Nella chiesa di S. Pietro Apostolo un concerto-preghiera di fratellanza e condivisione
A Cassino è diventato una tradizione, un appuntamento irrinunciabile nel prepararsi alla Pasqua, il Concerto della Passione, tanto è speciale, organizzato dalla Banda Musicale Don Bosco Città di Cassino, diretta dal M° Marcello Bruni, dalla Corale San Pietro Apostolo diretta dal M° Sonia Miele e dal M° Viviana Miele e dalla Filodrammatica Don Bosco, diretta da M. Patrizia Velardi: tre realtà nate e cresciute nella Parrocchia di San Pietro Apostolo in Cassino, già da molti anni. È per questo che il Concerto si svolge in questa chiesa, che ogni volta, e questa è stata la quarta edizione, si riempie non solo perché il numero degli artisti, tra musicisti, cantori ed attori, è molto alto, ma anche perché i parrocchiani accorrono numerosi e bisogna ogni volta trovare sistemazioni che garantiscano spazio per tutti.
Fedeli all’idea originaria, i direttori hanno messo a punto un programma non per esibire la loro bravura e raccogliere applausi, ma per offrire a tutti riflessioni, momenti di solidarietà e fratellanza, spunti e motivi di preghiera. Lo ha ricordato il Maestro Marcello all’inizio: a parlare sarà l’arte, cioè la musica strumentale e vocale e l’arte filodrammatica, con scene e parole significative. Non battete le mani alla fine di ogni brano eseguito, restate in silenzio. E così è stato. Non un concerto “mondano”, quindi, ma un concerto di preghiera che introduce alla Settimana Santa e alla Pasqua. E in questi tempi che viviamo, tempi di guerre e violenze di ogni genere, è urgente e necessario che tutti si fermino a riflettere e sì, anche a pregare. I brani musicali scelti erano marce funebri: O capo insanguinato, Venerdì Santo, Ave verum Corpus, Il pianto della mamma, Pacem in terris, Ecce homo… Ricorrente il motivo della morte, come pure la richiesta di Pace. I ragazzi della Banda, anche giovanissimi, sono stati ancora una volta bravissimi, composti, attenti, capaci. I coristi hanno cantato con la voce, sì ben esercitata, ma soprattutto col cuore, tanto da toccare subito i cuori degli ascoltatori. Ed anche gli attori hanno dato vita ad alcune scene della Via Crucis, rappresentando Giuda, l’apostolo che tradisce Gesù per trenta denari e cerca di giustificare il suo atto, ma evidentemente ha la coscienza piena di rimorso e non si dà pace. Anche l’apostolo Pietro compare, pieno di dolore e pentimento per aver tradito Gesù. Le donne hanno avuto un ruolo importante, erano in numero maggiore ed erano donne del popolo che avevano seguito Gesù ed ora che lui era condannato, non si danno pace per questa terribile ingiustizia. È un po’ come far raccontare la Passione di Gesù da voci e sensibilità femminili, con una adesione molto più empatica e sensibile: e questo è stato un dato interessante e apprezzato. A loro si unisce Maria, che porta il dolore incommensurabile della morte del suo Figlio, eppure sul Calvario resta sotto la croce a condividere il dolore e il desiderio di salvare l’umanità. Mentre si faceva memoria della passione e Morte di Gesù Cristo, sono state spente le luci, lasciando solo piccole lampadine come lucciole nella notte, il che ha creato un effetto particolarmente suggestivo, che davvero invitava alla preghiera e alla meditazione.
La bellezza artistica delle note musicali, vocali e strumentali, insieme alle parole dei dialoghi recitati, ha contagiato e commosso tutti i presenti, che alla fine, solo alla fine!, hanno applaudito con convinzione. A ringraziare gli organizzatori e autori di così bel momento è stato il Parroco Don Nello, che ha apprezzato fortemente il Concerto della Passione e ha fatto notare come è stato anche un momento di forte condivisione fra artisti e pubblico, permettendo un positivo e costruttivo scambio. Ha sottolineato anche l’assurdità della guerra, perché proprio in mattinata a Gerusalemme era stato interdetto al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini (colui che pochi giorni fa ha ricevuto dall’Abbazia di Montecassino il premio Pacis Nuntius) di entrare nella chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Domenica delle Palme. Cosa inaudita! Ecco che occorre davvero pregare e sensibilizzarci tutti a queste terribili realtà. Un segno di apprezzamento e riconoscenza è venuto anche dall’assessora del Comune di Cassino prof.ssa Gabriella Vacca, che ha ringraziato vivamente gli artisti.
Il canto finale di chiusura, tutti stretti idealmente o fisicamente sotto e intorno al bellissimo Crocifisso che domina la chiesa e l’altare e che, inizialmente coperto, era stato svelato e illuminato, è stato eseguito coinvolgendo anche il pubblico, a cui era stato procurato un foglietto con le parole perché potessero cantarle: si invocava Gesù, Uomo della Croce, Figlio e Fratello, facendo memoria della sua Passione, della sua morte e dell’Ultima Cena: noi ti preghiamo, noi speriamo in Te! Intanto alcuni ragazzi della Banda Don Bosco passavano tra i banchi a raccogliere offerte perché la Parrocchia possa soccorrere i bisognosi. Altra forma di condivisione e fraternità.
Adriana Letta





































