati dal ‘700, con Marianus Königsperger Concerto in sol maggiore, ad Alessandro Scarlatti con Toccata sesta, a Girolamo Frescobaldi con Inno Ave Maris Stella, al ‘900 con Don Ivo Meini, Preludio “Gaudeamus”. La voce del soprano Lucia Zonfrilli ha accompagnato mirabilmente gli ultimi brani. Dopo questa prima parte, l’Avv. Giuseppe Iucci, in sostituzione dell’arch. Picano che stava poco bene, ha relazionato sull’Abate Diamare, ricordandone la storia, la figura e l’alto valore umano e spirituale.
Si è tornati alla musica, accompagnata da voci soliste maschili, dando così rilievo alla dimensione vocale: il tenore Roberto Martone della Fondazione Bartolucci, il Basso Alessandro Della Morte, della Cappella Giulia ed il tenore Leonardo Malara della Cappella Pontificia Sistina. Tre giovani molto bravi, tre voci potenti e dolcissime seppure diverse, che hanno strappato applausi scroscianti. Hanno eseguito, sempre accompagnate dal M° D’Agostino all’armonio, brani di autori più vicini a noi nel tempo: da Licinio Refice con Natale (ti disse Iddio) a Pietro Mascagni con Benedictus (dalla Messa di Gloria), di nuovo a Licinio Refice con Ave Maria, a Lorenzo Perosi con Kirie e Gloria (dalla Messa Te Deum laudamus). Non è mancato il bis, a grande richiesta del pubblico. Dulcis in fundo, il saluto del parroco Don Remo Marandola, il quale, nel ringraziare, ha voluto fare una sottolineatura da par suo: la Musica, ha detto, esalta e amplifica la gioia e lenisce il dolore e ci ha fatto sperimentare che se una cosa non tocca il cuore, scivola via senza lasciar traccia. Questa musica ci deve toccare il cuore per poter vivere il Natale. Ha poi impartito la Benedizione ai presenti. Gli ultimi saluti e ringraziamenti al Comune per il patrocinio concesso, alla Banca Popolare del Cassinate nella persona del Presidente Vincenzo Formisano, al Comitato e ai Vigneti Iucci (sponsor tecnico). Infine, Brindisi d’Onore nelle vicine salette parrocchiali per un bel momento di convivialità.
Adriana Letta



























