Alla vigilia dell’Ammissione agli Ordini sacri del seminarista Rosario Giorgio, la comunità di S. Pietro Apostolo si mette in preghiera
In preparazione al sacro rito dell’Ammissione agli Ordini sacri del seminarista Rosario Giorgio, della Parrocchia di S. Pietro Apostolo di Cassino, la sera precedente, come è uso, si è svolta nella sua parrocchia di origine una Veglia di preghiera e riflessione. Titolo: “Direzione inattesa – dal sepolcro alla vita”. Organizzata e preparata dalla Pastorale vocazionale e giovanile, la Veglia alle 20,30 ha preso inizio in un’atmosfera di grande raccoglimento e suggestione: nella penombra e nel silenzio, dopo il canto di invocazione dello Spirito, le voci di Don Carlo Di Sotto e di altri hanno iniziato a parlare della figura di Maria di Magdala. Come racconta il Vangelo di Giovanni, si reca di buon mattino, ancora al buio, al sepolcro di Gesù piangendo, trova la pietra di chiusura tolta e resta fuori, convinta che qualcuno abbia portato via il corpo di Gesù. Due angeli in bianche vesti le chiedono perché piange e lei insiste: “Hanno portato via il corpo del mio Signore e non so dove”. Si volta e vede un uomo che suppone sia il custode del giardino e anche lui le chiede perché piange. Lei dà la stessa risposta e solo quando questi la chiama per nome: “Maria!”, a quella voce capisce che è Gesù e certo non il custode del giardino. La chiamata di Gesù cambia tutto in Maria: non piange più, ma felice ascolta le parole di Gesù che le dice di andare dai discepoli e annunciare che il Maestro è risorto e deve tornare al Padre e corre entusiasta a dare l’annuncio “Ho visto il Signore!”. Mentre il racconto discorsivo si dipana, da dietro un grande telo abilmente preparato (grazie alla collaborazione della Filodrammatica Don Bosco guidata da M. Patrizia Velardi), compaiono le immagini, o meglio le ombre di Maria con una brocca, poi l’ombra di Gesù ed il riconoscimento di lui da parte della Maddalena.
Da qui si dipana una bella e profonda riflessione sulla chiamata e sul cammino di Maria di Magdala (dal sepolcro alla vita) e su quello di ognuno di noi: dove sto andando davvero… e chi sto diventando mentre cammino? Quale voce guida oggi le mie scelte: quella che mi fa stare sicuro nel sepolcro o quella che mi dice di andare con fiducia? Se Gesù mi chiamasse per nome adesso, cosa troverebbe nel mio cuore: disponibilità, paura… o desiderio di tornare da Lui? Che direzione prendiamo?
Viene poi esposto il SS.mo sull’altare, si accendono le luci, si prega. Nel primo banco c’è Rosario e vicino a lui i due fratelli; ci sono alcuni seminaristi venuti a dare una mano e a pregare, ci sono parrocchiani, giovani e maturi. Il momento è molto sentito. Vengono invitati ad avvicinarsi all’altare per deporre un grano di incenso nel piccolo braciere e a prendere un bigliettino per ricordare questa serata speciale e intensa di spiritualità. Molti, silenziosamente, vanno e compiono il gesto di fede, che i canti del gruppo giovani ben accompagnano. L’adorazione comunitaria e personale si svolge in grande partecipazione e raccoglimento, infine la benedizione eucaristica impartita da Don Carlo e la reposizione del SS.mo. Le parole di Don Nello, che ringrazia organizzatori, collaboratori e presenti, sono calde di affetto e di riconoscenza: al Signore e a chi ascolta e segue la sua chiamata. I saluti, gli abbracci, gli auguri concludono la serata. Domani per Rosario sarà, nella cornice del Santuario della Madonna di Canneto, una giornata importante per la vita sua ma anche di tutti. La chiamata del Signore ed il suo riconoscimento che crea la sequela sono per tutti momenti intensi di riflessione, di esame di coscienza, di preghiera e di ringraziamento.
Adriana Letta




































