Diocesi Sora Cassino Aquino Pontecorvo
Omelie

Con la missione nel cuore – Omelia per la Messa esequiale di don Ascenzo Venditti

CON LA MISSIONE NEL CUORE

Omelia per la Messa esequiale di don Ascenzo Venditti
Fontana Liri Inferiore, 9 agosto 2025

 

Cari amici,

celebriamo nella fede il mistero pasquale di Cristo “risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti (1Cor 15,20). Nella certezza della speranza nella vita piena nel Dio dei viventi, a Lui affidiamo l’intera esistenza terrena del nostro fratello sacerdote don Enzo, consacrato dallo Spirito, partecipe della missione di Cristo, “mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore” (Lc 4,18-19).

La Parola di Dio oggi è coerente con la festa liturgica di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), patrona d’Europa: giovane tedesca di origine ebrea, atea, studiosa di filosofia. Grazie alla sua ricerca filosofica approdò al cattolicesimo, divenendo monaca claustrale carmelitana. La testimonianza di don Enzo, missionario per lunghi decenni del suo ministero presbiterale, e la vita claustrale di santa Teresa potrebbe sembrare due esperienze distanti ed estranee tra loro. Invece convergono profondamente, dal momento che la missione della Chiesa riconosce proprio nella grazia della vita contemplativa la fonte della sua propria energia e vitalità. Infatti la preghiera continua e l’offerta sacrificale della propria vita, sono una “missione” che risana le radici dell’umanità ferita dal peccato. D’altra parte, la Chiesa ha dichiarato proprio una claustrale, S. Teresa di Gesù Bambino, patrona delle missioni.

Il brano del profeta Osea oggi proclamato mette al centro del rapporto tra Dio e l’uomo il cuore: “Parlerò al suo cuore” (Os 2,16). Dio ha parlato al cuore di don Enzo, e lui ha imparato ad obbedire alla Parola risuonata nel suo cuore, dilatato dall’amore di Dio, che lo spingeva al dono totale della vita nell’urgenza della missione, quasi eco dell’impellenza con cui il grande missionario del Signore risorto, l’apostolo san Paolo, gridava: “Guai a me se non evangelizzo” (1Cor 9,16). Don Enzo nasce a Fontana Liri il 9 maggio1934. Viene ordinato presbitero da mons. Biagio Musto il 14 luglio 1962. Parroco a Canistro, nella parrocchia S. Maria della Fonticella dal 1963 al 1965. Parte missionario in Brasile il 15 aprile 1966, accompagnato da Padre Jaime Gustinelli. Rimase per tre mesi nella Diocesi di Bom Jesus da Lapa, nell’entroterra dello Stato di Bahia (nel Nordest del Brasile), sotto la guida del Vescovo Don Nicodemus Grosse, con l’obiettivo di imparare la lingua portoghese e adattarsi alla realtà locale.

Successivamente, assunse la responsabilità della Parrocchia di Nossa Senhora das Vitórias, a Santa Maria da Vitória (comune vicino a Bom Jesus da Lapa), dove operò dal 1966 al 1975. Contribuì, oltre all’evangelizzazione, anche all’educazione dei giovani, assumendo la direzione del Ginnasio Commerciale di Santa Maria da Vitória e, in seguito, del Centro Educacional Santamariense. Contemporaneamente, fondò la Scuola Parrocchiale Santamariense per la formazione primaria dei bambini. Con il sostegno di Padre Jaime Gustinelli e di Don Salvatore Ruggeri, quest’ultimo proveniente da Minervino di Lecce, in Italia, formò numerosi giovani nella fede cristiana. Costruì la Casa della Divina Provvidenza per accogliere anziani abbandonati. Era responsabile dell’assistenza pastorale nelle cappelle dei vari distretti della città di Santa Maria da Vitória, affrontando strade in cattive condizioni, ambienti difficili e situazioni avverse. Viaggiava spesso a Salvador, capitale dello Stato di Bahia, affrontando regolarmente lunghi tragitti (circa 1.000 km) su strade malmesse per raccogliere fondi destinati a coprire le spese del suo lavoro. Contava anche sul sostegno economico di amici italiani. Nel 1975 si trasferì nella città di San Paolo (nel Sudest del Brasile. Lavorò nel recupero dei detenuti ed ex detenuti, arrivando a costruire una casa di accoglienza e recupero.

In seguito, tornò nel Nordest del Brasile, servendo nella Chiesa Centrale della città di Parnaíba, nello Stato del Piauí, accanto ai padri Jaime Gustinelli e Padre Pedro (anch’egli italiano), assistendo le comunità fluviali che vivevano di pesca. Per motivi di salute, tornò a San Paolo e assunse la Parrocchia do Socorro, nel Comune di Mogi das Cruzes, accolto da Don Emilio Pignoli. Le parrocchie da lui assunte si trovavano spesso in condizioni precarie, richiedendo ristrutturazioni che lui guidava con dedizione. Infine, assunse la Parrocchia di Santo Antônio do Arraial, nel comune di Santo André, San Paolo, per essere più vicino ai servizi medici di cui aveva bisogno, dove rimase per 20 anni. Tra i numerosi servizi prestati, offriva anche assistenza ai giovani in fase di recupero dall’uso di sostanze chimiche, celebrando messe, confessando e offrendo supporto spirituale e psicologico. Fu in questo periodo che, tramite l’aiuto di amici della nostra diocesi, realizzò il desiderio che nutriva di aiutare i bambini bisognosi, fondando nel 1998 l’Associazione Madre Teresa di Calcutta, un asilo dedicato all’accoglienza e alla cura dei bambini in situazione di vulnerabilità sociale.

Don Enzo ha coltivato la sapienza del cuore: da uomo saggio, ha tenuto accesa sino alla fine la lampada dello zelo per i poveri. Non si è lasciato assopire dal sonno dell’indifferenza o dal torpore della stanchezza, pronto a riconoscere la venuta di Gesù nel grido di ogni bisogno e di ogni richiesta struggente aiuto: “Ecco lo sposo, andategli incontro”. Don Enzo si è fatto prossimo andando davvero incontro per servire “la carne di Gesù Cristo (Papa Francesco) nelle vesti della miseria. Ha vegliato nelle molte notti delle difficoltà, delle prove, degli impedimenti e fatiche, per farsi trovare pronto nel riconoscere e servire la presenza del Signore nel volto dei più diseredati. Ora il Signore lo ha trovato pronto per chiamarlo a sé, farlo entrare con lui alle nozze eterne, chiudere la porta dei desideri terreni e spalancargli la pienezza della vita eterna: “Qui sta la perseveranza dei santi, che custodiscono i comandamenti di Dio e la fede in Gesù. E udii una voce dal cielo che diceva: “Scrivi: d’ora in poi, beati i morti che muoiono nel Signore. Sì – dice lo Spirito -, essi riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono” (Ap 14,12-13). Mi permetto di sognare che le opere buone compiute da don Enzo lo abbiano addirittura preceduto in paradiso.

                                                                                                + Gerardo Antonazzo

Per leggere e/o scaricare l’omelia in PDF, clicca qui.